Pubblicato il 12/06/2020 - Ultima revisione 12/06/2020


Tutti pazzi per Achille Campanile: interviste a Emanuela Grimalda, Alessio Boni, Gioele Dix e Pino Quartullo

Numerosi gli artisti che portano la loro testimonianza su Campanile

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Prosegue, ad alti ritmi, la raccolta di testimonianze sul genere umoristico e sulla produzione letteraria a trecentosessanta gradi di Achille Campanile. Sono numerosi gli attori, registi, scrittori e giornalisti che hanno rilasciato un’intervista a Rocco Della Corte, giornalista e membro del Comitato Scientifico della rassegna nazionale “Campaniliana” organizzata dalla Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura Città di Velletri. Dopo Gabriele Cirilli, infatti, sono giunte altre prestigiose testimonianze che aggiungono molto alla ricerca sulla diffusione del genere umoristico e sulla ricezione, da parte di pubblico e addetti ai lavori, dell’opera di Campanile. Il sito ufficiale, www.campaniliana.it, ha avuto un forte incremento di visualizzazioni grazie anche agli artisti che hanno condiviso l’intervista rilasciata sulla propria pagina ufficiale. Gabriele Cirilli ha aperto le danze, in seguito è arrivata la preziosa testimonianza di Emanuela Grimalda, nota attrice di cinema e teatro. “Ho letto Campanile negli anni della giovinezza, quando si leggevano i classici dell’umorismo come, appunto, dei classici. Non ho mai avuto la fortuna e il piacere di “recitarlo”. Ma si sa” – ha aggiunto la popolare attrice nota per i suoi ruoli in “Febbre da cavallo”, “Manuale d’amore”, “Un medico in famiglia”, “Sei forte Maestro” e “Boris” fra le tante – “che gli artisti sono sempre una fonte di ispirazione. E lui lo è stato sicuramente per me, soprattutto a livello letterario, visto che sono a mia volta autrice di testi comici e di pièce teatrali. Campanile è un magnifico rivelatore”. Non è stato da meno Gioele Dix, che durante la quarantena ha pubblicato sul proprio profilo ufficiale delle pillole letterarie in video dedicandone una a Campanile, nello specifico leggendo “Galileo” e “Lord Brummel”. L’artista milanese, che lavora moltissimo in teatro anche come autore, ha sempre apprezzato sin da piccolo lo scrittore vissuto fra Velletri e Lariano: “Quello di Campanile era un teatro sofisticato, oggi una comicità così raffinata non sarebbe popolare anche se è godibile da chiunque. Ci vuole attenzione alla sottigliezza. Io penso alla cosa teatralmente più bella che ha scritto, secondo me: “Visita di condoglianze”. Ogni tanto quando sono di cattivo umore la rileggo e rido con le convulsioni, come se la leggessi la prima volta. Forse il teatro umoristico è complesso proprio perché meno immediato”. Anche Alessio Boni, uno degli interpreti più apprezzati del cinema, del teatro e della tv, reduce dal successo del suo “Don Chisciotte” a teatro e delle fiction record di ascolti “Giorgio Ambrosoli” e “La strada di casa” ha dichiarato il proprio apprezzamento per Achille Campanile: “Non ho mai incontrato persone con il senso dell’umorismo che non fossero intelligenti. Queste persone sono in grado di fare dei riferimenti letterari, storici, culturali che scatenano l’ironia. Senza rimandi culturali, non funzionerebbe l’allusione. Questo era Achille Campanile… L’umorismo” – ha concluso Boni – “viene sempre da una cultura pazzesca e da un’intelligenza altrettanto eccellente, come appunto era lui”. Molto approfondita anche la testimonianza di Pino Quartullo, che di Campanile ha letto quasi tutto e ha messo più volte in scena spettacoli teatrali ispirati al Maestro come l’ultimo intitolato “Anche gli asparagi hanno un’anima”: “Ha anticipato tutti. Ed è stato un pozzo da cui tanti hanno attinto come autori. Non posso fare nomi. Credo che se Campanile fosse ancora tra noi, avrebbe continuato a stupirci, a prenderci in giro con eleganza ed intelligenza e sarebbe ancora un punto di riferimento”. Le interviste integrali sono disponibili sul sito della rassegna e sulla pagina facebook ufficiale, e molte altre sono in fase di realizzazione. Un lavoro di ricerca, quello curato da Rocco Della Corte, che ha un duplice obiettivo: affermare l’attualità campaniliana per mezzo di addetti ai lavori di assoluto prestigio e portare nuovi elementi di riflessione sull’umorismo e sul messaggio di Campanile, attualizzato ai giorni nostri. All’unanimità, comunque, arriva la consapevolezza che un fine e intelligente scrittore come Achille non passa mai di moda.