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09/12/2019 “Non domandarmi di me, Marta mia”: sabato sera con Pirandello e Marta Abba al Teatro Artemisio-Volonté
Con l'organizzazione della Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura Città di Velletri

Un nuovo spettacolo, fuori abbonamento, al Teatro Artemisio-Volonté di Velletri diretto dal Maestro Claudio Maria Micheli. Sabato sera, 14 dicembre, alle ore 21.00 andrà in scena sul palco veliterno “Non domandarmi di me, Marta mia”, tratto dalle lettere di Luigi Pirandello a Marta Abba. Un progetto teatrale suggestivo e affascinante, ambientato nel 1936, data della morte di Luigi Pirandello. La sera della scomparsa del grande autore e premio Nobel italiano, l’attrice era di scena a New York e si ritrovò a sapere la notizia. Si precipita quindi a leggere l’ultima lettera pervenutale da Luigi, solo sei giorni prima, nella quale nulla faceva presagire problemi di salute. Marta, la vera protagonista, interpretata da Elena Arvigo, farà così i conti con il passato rileggendo le lettere, re-intepretandole, in un commovente viaggio d’amore. La regia è di Arturo Armone Caruso, mentre il testo è di Katia Ippaso. La prevendita è possibile effettuarla on line su ticketone.it oppure presso “Il Biglietto” a Velletri (Via Eduardo de Filippo, 99) e Drin Service a Genzano (Via Galieti, 10). I prezzi sono i seguenti: platea I settore 20 euro (ridotto 18 euro), platea II settore 18 euro (15 ridotto), galleria 15 euro (13 ridotto), galleria per gruppi organizzati (minimo venti) 10 euro (ai prezzi va aggiunto il diritto di prevendita in caso di acquisto anticipato). Sarà possibile acquistare i tagliandi anche al botteghino del Teatro, aperto nel pomeriggio dello spettacolo. Appuntamento dunque al Teatro Comunale Artemisio-Volonté sabato 14 dicembre con inizio alle ore 21.00 per uno spettacolo imperdibile tra amore e letteratura.

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03/12/2019 Al Teatro Artemisio-Volonté è andata in scena la tragedia aerobica “Lullaby”
Con l'organizzazione della Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura Città di Velletri

Si è “consumata” domenica 1 dicembre, al Teatro Artemisio-Volonté, davanti ad un’ottima cornice di pubblico la tragedia aerobica “Lullaby” scritta e diretta da Erika Galli e Martina Ruggeri. Nel cartellone stilato dalla Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura Città di Velletri diretta dal Maestro Claudio Maria Micheli un’altra data interessante magistralmente interpretata dagli attori in scena, e cioè Marco Cavicchioli, Ermanno De Biagi, Francesca Mazza, Emanuela Villagrossi. La storia è ambientata negli ipotetici Stati Uniti d’Europa nel 2059, fra quaranta anni: il mondo ha scampato diverse catastrofi ed è diventato un luogo tranquillo e sereno. I giovani del 2019, |2 pieno di incertezze e di paure, adesso si godono la piatta vita nei centri Lullaby – dall’inglese, ninna nanna - diffusi nel continente europeo senza praticamente agire, bighellonando e riposandosi. Questa situazione però li porta ad una sorta di straniamento, come se si alienassero dalla vita reale. Ed è allora l’azione l’unico antidoto all’intorpidimento fisico e mentale. Per il Teatro Artemisio-Volonté di Velletri un’altra bella esperienza in vista dell’ultimo appuntamento annuale in cartellone, sabato 14 dicembre alle ore 21.00 con “Non parlarmi di me, Marta mia” con Elena Arvigo. Nel mentre, tuttavia, non mancheranno spettacoli, saggi e concerti che terranno vivo e attivo praticamente quasi tutti i giorni il teatro veliterno.

