04/03/2020 - Ultima revisione 04/03/2020


Insieme con Beethoven, Velletri ricorda la grande pianista italiana Lya De Barberiis

Con il patrocinio della Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura Città di Velletri

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Altro bel concerto, domenica 1 marzo, all’Auditorium della Casa delle Culture e della Musica di Velletri: il secondo appuntamento della Rassegna concertistica “Il ‘suono’ di Liszt a Villa d’Este” – che fa uso esclusivo di un magnifico pianoforte di 140 anni uguale a quello appartenuto a Liszt e in perfette condizioni – era dedicato non solo al ricordo di Beethoven per i suoi 250 anni dalla nascita ma anche a quello della grande pianista italiana Lya De Barberiis. Come spiegava il direttore artistico presentando il concerto, a suonare lo storico strumento era questa volta un allievo di lunga data di questa celebre pianista, la quale ha calcato le scene della musica italiana e internazionale per più di metà del secolo scorso e prolungandosi oltre al primo decennio degli anni 2000: ricorrono infatti cento anni dalla sua nascita, nel luglio 1919, e sette anni dalla sua scomparsa nel febbraio 2013 quando, a oltre 93 anni, era ancora attiva come insegnante ma anche come concertista. Il presentatore l’ha simpaticamente ricordata, sia per mezzo di un’intervista del 2010 fattale dal noto musicologo e conduttore radiofonico Sandro Cappelletto, sia con qualche aneddoto personale che ne hanno messo in luce lo spirito e la grande vitalità. Non mancava un accenno alla prossima ricorrenza della Festa della Donna con il ricordo delle difficoltà che la De Barberiis, a suo tempo, aveva dovuto superare per affermarsi in un mondo che comunque, a quell’epoca, non era ancora pronto a riconoscere l’emancipazione femminile: un’affermazione, malgrado tutto, ottenuta alla grande, fino a ricevere il titolo di Commendatore della Repubblica Italiana per gli alti meriti artistici. Il concerto cominciava con un omaggio a Beethoven: la famosissima Sonata “al chiaro di luna” op.27 n.2 che il M° Claudio Curti Gialdino, storico allievo della celebre pianista, interpretava con finezza e proprietà di linguaggio, per passare poi al bellissimo e profondamente espressivo “Andante spianato” che introduce la “Polacca brillante” op.22 di Chopin. La seconda parte del concerto era dedicata ad autori italiani del ‘900, tanto amati dalla stessa Lya De Barberiis. Gli “Undici pezzi infantili” op.55 di Alfredo Casella, che era stato suo insegnante, sono una suite di pezzi di genere, che rispecchiano danze e stili di varie epoche e paesi: toccante il particolare che erano stati da lei stessa eseguiti nel concerto celebrativo per i suoi 90 anni, forse l’ultimo da solista, come riportato nelle note dell’elegante ed eccezionalmente dettagliato libretto che include tutti i programmi della Rassegna. Chiudeva il concerto una composizione di Mario Castelnuovo Tedesco, compositore fiorentino ma fuggito in America nel 1939 perché di famiglia ebraica e successivamente divenuto cittadino statunitense: una fascinosa serie di brani, ispirati all’ambiente napoletano, intitolata “Piedigrotta 1924”. Alcuni di questi brani, che evocano un’atmosfera notturna e incantata, sono stati introdotti dal presentatore con la declamazione della celebre poesia “Pianefforte ‘e notte” di Salvatore Di Giacomo, la quale effettivamente rifletteva bene l’ispirazione del musicista. Il M°Curti Gialdino ha saputo interpretarli con proprietà di accenti e perfetta aderenza alle intenzioni dei compositori, riscuotendo dal numeroso pubblico, alla fine del concerto, molti e meritati applausi, ai quali rispondeva concedendo un bis: il celebre e sognante Notturno op. postuma in Do diesis minore di Chopin (quello reso ancor più famoso qualche anno fa dal film “Il pianista”) e alla fine dell’esecuzione ha voluto egli stesso rimarcare la bellezza del suono che il pianoforte antico gli aveva permesso di ottenere, in quelle cosiddette “scale perlate” che concludono in modo fascinoso questo piccolo gioiello musicale. La Rassegna concertistica in oggetto – organizzata dall’Associazione Culturale Colle Ionci con l’ausilio della Fondazione Arte e Cultura Città di Velletri e con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Velletri – si sta confermando quanto mai interessante e prevede ancora sei appuntamenti, che meritano certamente di essere seguiti: domenica 8 marzo, con un concerto dedicato alla Festa della Donna, e poi il 15 marzo, il 29 marzo, il 5 aprile, il 19 e infine il 26 aprile, con programmi in cui verranno proposte altre quattro delle celebri nove Sinfonie di Beethoven, trascritte per pianoforte da Liszt, e tanto altro ancora.