Pubblicato il 21/05/2020 - Ultima revisione 21/05/2020


Ruggero Giovannelli orgoglio musicale di Velletri: ingegno “eccellentissimo e forse primo nel suo tempo”

Un articolo di approfondimento sul musicista al quale il direttore Micheli vuole dedicare l'Auditorium

Rocco Della Corte





Musico eccellentissimo e forse il primo del suo tempo: questa definizione, che dà il titolo ad un libro in merito, è la più esemplificativa per descrivere la caratura di Ruggero Giovannelli. Nato a Velletri nel 1560, da Francesco Giovannelli e Francesca Demane, è stato un compositore e cantore di musica sacra e profana, lavorando su testi di Torquato Tasso e Jacopo Sannazaro fra gli altri. Operando a cavallo fra Rinascimento e Barocco, l’artista veliterno è diventato uno dei maggiori esponenti della cosiddetta Scuola Romana, allievo del grande Giovanni Pierluigi da Palestrina. Il suo esordio documentato risale al 1582, anno in cui fu pubblicato a Ferrara il suo madrigale “Nel foco d'un bel lauro”, parte della raccolta “Il lauro secco”. La sua carriera è stata in continua ascesa: nel 1583 maestro di cappella nella Chiesa di San Luigi dei Francesi, in sostituzione di Pellio, nel 1594 si sposta alla Cappella Giulia sostituendo proprio Palestrina, nel 1599 alla Cappella Pontificia come tenore e poi maestro pro tempore. Notevoli anche le collaborazioni e i servizi presso il cardinale Pietro Aldobrandini e il duca Giovanni Angelo Altemps, oltre a quelli in istituzioni quali l’Arciconfraternita del Gonfalone di Roma, il Collegio inglese e l’Oratorio dei Filippini. Con l’ingresso nel periodo Barocco, Ruggero Giovannelli si distinse per un certo sperimentalismo: pur essendosi formato sui canoni della tradizione musicale del Palestrina, infatti, si cimentò nel concertato, nel basso continuo, componendo tantissimi madrigali, villanelli e canzonette. Del musicista veliterno si ha notizia certa di tre volumi di cinque libri ciascuno, oltre a diversi mottetti a tre e cinque parti e canzonette a tre parti. Dal 1591 la fama raggiunta da Giovannelli gli garantì una capillare diffusione anche al di fuori dei confini nazionali: molte sue composizioni, infatti, circolavano con regolarità all’estero. Diversi studi scientifici hanno approfondito la tipologia della produzione musicale di Giovannelli: chi sottolinea il suo stile severo coerente con la tradizione palestriniana, altri propendono per l’affermazione di un “salto” verso l’autonomia rispetto al Maestro con una posizione mediana della sua musica fra scrittura polifonica cinquecentesca e scrittura policorale seicentesca. Al di là delle nozioni tecniche e teoriche, è indubbio che tra gli illustri figli della cultura a Velletri non si possa dimenticare questo grande artista, nato all’ombra delle mura veliterne in un periodo molto florido per quanto riguarda la musica. Morto a Roma, lontano dalla sua terra natale, nel 1625, fu portato in processione dai cantori verso la Chiesa di Santa Marta, luogo della sepoltura. Oggi Velletri ricorda Ruggero Giovannelli con una strada (quella dove ha sede il locale Commissariato di Polizia) e con un Coro, diretto dal Maestro Claudio Maria Micheli, con all’attivo trenta anni di attività e trecento concerti in tutta la penisola. Nell’ottica della valorizzazione della cultura e della riscoperta dei profili illustri nostri concittadini, non si può che auspicare il recupero di una memoria attiva anche per questo insigne maestro della musica italiana che ha scritto pezzi di storia immortali.