Pubblicato il 04/05/2020 - Ultima revisione 04/05/2020


Fondazione Arte & Cultura in attesa della ripresa, Claudio Micheli: «L'arte tornerà, facciamo tesoro di quello che sta capitando all'umanità»

Intervista al Direttore Artistico

Rocco Della Corte





Fondazione Arte & Cultura in attesa della ripresa, Claudio Micheli: "L'arte tornerà, facciamo tesoro di quello che sta capitando all'umanità" In un periodo in cui la cultura è stata un vero e proprio traino per allietare la quarantena con tante iniziative virtuali ad opera di artisti di ogni settore, il direttore della Fondazione Claudio Maria Micheli ha fatto il punto della situazione riguardo alle iniziative - naturalmente sospese - del Teatro Artemisio e della Casa delle Culture e della Musica. Tante novità in vista e un bilancio del lavoro svolto fin qui, nella speranza che tutto possa riprendere al più presto.

Direttore, anche se la stagione del Teatro Artemisio si è interrotta in anticipo, possiamo fare un bilancio del 2019/2020?

La stagione del Teatro Artemisio Gian Maria Volonté, intendo quella iniziata nel Settembre 2019 e che sarebbe regolarmente terminata intorno alla metà del mese di Aprile 2020, è stata portata quasi tutta a termine, ad eccezione delle due commedie "Maurizio IV" con Guidi e Ingrassia, "Hollywood Burger" con Quartullo ed Iacchetti inserite nella nostra programmazione in collaborazione con l’Associazione Teatrale dei Comuni del Lazio. Inoltre si sono arenate due nostre coproduzioni quali "La buona novella", spettacolo con musiche di De André in collaborazione con Big Cedars e il Testamento di Faber, e il "Don Chisciotte" di Cervantes con la regia di Gennaro Duccilli. Questi spettacoli naturalmente non sono stati cancellati ma solo rinviati a data da destinarsi non appena avremo la possibilità di riaprire il Teatro. Voglio ricordare che questa stagione, la terza messa in campo dalla Fondazione Arte e Cultura, benché interrotta per ovvi motivi, ha prodotto risultati eccellenti di critica e di pubblico. Per ciò che riguarda stagione di prosa ha proposto dieci spettacoli di grande spessore tra i quali quattro fuori abbonamento prodotti dalla Fondazione come "Novecento", "In nome del Papa Re" che ha inaugurato la stagione, "Dio arriverà all'alba" e "Non parlarmi di me, Marta mia" sul carteggio tra Pirandello e Marta Abba. Cito solo per la cronaca che gli spettacoli hanno avuto una grande presenza di pubblico e due di questi sono stati rappresentati anche per le scuole con tutti sold out. Il Teatro sta pian piano creando un suo pubblico di abbonati e di fedelissimi che sta dando grandi soddisfazioni e la certezza sempre più reale che la città di Velletri risponde alla cultura, all’arte e allo spettacolo in genere, se naturalmente di qualità e di interesse.

Ci sono novità riguardo agli spettacoli rimandati e per chi aveva biglietti già acquistati? Gli abbonati, invece, come potranno far valere la loro card?

La ringrazio per la domanda che anticipa l’uscita di un comunicato che avremmo fatto a breve sulla questione. So che siamo in ritardo e che gli abbonati stanno chiedendo chiarimenti sull’eventuale rimborso, che ci sarà, ma gli stessi potranno capire che questo Tsunami ha sconvolto il mondo e bloccato ogni attività, non solo culturale, di questi due mesi passati; anche per noi informarci sulle precise modalità di rimborso non è stato facile e ci è stato comunicato da pochissimi giorni. Per quanto riguarda i due spettacoli "Maurizio IV" e "Hollywood Burger", facenti parte della stagione in abbonamento, i nostri spettatori non avranno nulla da perdere e saranno rimborsati con dei voucher per i prossimi spettacoli teatrali, oppure l’importo verrà scalato dal prossimo abbonamento quando tutto ripartirà nella normalità delle cose. Purtroppo per disposizione della SIAE e dell’Agenzia delle Entrate, valide per tutti gli abbonati ai teatri italiani, non si possono restituire somme in contanti sia all’abbonato o a chi avesse comprato il semplice biglietto d’ingresso per uno dei due spettacoli. Queste disposizioni d'altronde non sono una nostra prerogativa ma dettate dalle leggi vigenti alle quali come Teatro Artemisio Gian Maria Volonté dobbiamo attenerci.

Cosa c'è all'orizzonte per la riapertura del Teatro e in che modo dobbiamo immaginare una serata in compagnia a vedere uno spettacolo, rispetto a prima?

