23/01/2019 - Ultima revisione 23/01/2019


Il nuovo che abbonda

Una splendida recensione dello spettacolo del 13 gennaio in Auditorium

Massimiliano Chiappinelli





Si è svolto presso l’Auditorium della Casa delle Culture e della Musica di Velletri, domenica 13 gennaio, il concerto inaugurale della stagione 2019 organizzata dall’Associazione Culturale Colle Ionci, dall’Accademia di Alto Perfezionamento Musicale ‘Roma Castelli’, della Associazione Mozart Italia con il patrocinio della FONDARC. Il pomeriggio musicale ha visto protagonista l’Anglo-American Duo formato da Timothy Schwarz al violino e Jane Beament al pianoforte, una formazione che già da anni è conosciuta ed ammirata in tutto il mondo per la scelta originale del repertorio che propone e per la qualità artistica delle sue interpretazioni. Il programma di questo primo appuntamento prevedeva tra i diversi brani, due monumentali Sonate per violino e pianoforte, rispettivamente di John Corigliano e di David Osbon: una straordinaria occasione offerta agli spettatori per godere dei nuovi linguaggi. Nell’opera di Corigliano è possibile invero cogliere alcuni degli aspetti che più caratterizzano la nuova musica, come la forma ‘a finestre’, la politonalità e l’utilizzo dei modi, ed una concezione del ritmo tanto cangiante quanto complessa. La Sonata è inoltre spesso permeata di una suggestiva atmosfera, laddove il compositore ha voluto riversare alcuni degli stilemi utilizzati nelle partiture scritte per il cinema. Nella Prometheus Sonata invece, la musica di Osbon sembra incedere sulla scia di una narrazione mitologica rivelatrice, ora con intraprendenza, ora con ponderazione. La magistrale performance dei due musicisti è stata acclamata dal pubblico presente in sala; in particolare il virtuosismo e la carica espressiva di Schwarz, unita all’intuito ed all’inconfondibile raffinatezza della pianista Beament, sono risultati i principali ingredienti di momenti di memorabile musica. L’opera contemporanea del compositore inglese David Osbon (presente in sala), con i suoi espliciti richiami al simbolismo ed alle allegorie dei sempiterni miti, diventa inevitabilmente rappresentativa del nodo concettuale della programmazione musicale di quest’anno, che reca appunto il titolo Nuovi ed Antichi Mondi, dove il sottotitolo I colori del pianoforte ‘suona’ quale valore principale. La rassegna di quest’anno incrocerà infatti due progetti pilota quali l’esecuzione dell’integrale delle Sonate per pianoforte di L. v. Beethoven e, in prima assoluta a livello mondiale, quella della trascrizione per pianoforte a 4 mani del Clavicembalo ben Temperato di J. S. Bach; due imponenti produzioni attraverso le quali sarà possibile ripercorrere l’evoluzione delle capacità dinamiche ed espressive, quindi i processi di trasformazione della meccanica dello strumento ‘a tastiera’. Diversi dei concerti in cartellone, inoltre, saranno riproposti a Villa Mondragone a Monteporzio Catone, su un pianoforte Erard del 1879. Ci accingiamo dunque a condividere nei prossimi mesi un percorso pieno di novità, nel nome delle Culture e della Musica.