05/07/2019 - Ultima revisione 05/07/2019


"Arte nell'orto" alla sua tredicesima edizione: le novità del 2019 nell'intervista a Claudio Marini

Quest'anno in collaborazione con l'Accademia di Belle Arti c'è anche la Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura

Rocco Della Corte





Torna anche quest’anno l’attesissima iniziativa “Arte nell’orto”, presso la residenza di campagna del maestro Claudio Marini. Grazie al lavoro dell’Accademia di Belle Arti di Roma (sede di Velletri) in collaborazione con la Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura, quest’anno l’esposizione di installazioni sarà preceduta – venerdì 19 luglio - alle ore 19.00 in Auditorium della Casa delle Culture da una conferenza prima di dare il via, alle 21.00 a Colle S. Francesco, all’edizione 2019. Novità assolute la nuova installazione di Totem, di Claudio Marini, e una grande novità, Amici in parete: allestiti nell'orto dipinti di Costantino Baldino, Rodrigo Blanco, Bruno Ciasca, Jonathan Di Furia, Fernando Falconi, Carola Masini, Luigi Menichelli, Mario Nalli, Cristina Pennacchi, Andrea Tudini. Dopo i saluti della Direttrice dell'Accademia, Tiziana D'Acchille, e del coordinatore sede Marco Nocca, Claudio Marini ripercorrerà dalle origini l'idea della manifestazione, presentando gli artisti coinvolti con l'ausilio delle immagini più significative delle diverse edizioni. Arte nell’Orto esprime il desiderio di liberare l’arte dagli spazi consueti, per inserirla e viverla in un contesto naturale. Ogni anno il pubblico assiste alla nascita di una nuova opera dalla terra, in un evento inaugurale segnato dall’attesa. Abbiamo intervistato Claudio Marini per sapere qualcosa in più di questa iniziativa ormai affermata per la nostra città e non solo.

Claudio Marini, ormai “Arte nell’orto” è un evento atteso e che si ripete con grande successo dal 2007. Quando si è materializzata l’idea di organizzare queste serate estive all’insegna dell’arte?

Tutto è cominciato quando mi sono trasferito in campagna definitivamente, sia con lo studio che con l’abitazione. Stavo mettendo a posto dei lavori che avevo e sono spuntati fuori degli scudi che avevo realizzato per una installazione in un castello vicino Tivoli. Questi scudi mi creavano un problema di spazio, non sapevo cosa farmene. Ho pensato di metterli nel prato naturale, con una piccola base, e ho visto che la situazione poteva funzionare. Il problema principale stava nel fatto che questi elementi erano schiacciati dalla natura, così ho aggiunto delle lance colorate, ripensando un po’ a Paolo Uccello. L’effetto era buono, sono rimasto abbastanza soddisfatto e il successivo anno ho coinvolto l’amico Giorgio Galli, un artista di Genzano, che ha lavorato su ex filari di ferro e traversine ferroviarie abbandonate… via via, anno dopo anno, la situazione è cresciuta, e siamo arrivati alla tredicesima edizione con oltre quindici opere.

Cosa si può svelare dell’edizione che sta per svolgersi?

Per me ogni anno diventa più difficile, c’è tanta fatica e tanto lavoro dietro questa iniziativa, però l’impegno è molto gratificante. Posso dire che per la prima volta non ci saranno sculture nuove, ma apriremo alla pittura: ho invitato dieci artisti del territorio che esporranno le loro opere pittoriche su una parete di un mio magazzino.

Di nuovo c’è l’abbraccio istituzionale all’evento, con la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Velletri e della Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura Città di Velletri…

Sì, e questo mi ha fatto molto piacere. Tutto è nato grazie al professor Marco Nocca, che mi conosce da tantissimi anni e che è spesso venuto qui, anche nelle passate edizioni. Sapeva dell’iniziativa e si è fatto portavoce di questa collaborazione poi andata a buon fine.

Un’ultima domanda sui numeri di “Arte nell’orto”: ogni anno ci sono sempre più visitatori per una iniziativa dal sapore di radicamento sul territorio e di voglia di conoscere espressioni artistiche nuove…

Da anni ormai non pubblicizziamo più neanche sui social e sulla stampa l’evento. Qui c’è una forza, quella del passaparola, che fa circolare ogni anno dalle trecento alle quattrocento persone. Il mese di luglio, le belle serate lunghe, e l’assenza di proposte culturali di questo tipo sul territorio ci fanno continuare. C’è uno zoccolo duro che ha propagato la notizia. Penso che si è presa talmente tanto l’abitudine che alcuni amici si sentirebbero come traditi se non organizzassi “Arte nell’orto”!