La situazione teatri, sale da concerto, discoteche e tutti i luoghi di aggregazione al momento sono e saranno chiusi fino a data da destinarsi aspettando disposizioni nazionali, regionali e comunali. Naturalmente si riaprirà ma in condizioni ancora tutte da valutare. Io sono ottimista per natura e quindi credo che, con il comportamento esemplare e corretto che il 99% dei nostri compatrioti sta tenendo in questi drammatici giorni, sperando che il contagio non risalga per qualche scelta di apertura poco lungimirante e/o teste calde che vanifichino tutto il sacrificio e la clausura che stiamo facendo. Vedrete che i tempi si accorceranno e si potrà tornare a godere lo spettacolo dal vivo a diretto contatto con chi si esibisce, le vibrazioni delle parole, della musica in una sala da concerto o in teatro non hanno nulla a che vedere con le dirette video o i mega screen posti all’aperto mentre si recita o si suona da un’altra parte, pur apprezzando questo surrogato di spettacolo virtuale che giocoforza qualcuno sceglie di mettere in campo. Purtroppo al momento tutto questo è impossibile considerando che se per assurdo si aprisse domani, le condizioni sarebbero queste: sanificazione prima e dopo ogni spettacolo con costi altissimi, presidio medico all’entrata per prendere la temperatura ad ogni spettatore, ingresso in fila distanziati come al supermercato, due terzi della sala vuoti per la distanza da tenere con conseguente calo di vendita dei biglietti, mascherine, bar e foyer non frequentabili per pericolo assembramento, etc… Si può capire quindi che la cosa migliore è aspettare lo sviluppo, spero positivo, degli eventi, o navigare a vista come si dice, per poi riaprire in modo tale che andare a teatro o ad un concerto sia, come lo è sempre stato, un piacere per il corpo e per la mente, un momento di aggregazione culturale ed artistica di una comunità.

La Fondazione in tutto ciò come si sta muovendo? Le attività di programmazione proseguono?

La Fondazione, ed in particolare alcuni membri insieme al sottoscritto, in questi giorni si stanno confrontando su queste tematiche in video conferenza su piattaforme online o whatsapp, proprio per capire come e quando riprendere le attività. Io continuo a sentirmi e a ragionare con i miei collaboratori artistici per avviare una programmazione ovviamente con date da stabilire, considerando questa solo una sosta che non potrà in nessun modo cambiare lo spirito e la voglia di fare. La Fondazione come sapete ha a disposizione anche il chiostro e il giardino esterno presso la Casa delle Culture e della Musica: con questi spazi all’aperto e con le dovute precauzioni da prendere, sempre a stretto contatto con l’amministrazione comunale, si può pensare, se le condizioni migliorano e non peggiorano, di poter coraggiosamente riprendere un percorso verso la seconda metà dell’estate. Pensiamo alla rassegna Velletri Libris, che seppur in forma velatamente ridotta e rivisitata nella logistica, sarebbe un errore interrompere data la sua valenza culturale di livello nazionale pari ormai a quella di rassegne storiche più blasonate; oppure il Premio Nazionale Campanile “Campaniliana” nato qui a Velletri ormai conosciuto ed apprezzato nel mondo della scrittura teatrale; si potrebbe ridurre la platea del Chiostro mantenendo la distanza di sicurezza per ricominciare con i concerti all’aperto verso agosto/settembre; pian piano riaprire i corsi di teatro, il nostro coro dei ragazzi FondarCanto, le mostre e tutte le attività che orbitano intorno alla programmazione artistica e culturale della Fondazione, che spero si ampli sempre di più. Per l’Auditorium e il Teatro Artemisio aspetteremo giorni più felici, nel frattempo lasciamoli dormire e quando riapriranno sarà una grande festa per tutti, abbiamo bisogno dei nostri spazi culturali quali punti fermi per la convivenza sociale e civile. Mi permetto di citare tra le eccellenze anche il Teatro Tognazzi quale altra importante realtà veliterna e dico al collega Roberto Becchimanzi che quando tutto questo sarà alle nostre spalle penseremo ad una grande festa con una performance sperimentale a doppio teatro, magari ci riusciamo!

Molti professionisti dello spettacolo invocano misure straordinarie per la cultura. Cosa ne pensi?

Sono in continuo contatto con i miei colleghi, sia artistici che preposti all’organizzazione di spettacoli, gestione di teatri o spazi di aggregazione e posso dire che la situazione è veramente drammatica, vista l’importanza che al momento si dà a questo settore lasciato come fanalino di coda dei problemi da risolvere. Non credo ci sia superficialità o incompetenza su questo argomento, credo invece che, come tutti i reparti ludici ma non superflui, il problema sia proprio quello logistico e di natura degli spazi. Nascono da sempre come luoghi di “aggregazione” e questa parola, ad oggi ancora proibita e pericolosa per la salute di tutti, spiega le motivazioni con le quali chi ci governa non può in nessun caso permettere che in una sala chiusa si incontrino persone potenzialmente contagiate dal virus, almeno per il momento. Quindi molte discussioni che leggo sui social sono a volte fuori luogo oppure non tengono conto seriamente della logistica di questi ambienti. Questo vale anche per le compagnie che recitano o le band che si devono esibire, camerini, trucco e parrucco, sarte, fonici, datori luci e tutto il mondo che gira intorno a questi spettacoli, le voci sono tante. Le orchestre e i cori di tutto il mondo sono fermi per ovvi motivi di distanza impossibile da mantenere durante le esibizioni e le prove. Bisogna accettare questa momentanea situazione che si sbloccherà da sola se tutti contribuiremo a far sì che il contagio non risalga.

Qual è il messaggio che vuoi mandare ai fruitori delle attività culturali e agli operatori, adesso che questo mondo si è fermato?

Il messaggio è molto semplice: cerchiamo di far tesoro di quello che sta capitando all’umanità intera. Quando si tornerà in un luogo dove tutti insieme si riderà, ci si commuoverà, si penserà, si condividerà una emozione allora quello sarà un grande giorno. Per cecità, per distrazione o per abitudine davamo per scontato il fatto di poter uscire la sera ed assistere ad uno spettacolo nel nostro Teatro: oggi non so cosa darei per poterci rientrare, accendere le luci del palcoscenico, della sala, del foyer o dello splendido Auditorium vanto indiscusso della nostra comunità. Ovviamente abbiamo solo rimandato l’appuntamento… presto si ricomincia, potete contarci!