22/07/2019 - Ultima revisione 22/07/2019


Reading, teatro, musica e letteratura a “Velletri Libris” con Simonetta Agnello Hornby

Uno splendido spettacolo contro la violenza domestica e la presentazione de "La mennulara"

Rocco Della Corte





Un sabato sera magico alla Casa delle Culture e della Musica. Nell’ambito della rassegna internazionale “Velletri Libris”, ideata e realizzata dalla Mondadori Bookstore in collaborazione con la Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura Città di Velletri, è arrivata al Chiostro la grande scrittrice Simonetta Agnello Hornby nella doppia veste di attrice e autrice. Insieme a Filomena Campus, straordinaria interprete anche canora, la Agnello Hornby ha portato in scena “Credevo che…”, un intenso spettacolo sulla violenza domestica in tutte le sue forme. Con delicatezza e precisione, le due voci narranti hanno raccontato senza mezzi termini quello che accade tra le mura “amiche” statistiche alla mano e con una vasta gamma di casi, spesso conosciuti direttamente da Simonetta Agnello Hornby vista la sua professione di avvocato. Le mancate denunce, la vergogna, la fiducia nel prossimo che porta all’annullamento di sé: sono tanti, troppi, i casi di abusi e soprusi che arrivano direttamente dalla persona con cui si decide di convivere. Non solo donne, ma anche uomini e purtroppo sempre più spesso bambini: nella suggestione delle luci che illuminavano lo splendido porticato di colori diversi e con le musiche esotiche scelte per sottolineare la durezza dell’argomento, le due figure sul palco hanno dato una panoramica completa di quello che si cela dietro alle apparenze e alle violenze. Episodi che marchiano a vita, soprattutto a livello psicologico, le vittime, loro malgrado gettate in un incubo apparentemente interminabile. Emblematiche le terribili storie di Franca Rame e Franca Viola, due esempi da ammirare e da seguire perché hanno tratto dalla loro sofferenza la forza di sensibilizzare l’opinione pubblica. Un dispendio incredibile, reso ancor più d’impatto con i cartelli riportanti le spese che lo Stato italiano deve sostenere per tutti gli episodi denunciati: cure sanitarie, forze dell’ordine, supporti psicologici, mancanza di produttività, farmaci e avvocati, solo per citare le più note. La ricetta per evitare il peggio (salta all’occhio, ad esempio, il fatto che nel Nord Europa vi siano più violenze domestiche certificate perché si denuncia di più rispetto al Sud del continente, dove prevale il pudore) è quella del buon senso: denunciare e prevenire certo, ma anche costruire un’autentica rete di solidarietà spontanea che coinvolga Enti, professionisti e cittadini, uniti per il sostegno e per l’evitamento di vicende estreme. Tantissimi gli applausi dei presenti – anche stavolta moltissimi cittadini hanno gremito l’ex Convento del Carmine – e Filomena Campus e Simonetta Agnello Hornby hanno ringraziato il pubblico veliterno per il calore e l’attenzione. Terminata la performance teatrale, è stata la volta della letteratura: dopo il grande successo del 2002, l’autrice siciliana ha pubblicato una nuova edizione de “La mennulara”, riprendendo in mano i cosiddetti “capitoli perduti” e integrando, ampliando e revisionando la storia di Maria Rosaria Inzerillo. Una donna, quest’ultima, al centro di numerose dicerie paesane, dal carattere forte e spigoloso, protagonista della storia. Simonetta Agnello Hornby ha raccontato – intervistata da Aurora De Marzi - la genesi di questa nuova edizione, per poi soffermarsi su alcuni concetti fondamentali del romanzo come ad esempio quello del potere: “Io credo che avere potere non sia bello, anzi deleterio. È una responsabilità che non sempre sappiamo gestire. La ‘Mennulara’ anche se è una semplice cameriera ha una grandissima autorità, e proprio la sua intelligenza le consente di amministrare il patrimonio della famiglia e di permettersi dei lussi anche nei rapporti umani impensabili per una domestica”. Nata e cresciuta a Palermo, Simonetta Agnello Hornby ambienta tanti romanzi nella calda Sicilia e la recente scomparsa di Andrea Camileri è stata per lei un duro colpo, come ha confessato: “Spesso mi chiedono quali siano i libri che hanno avuto su di me un’influenza particolare. Uno di questi, e lo ho sempre citato, è ‘Il re di Girgenti’ di Camilleri. Purtroppo molti ricordano il Maestro solo per il successo di Montalbano, ma ha scritto tantissimi romanzi meravigliosi e potenti che spero non finiranno nel dimenticatoio”. Ironica, simpatica e disponibile, la Agnello Hornby ha raccontato anche di sé: il suo esordio letterario risale appunto al 2002, e da quel momento ha svolto parallelamente la professione di scrittrice e quella di avvocato. Ma i due piani non si sono mai intersecati, anzi vi è stata una netta distinzione tra la Simonetta autrice e la Simonetta donna di giustizia. Con un’esperienza al servizio dell’altra, certamente, ma senza alcuna influenza. L’ospite ha risposto alle numerose domande del pubblico e del circolo dei lettori, per poi dedicarsi ad un lunghissimo firma-copie. Si è chiusa dunque un’iniziativa ricca di suggestioni tra musica e realismo, con una straordinaria ‘appendice’ letteraria. In questo trionfo di arte e cultura continua la rassegna, pronta al prossimo doppio appuntamento: giovedì 25 luglio Alessandro Robecchi e sabato 27 luglio Gianni Oliva. L’occasione per aggregarsi intorno a due nuovi libri assolutamente interessanti.