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02/12/2019 "Felicità della Pittura. Edgardo Zauli Sajani da Forlì a Roma" in Mostra alla Casa delle Culture e della Musica
Una grande mostra alla Sala degli Affreschi

 

Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio, Giovanna Alberta Campitelli e Tiziana D’Acchille, Presidente e Direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Roma, Orlando Pocci, Sindaco di Velletri, in collaborazione con il Comune di Forlì, e la Fondazione Arte e Cultura, presentano la mostra Felicità della Pittura. Edgardo Zauli Sajani da Forlì a Roma, a cura di Marco Nocca, che si inaugura il 7 dicembre 2019 alle ore 18.00 presso il Convento del Carmine di Velletri. Dopo il successo di Juana Romani, la petite Italienne (2017), l’Accademia, con una scelta dedicata a protagonisti dimenticati della Pittura, propone nella sua sede di Velletri la riscoperta di Edgardo Zauli Sajani (1874-1944), pittore forlivese, con una mostra nel settantacinquesimo della scomparsa. Autore nel 1929 di commissioni pubbliche di rilievo, quali il Ritratto di Vittorio Emanuele III e il Ritratto di Benito Mussolini (dipinti in mostra) per la residenza podestarile di Forlì, Zauli Sajani si forma a Roma fino al 1897 all’Istituto di Belle Arti con Filippo Prosperi, pittore purista. All'ingresso nel nuovo secolo Zauli si confronta con la visione divisionista di Balla, come attestano i due studi in mostra: Ritratto di ragazza, Natura morta con frutta. Il refugium di Edgardo, uomo schivo e poco incline alle relazioni, per sperimentare la “felicità della Pittura” è Velletri, “sua seconda, carissima Patria”, dove diviene l’”Artista”, apprezzato e stimato da un’intera comunità. Da qui egli mantiene relazioni con Forlì, inviando sue opere a mostre in Romagna, o realizzando splendide pergamene celebrative di personaggi illustri (Crispino, Longo, Pedriali, Paulucci di Calboli Barone). La mostra, frutto di studi e ricerche, ricostruisce una carriera d'artista nel contesto in cui si svolse, riportando nella città laziale ben 47 dipinti, in prestito dalla Pinacoteca Civica di Forlì. che dimostrano profonda sensibilità d’interprete per gli splendidi ritratti femminili, non immuni dal fascino del decadentismo, e per il paesaggio, raffigurato sempre dal vero con raffinata maestrìa di acquarellista. Nel Refettorio del Carmine, spicca in mostra il grande dipinto Azalea. Ritratto di giovine signora, memore delle atmosfere boldiniane, medaglia d’oro per la Pittura all’esposizione di Forlì (1907), restaurato grazie ad un contributo di Volscambiente , partecipata del Comune di Velletri. Attraverso gli splendidi Autoritratti ad olio, ben quattro, è possibile seguire la vicenda esistenziale dell’artista, dalla prima gioventù alla maturità; tra i pastelli un magnifico Ritratto della madre, che richiama suggestioni dal Boccioni di primo secolo, e Il fratello Giulio, personaggio di riferimento per i contatti con Forlì. Notevoli i piccoli dipinti, che catturano scorci di Velletri (Strada con carretto a vino romano; Strada con arco) o dei pittoreschi dintorni (La Sipportica a Cori); le vedute en plein air, in cui il forlivese esprime un vibratile, trepidante sentimento dell’Antico (Arco di Tito) e del paesaggio (Casa con albero ). Le sue attività nella città laziale, restituite dal ricco catalogo, a cura di Marco Nocca sono molteplici: professore di disegno delle Scuole Tecniche, scenografo di film muti qui precocemente prodotti, illustratore di volumi e grafico (sua la Tessera del partito socialista prima della scissione di Livorno del 1921). Direttore della locale Scuola d'Arte e Mestieri dal 1898 al 1935, egli impegna gli allievi artigiani nelle occasioni particolari in cui la città si presenta all’esterno, restituite dal video in mostra (Esposizione Agricola e di Zootecnia, 1904; Arco di Trionfo per l’ingresso di Vittorio Emanuele, 1927; Festa nazionale dell’Uva, 1930; Visita di Benito Mussolini per l’inaugurazione dell’acquedotto del Simbrivio, 1932) , facendo loro raggiungere livelli d'eccellenza nazionale: nel 1943 la Regia Scuola d’Arte di Velletri è tra le eccellenze dell’Istruzione Artistica italiana, con un volume dedicato nella collana Le Monnier. Già dal 1935 Zauli si è stabilito definitivamente nella città laziale. In occasione del bombardamento alleato di Velletri del 22 gennaio 1944, il giorno dello sbarco di Anzio, lo studio-abitazione dell’artista, in via Castello viene distrutto. Ai primi di giugno dello stesso anno, Zauli muore a Roma per emorragia cerebrale, ed è ivi sepolto al Verano. Nel 1947, per espressa volontà di un gruppo di cittadini, il pittore viene trasferito nel cimitero monumentale di Velletri, in una tomba terranea in evidenza, costruita con una sottoscrizione, in segno di gratitudine per l’opera di didatta qui svolta; gli viene dedicata una strada nel centro urbano. Le opere superstiti del maestro, custodite altrove dalla famiglia, vengono donate dalle eredi alla Pinacoteca civica di Forlì a partire dal 1998 e qui esposte nel 1999 (Edgardo Zauli Sajani: una donazione, un ritorno, a c. di G. Viroli) rendendo possibile la conoscenza di un pittore lasciato in ombra. A vent’anni da quella esposizione, nel clima critico odierno di riconsiderazione dell’arte italiana della prima metà del XX secolo, questa mostra mette a fuoco un artista singolarmente solitario, alternamente legato, nella sua epoca, ai linguaggi della pittura della penisola. Il catalogo, con il contributo di specialisti, illustra la sua vicenda artistica e professionale, proponendo l’opera di Zauli sinora rintracciata, qui arricchita per la prima volta dalle immagini delle opere perdute (ritrovate da Luciana Prati nel Fondo Piancastelli della Biblioteca Comunale di Forlì) e dal materiale donato dalla pronipote Liliana Ceradelli Witz-Hancsak. Fa da cornice la storia della Regia Scuola d’Arte di Velletri negli anni della Direzione Zauli (1898-1935), con ricca appendice documentaria. Catalogo edito da L’Erma di Bretschneider, a cura di Marco Nocca; schede di Gabriele Romani. Introduzioni di Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio, Giovanna Alberta Campitelli e Tiziana D’Acchille, Presidente e Direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Roma, Orlando Pocci e Gianluca Zattini Sindaci Città di Velletri e Forlì, Claudio M. Micheli, Direttore artistico Fondazione Arte e Cultura.

