Pubblicato il 30/11/2020 - Ultima revisione 30/11/2020


Quattro anni di “Campaniliana”: si è rimessa la chiesa (o il Campanile?) al centro di Velletri

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La “Campaniliana”, rassegna nazionale di teatro e letteratura arrivata alla sua quarta edizione, può sicuramente tracciare un primo bilancio dei risultati ottenuti. Non era semplice, all’alba del 2017, pensare ad una manifestazione di respiro nazionale riservata ad un settore teatrale, quello umoristico, così particolare e ostile per il pubblico di massa. Eppure, in quattro anni, i risultati non sono mancati e non solamente dal punto di vista numerico. Decine di ospiti, quattro convegni, cinque spettacoli teatrali prodotti, due mostre, reading, presentazioni di libri e quant’altro sotto la rassicurante e onnipresente figura di Achille Campanile non possono che essere per la Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura Città di Velletri un motivo di grande soddisfazione. Sono arrivati a Velletri, negli anni, Arnaldo Colasanti, Giorgio Montefoschi, Vito Molinari, Piera Degli Esposti, Umberto Broccoli, Vittorio Viviani, Diego De Silva, Francesco Siciliano, Emilia Costantini, Francesco Sabatini, Giancarlo Governi, Florinda Nardi, Liliana Paganini, Rosario Galli, Pino Imperatore e Pino Quartullo. Hanno vinto il Premio Nazionale Teatrale “Achille Campanile” Francesco Brandi, Adriano Bennicelli, Andrea Ozza e quest’anno Giovanni Di Grezia. Menzioni speciali nel 2019 a Claudio Grattacaso e nel 2020 a Giuseppe Della Misericordia. In prima nazionale è stato presentato il libro di inediti e dispersi “Grazie, Arcavolo” di Silvio Moretti e Angelo Cannatà (Nino Aragno Editore) oltre a “L’umorismo cosmico. Scritti su Achille Campanile” di Rocco Della Corte (Atlantide Editore). Le due mostre hanno totalizzato oltre millecinquecento visitatori in pochi giorni, mentre i convegni e gli eventi in Auditorium – fatta eccezione per l’ultimo che ha visto più che dimezzare i posti a sedere – hanno riportato il tutto esaurito. Un bilancio certamente positivo, visti anche i patrocini del MIBACT (che per tre edizioni di fila ha sposato la causa della “Campaniliana”) e del CENDIC, Centro Nazionale per la Drammaturgia, oltre alla fattiva e costante collaborazione della UILT e alla cooperazione stretta e sinergica con Memoria ‘900. Adesso, in attesa degli sviluppi pandemici, il team organizzativo è in moto per la rassegna di corti umoristici da realizzare non appena sarà possibile e una quinta edizione con diverse idee al vaglio.