Pubblicato il 13/02/2020 - Ultima revisione 13/02/2020


Intervista a Valeriano Bottini: "La cultura deve permeare la società"

Tanta musica nel 2020 alla Casa delle Culture

Rocco Della Corte





Tra le numerose interviste realizzate dalla nostra Redazione, abbiamo ascoltato Valeriano Bottini, la cui instancabile attività porta, in sinergia con la Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura, tantissime date musicali alla Casa delle Culture e non solo.

Valeriano Bottini, l’attività musicale alla Casa delle Culture, in collaborazione con la Fondazione, è continua. Puoi darci qualche numero relativo al 2019?

Nell’anno appena trascorso credo siano poco più di quaranta i concerti presso la Casa delle Culture, una decina le lezioni concerto ed alcune masterclass. Forse è stato l’anno durante il quale abbiamo svolto meno attività – ma la scorsa estate avevamo bisogno di alcune settimane di riposo. A marzo 2020 saranno tre gli anni di stretta collaborazione con il maestro Claudio Micheli e la FondArc.

Concerti, master class, lezioni: la programmazione è ricca, qual è la risposta dei presenti?

Certamente ci conforta la qualità della risposta che è innanzitutto di grande apprezzamento e gradimento per l’ampiezza ed il valore delle proposte e per la continuità della programmazione. Più difficile dire se sia – dal punto esclusivamente numerico – una espressione reale delle potenzialità di risposta dell’ambiente. Abbiamo certamente verificato che l’attività culturale, se escludiamo alcune grandi città, a livello locale subisce in maniera ingiustificata gli aspetti fortemente contraddittori e spesso conflittuali delle relazioni a livello sociale.

Secondo te un lavoro così certosino deve avere un obiettivo ben preciso di sensibilizzazione della cittadinanza?

Il contesto culturale, ormai a livello globale, possiamo dire che non è certamente dei migliori. Personalmente – da più di trenta anni - sono stato sempre critico con le scelte, gli indirizzi e gli obiettivi della politica culturale, anche quando l’economia sembrava offrire maggiori opportunità. Non siamo giunti alla situazione attuale per caso, o negli ultimi anni per “colpa” delle tecnologie. Uno Stato – per un corretto e proporzionato sviluppo culturale dei suoi cittadini - ha il dovere di non seguire le leggi di mercato, di programmare certamente nell’immediato ma con una visione più ampia e con l’obiettivo dei migliori risultati su tempi più lunghi di quelli dettati dalla politica. Se pensiamo che la cultura sia solo qualcosa con cui si debba mangiare “oggi” credo sia sbagliato, non tanto per il fine – in parte nobile - quanto per le modalità. Siamo passati dal “con la Cultura non si mangia” a voler dimostrare che con la Cultura dobbiamo mangiare. Non sempre è possibile, non è giusto dappertutto. Per me la cultura è – principalmente - qualcosa che deve permeare la società, deve essere quindi diffusa, per i cittadini, per i residenti, e necessita impegno costante e continuo. La sostenibilità è un falso problema, l’ottimizzazione e la valorizzazione delle risorse, si ottengono riducendo sprechi e certi finanziamenti a volte imbarazzanti.

Quali sono, tra i tanti, i concerti più partecipati e apprezzati tra quelli messi in campo negli ultimi mesi?

Certamente il concerto del Quintetto Anedda e poi i concerti pianistici dell’integrale delle sonate di Beethoven sono stati tra i più partecipati ed apprezzati, ma ci sono stati molti altri, quello con Ashley Solomon e l’Ensemble del Royal College of Music di Londra, altri con giovani interpreti di livello internazionale che hanno veramente espresso livelli di valore assoluto. Tra le prime esecuzioni assolute voglio ricordare la prima di Chopiniana di Stefano Cataldi, che vive e lavora a Velletri.

Fra conferme e novità, puoi fare un bilancio dei progetti in essere per il 2020?

Proseguirà la nostra stagione di musica da camera alla quale si aggiungeranno delle interessantissime novità. Domenica 16 febbraio ci sarà infatti il primo concerto della esecuzione integrale delle opere pianistiche di W. A. Mozart. E’un progetto del maestro Leonid Margarius della Accademia pianistica di Imola in collaborazione con l’Associazione Napolinova e vedrà 8 concerti con 8 giovani pianisti di talento, da febbraio fino a dicembre. Proseguiremo con Ivan Donchev l’integrale beethoveniano delle sonate per pianoforte iniziato lo scorso anno e completeremo, nel corso dell’anno, anche l’integrale del Clavicembalo ben temperato di J. S. Bach con l’esecuzione del II libro, nella trascrizione di T. Duboise per pianoforte a quattro mani. Per la ricorrenza del 250° anno dalla nascita di Beethoven avremo anche un'altra esecuzione integrale di grande valore, quella delle sinfonie nella trascrizione di F. Liszt. ed eseguite su pianoforte Erard del 1879. Questo altro nostro progetto originale, lo vedremo nei prossimi giorni, potremo portarlo a Velletri. Sempre nel 2020 completeremo un importante lavoro – a più mani - di musica contemporanea che vedrà la partecipazione di oltre 20 compositori ed altrettante composizioni originali. Vorrei infine ricordare che la domenica mattina alle 11:00 abbiamo i corsi di introduzione all’ascolto di Quaderni di cultura musicale con i docenti Antonio D’Antò per la Classica, Stefano Cataldi per il Jazz e Daniele Mutino per la Musica Popolare.

Come prosegue il rapporto di collaborazione tra Colle Ionci e Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura?

Grande reciproca stima ed amicizia con il maestro Claudio Micheli direttore artistico della Fondazione che segue personalmente il nostro lavoro, ne apprezza la qualità e la continuità presso la Casa delle Culture e della Musica. Stiamo già lavorando per il 2021, ed oltre.