Contributi di Marco Nocca, Anna Maria Damigella, Francesca Longo, Barbara de Iudicibus, Gabriele Romani, Luciana Prati. Umberto Savo. Schede di Gabriele Romani. Schede Pergamene a cura di Flora Fiorini e Anna Provenzano. Appendice biografico-documentaria di Marco Nocca. Revisione bibliografica: Francesca Sacchini

Visite guidate alla mostra il sabato e la domenica, ore 12.00 e ore 18.00. Gruppi: nei giorni feriali o festivi su prenotazione, a partire da 10 persone, con e-mail a dr.ssa Elisabetta Rossini, rossini.betta@gmail.com Pagina Facebook Edgardo Zauli Sajani

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29/11/2019 “Tragedia aerobica” con “Lullaby” al Teatro Artemisio-Volontè
Con l'organizzazione della Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura Città di Velletri

Primo giorno di dicembre al Teatro Artemisio-Volonté con la “tragedia aerobica” “Lullaby”. Uno spettacolo ambientato negli Stati Uniti d’Europa del 2059, dove i giovani del 2019 si godono la loro meritata vecchiaia nei centri “Lullaby”. Improvvisamente, però, qualcosa cambia e c’è un colpo di scena che farà totalmente mutare la prospettiva e il punto di vista. Nuova data in calendario per il Teatro Comunale, diretto dal Maestro Claudio Maria Micheli. Domenica 1 dicembre alle ore 18.30 si torna in sala per questo spettacolo interessante e divertente, inserito nel cartellone 2019-2020. È attiva la prevendita presso Drin Service a Genzano (Via Galieti, 10), Il Biglietto a Velletri (Via De Filippo, 99) e on line su ticketone.it.

