27/02/2020 - Ultima revisione 27/02/2020


Felice esordio a Velletri di una importante Rassegna concertistica dedicata a Beethoven

Con il patrocinio della Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura Città di Velletri

Rocco Della Corte





Domenica 23 febbraio scorso, nell’Auditorium della Casa delle Culture e della Musica di Velletri, si è svolto il primo concerto matinée – con inizio alle 11,30 – della rassegna concertistica “Il ‘suono’ di Liszt a Villa d’Este”, giunta quest’anno alla VIII edizione che ha il titolo programmatico “Celebrando i 250 anni di Beethoven con Liszt e… con alcuna licenza”. Va anzitutto chiarito che questa rassegna, la quale per la prima volta si svolge a Velletri, ha nel nome il riferimento alla Villa d’Este di Tivoli perché si basa sull’uso esclusivo di un pianoforte antico: un gran coda Erard del 1879, uguale a quello che il grande Franz Liszt ebbe durante i suoi soggiorni nella Villa d’Este, e proprio in quella villa questo pianoforte è stato esposto nel 2011, per il bicentenario lisztiano, in rappresentanza di quello originale, ormai non più in Italia. In quella stessa occasione, sempre nella Villa d’Este, questa Rassegna era nata e si è tenuta fino alla VI edizione, per poi trasferirsi lo scorso anno nella Villa Mondragone, a Monte Porzio Catone, e infine giungere quest’anno nell’Auditorium veliterno. Come afferma il direttore artistico della Rassegna, Giancarlo Tammaro, questo è anche un modo di farla conoscere ad un nuovo pubblico, mentre una buona parte di esso la segue da anni e, spostandosi sul territorio, ha l’occasione di conoscere nuove e importanti bellezze della provincia di Roma, oltre che ascoltare ottima musica. Così anche Velletri si allinea a molte altre città europee, e del mondo intero, nel celebrare quest’anno quel genio assoluto della musica che è Beethoven e ha l’opportunità di farlo in un modo originalissimo, se non unico al mondo: facendo eseguire da grandi interpreti, non solo molte composizioni pianistiche ma anche e soprattutto le celeberrime Sinfonie, composte per orchestra da Beethoven e trascritte per solo pianoforte da Liszt, proprio su quello stesso tipo di pianoforte che Liszt usò per fare, ed eseguire in concerto, tali trascrizioni. A questa “première” di domenica 23 febbraio assisteva un folto e scelto pubblico che ha riempito la bella e suggestiva sala dell’Auditorium; erano presenti anche il direttore artistico della Fondazione Arte e Cultura Città di Velletri, Claudio Micheli, e l’Assessore alla Cultura del Comune di Velletri, Romina Trenta, ampiamente soddisfatti per aver colto l’occasione di portare in questa città una manifestazione musicale di così alto livello. Valentissimo e applauditissimo interprete è stato Gesualdo Coggi, giovane pianista di Frosinone ma già con un’ampia carriera internazionale e vincitore, a soli 24 anni nel 2009, del terzo premio al Concorso Busoni di Bolzano, uno dei più difficili al mondo. Il concerto si intitolava “Beethoven e la sublime leggerezza”: per quanto spiegava il direttore artistico della Rassegna stessa nonché presentatore dell’evento, questo è un aspetto di Beethoven spesso trascurato in favore dello stereotipo di un uomo sempre burbero ed eroicamente in lotta col destino e con la vita. In effetti le due Bagatelle dall’op.126 che aprivano il concerto, ultima composizione per piano solo di Beethoven, sono di una calma e serena semplicità, mentre la Sonata op.111 che seguiva, ultima delle 32 Sonate pianistiche, comincia con un primo movimento drammatico e pieno di forti contrasti, ma poi finisce, col secondo movimento, in un lungo e dolcissimo “Adagio molto, semplice e cantabile” – come scrive l’autore – che sembra veramente un calmo e commovente commiato dal suo pianoforte e dal mondo intero. Nell’intervallo il presentatore illustrava i brani della seconda parte, usando anche stralci delle citazioni originali e dell’introduzione all’ascolto, contenute nell’ampia, elegante ed esauriente brochure, coi programmi dell’intera Rassegna, che viene distribuita gratuitamente all’ingresso in sala. Nella seconda parte c’erano il Lied “Adelaide” e la Sinfonia n.8 op.93 trascritti per pianoforte da Liszt: autore che veniva evocato anche visivamente dalla esposizione sul palco di una redingote dell’800, che si tramanda sia stata indossata da Liszt quando un giorno gli fu prestata, nel salotto di una nobildonna romana, perché la sua era bagnata dalla pioggia. Alla delicata e idilliaca atmosfera del giovanile Lied “Adelaide” seguiva quindi la vivace Ottava Sinfonia, realmente intrisa di leggerezza ma anche di ironia, che Gesualdo Coggi, complice la preziosa particolarità sonora di questo pianoforte antico – anche assai bello a vedersi – riusciva a rendere in maniera superba, facendo quasi immaginare tutti gli strumenti dell’orchestra racchiusi nell’unico strumento a tastiera. Ai meritatissimi applausi che seguivano alla magistrale interpretazione della Sinfonia, ma anche di tutto il programma, il M°Coggi concedeva un bis: la splendida trascrizione di Liszt del bellissimo Lied di Schubert “Margherita all’arcolaio”. È stato un magnifico concerto di apertura per una Rassegna che si preannuncia veramente di alto livello culturale e coinvolgimento emotivo, per la quale si deve ringraziare – a parte l’ideatore e direttore artistico – l’Associazione Culturale Colle Ionci ed il suo presidente Valeriano Bottini, per averla organizzata fin dalla prima edizione e portata quest’anno nella città di Velletri.