31/01/2019 - Ultima revisione 31/01/2019


Moni Ovadia: ritmi, suoni e parole dell’ebreo errante e senza patria al Teatro Artemisio-Volonté di Velletri

Ottimo successo anche per lo spettacolo del grande attore e del suo Cabaret Yiddish

Rocco Della Corte





Una giornata della memoria speciale al Teatro Artemisio-Volonté di Velletri. Domenica 27 gennaio, infatti, in occasione della nota ricorrenza nazionale, è salito sul palco veliterno Moni Ovadia, mattatore del suo “Cabaret Yiddish”. Personalità di spicco del mondo della cultura e dell’intellettualità italiana, Ovadia – accompagnato da una formazione composta da Maurizio Dehò al violino, Paolo Rocca al clarinetto, Albert Florian Mihai alla fisarmonica, Luca Garlaschelli al contrabbasso – ha trascinato i numerosi presenti che hanno popolato platea e galleria nel mondo Yiddish, un vero e autentico mix di tedesco, ebraico, polacco, russo, ucraino e romeno. Al centro della narrazione teatrale, molto piacevole e scorrevole, la condizione dell’ebreo errante, senza patria. Canti, storielle, aneddoti, aforismi, vicende particolari: tutto condisce lo spettacolo, con Moni Ovadia che si fa collante fra la parte parlata e quella musicata, sempre in pieno stile yiddish. Non poteva essere più adatto, come giorno, quello del 27 gennaio, per un omaggio che non è trita celebrazione ma è invece attiva immersione culturale nel popolo e nella cultura ebraica. Moni Ovadia, applaudito a lungo dal pubblico di Velletri, è stato un gradito “fuori cartellone” per il Teatro Artemisio, che continua a rivivere sotto la gestione della Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura e sotto la direzione artistica del Maestro Claudio Maria Micheli. Una sorpresa per l’ultimo appuntamento di gennaio che è stata molto gradita, e che lascia l’acquolina in bocca per i futuri appuntamenti della programmazione del Teatro di via Edmondo Fondi.