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28/11/2019 Mara Rosenbloom: pianoforte da NY city
Con il patrocinio della Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura Città di Velletri

30 novembre 2019 ore 18:00 concerto di apertura e presentazione progetto TRACK TWO dopo il "classico" concerto delle ore 18:00 da gennaio 2020 una seconda proposta - la stessa sera - alle ore 21:00 Per forme ® un musicista in solo con musiche e progetti originali. (!!!! Questa notte a Battiti su Radio 3, anche alcuni ascolti di Mara Rosenbloom e le date dei concerti italiani, tra cui quella del 30 novembre a Velletri !!!! https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10156290578527100&id=44450512099 )

MARA ROSENBLOOM, pianista formidabile (tra i suoi mentori Cooper Moore e Connie Crothers), originaria del Wisconsin, a 34 anni è tra i musicisti di spicco della nuova generazione nella scena jazz-avant di New York. Pairie Burn (Fresh Sound/New Talent 2017) è l’album di debutto per il suo trio, con Sean Conly al basso e Chad Taylor alla batteria. L’album da subito riscuote l’attenzione del New York Times, ottenie 4/5 stelle su DownBeat Magazine ed è stato votato come miglior album jazz del 2017 su New York Music Daily. Con questo trio Mara ha debuttato dal vivo al Jazz at Lincoln Center festival, esibendosi difronte alla sala sold-out del Dizzy’s Jazz Club Coca-Cola. Successivamente il trio si è esibito al New York City’s JazzFest riscuotendo il consenso della critica tra cui Clifford Allen di New York City Jazz Record e Nate Chinen di WBGO Nel 2019 Mara ha formato Flyways, ensemble con Anais Maviel (voce, surdo) vincitrice del Van Lier Fellowship 2019 e il bassista Rashaan Carter (Wallace Roney, Marc Carey, Cindy Blackman). Flyways debutterà con Murmuration (Fresh Sound/New Talent 2020), trasposizione musicale in un’unica suite di “21 Poems of Love ” della poetessa Americana Adrienne Rich. Prima di formare entrambi i trio, Rosenbloom ha guidato quello che tutt’ora è il suo progetto più longevo: il quartetto con Darius Jones al sax, Sean Conly al contrabbasso e il batterista Nick Anderson, con cui ha realizzato due album seguiti da i relativi tour negli Stati Uniti. In aggiunta ai suoi progetti come leader, Mara ha recentemente registrato con William Parker per il suo prossimo album Blue Limelight in uscita nel 2020 Rosenbloom fa anche parte del quartetto guidato dal batterista iconoclasta William Hooker, Quartet Moon (feat. Jon Irabagon al sax) e del global funk ensemble di Dawn Drake ZapOte. Continua inoltre ad esibirsi al fianco di musicisti che appartengono a diversi generi musicali, tra i quali Cooper-Moore, William Parker, Nioka Workman, Sam Newsome, Michael Wimberly, Vinny Golia, Ken Filiano, Ava Mendoza, Rosa Avila, Gerald Cleaver, Ras Moshe, Omar Tamez, Jeff Davis, Billy Mintz, Daniel Carter e Anais Maviel... Seguiranno da gennaio 2020 le performance in solo dei musicisti

