Pubblicato il 21/06/2020 - Ultima revisione 21/06/2020


Scrittori, attori e cantanti sulla scrittura di Achille Campanile

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Altre preziose testimonianze si stanno aggiungendo al lavoro di ricerca condotto per la “Campaniliana”, rassegna nazionale di teatro e letteratura in programma a Velletri il prossimo ottobre. Dopo Pino Imperatore, Gabriele Cirilli, Emanuela Grimalda, Gioele Dix, Alessio Boni e Pino Quartullo questa settimana hanno parlato di Achille Campanile, nelle interviste realizzate da Rocco Della Corte, voci autorevoli del panorama culturale. In ordine di tempo, primo è stato il giornalista de “Il Fatto Quotidiano” Nanni Delbecchi. Molto attivo sul giornale diretto da Marco Travaglio, è un appassionato della produzione campaniliana e ha così definito lo scrittore romano che decise di vivere fra Lariano e Velletri: “Campanile ha un senso del paradosso strepitoso, che la sua eleganza linguistica rende ancor più insospettabile. E’ un ginnasta che si presenta alle Olimpiadi in smoking. E vince la medaglia d’oro”. Delbecchi, in occasione della prima edizione della “Campaniliana” nel 2017, scrisse un articolo a tutta pagina sul “Fatto” e partecipò, come ospite, al convegno. In quell’occasione tra i relatori vi era Giorgio Montefoschi, famoso romanziere e Premio Strega, che ha rilasciato a sua volta un’intervista soffermandosi sull’umanità dell’uomo prima che dell’intellettuale: “Ho avuto fortuna di conoscerlo perché prima di conoscere tutta l’opera di una grande scrittore, ebbi l’opportunità di conoscere l’uomo: un individuo meraviglioso, superiore a ogni mondanità a ogni preoccupazione sociale, indifferente rispetto al successo. Sapeva di essere un fuoriclasse e gli andava bene così. Anche perché viveva in una bella casa di campagna, fra Velletri e Lariano, con sua moglie e suo figlio che adorava, svariati nipoti e un pollo che non avevano mai il coraggio di far secco”. Anche la cantautrice e attrice Margherita Vicario, nota al grande pubblico per le sue partecipazioni a film di Fausto Brizzi, Antonio Manzini e Woody Allen al cinema e a diverse fiction (“I Cesaroni”, “La ladra”, “Nero a metà” per citarne alcuna) e attivissima nel campo musicale con ben tre singoli già lanciati nel 2020 (“Pincio”, “Giubbottino” e la cover “Is this love”), ha risposto ad alcune domande su Campanile: “E’ spiazzante e da un certo punto di vista facilissimo, quindi accessibilissimo, ma nello stesso tempo profondo e capace di creare delle domande, o almeno aprire dei varchi”. Infine, Marina Massironi, protagonista di trasmissioni televisive di successo come “Mai dire gol” e “L’ottavo nano”, nonché di film celeberrimi come “Tre uomini e una gamba”, insieme ad Aldo Giovanni e Giacomo con i quali ha lavorato per anni, Marina nel 2000 vince sia il Nastro d'argento, sia il David di Donatello come migliore attrice non protagonista per “Pane e tulipani”, ha svelato di aver incontrato il teatro di Campanile agli esordi: “Il suo mettere insieme il reale e l’assurdo, la capacità di reinventare le parole, svuotarle del loro significato e utilizzarle nel linguaggio come un giocoliere, di insinuare l’equivoco e poco dopo ingenuamente negarlo, è insieme divertente e molto stimolante”. Prosegue dunque la raccolta di testimonianze per ampliare la ricerca e aggiungere qualcosa di nuovo alla interpretazione, da parte degli addetti ai lavori, della produzione campaniliana. L’Ufficio Stampa è già al lavoro per nuove interviste e proseguirà ad oltranza per ascoltare sempre più pareri con l’obiettivo di restituire un ritratto di Achille Campanile profondo, vario e veritiero.