  • Corrado Maria De Santis chitarra elettrica, elettronica
  • Marco Colonna clarinetto, clarinetto basso
  • Michele Di Filippo chitarra
  • Simone Maggio pianoforte
  • Angelo Ercoli chitarra, cbasso, elettronica
  • Daniele Mutino fisarmonica
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27/11/2019 Abbiamo bisogno della musica
Una recensione sulle iniziative in Auditorium

Non ambisco mai di fare delle “recensioni” o delle “critiche”quando partecipo ad un concerto. Abitualmente cerco di registrare le emozioni che mi derivano dall’ascolto del programma che l’artista o gli artisti propongono al pubblico. In questo concerto specifico si trattava del secondo appuntamento con l’esecuzione integrale delle sonate per pianoforte di Beethoven (stanno iniziando le celebrazioni del bicentenario della sua nascita), tenacemente voluto dall’Amroc ed in particolare dall’istrionico Valeriano Bottini, che sempre promuove dei progetti artistici particolari, e che vede come principale protagonista il maestro di origine bulgara ma di caratura internazionale, il pianista Ivan Donchev. Visto il mio amore particolare per il genio di Bonn, sono stato incuriosito dall’ascolto sin dal primo appuntamento, dal quale sono passati quasi dieci mesi (erano i primi di Febbraio di quest’anno). Ho scritto anche in quella occasione delle riflessioni, e guarda caso il leit-motiv era sempre quello delle emozioni. Dopo la consueta interessante introduzione all’appuntamento da parte dell’ineffabile Giancarlo Tammaro, lo stesso maestro proveniente dai Balcani ha voluto entrare nello specifico descrivendo temi e caratteristiche peculiari delle tre sonate di Beethoven che avrebbe eseguito, la n. 9, la 10 e la 4. Ordine voluto non per cronologia ma per senso estetico, visto che la terza sonata eseguita, pur essendo precedente alle altre, dura circa il doppio delle stesse ed ha soluzioni tecniche ed artistiche molto particolari, tanto che nella stessa si notano dei mosaici sonori nitidamente ripresi in alcune successive composizioni di Franz Schubert. Del resto il tedesco, giova ricordarlo, è stato un riferimento per moltissimi musicisti delle generazioni sue contemporanee e a seguire. Oltre al riferimento al grande musicista viennese, si avverte nella prima sonata eseguita un tipo di scrittura, ricordato anche in questo caso nell’introduzione all’ascolto dal mirabile esecutore, molto affine a quanto tanti anni dopo avrebbe modellato un altro viennese non di nascita ma di adozione, Johannes Brahms, con il suo tipico tratto sonoro. Come ho già avuto modo di affermare nel primo appuntamento, la sensazione che il maestro Donchev trasmette non risiede negli effetti speciali, nei fuochi di artificio. Il suo è un approccio con lo strumento e con la musica molto sereno e spontaneo, non traspare sforzo sovrumano dalle sue esecuzioni, che però sono tutt’altro che semplici dal punto di vista tecnico. Ti da una sensazione di serenità, da vicino di casa che si offre di farti scaldare al camino di casa sua, e in quelle due ore mi sono scaldato il cuore, eccome ! I due bis sono stati leggeri come tutto il concerto, ma intensi. |2 Lo Chopin finale, malinconico e strappacuore, ha chiuso meritatamente un racconto d’altri tempi. Un pomeriggio che mentre impazzava all’esterno una pioggia a tratti molto intensa ha consentito a me e spero anche agli altri partecipanti di salire un po’ più in alto delle nostre umane vedute, di alzare lo sguardo verso il cielo e di respirare un tempo pur breve ma di assoluta bellezza. Qualcuno ha detto che la bellezza salverà il mondo: non a caso proprio un filosofo bulgaro, C. Todorov, ha scritto un saggio con questo titolo. Sicuramente ne abbiamo già degli anticipi in questo tempo. Dobbiamo sperare che non diventino sempre più rari, e che anche le nuove generazioni ne possano apprezzare l’incanto e la freschezza: ce lo richiede il nostro spirito, il nostro intimo. E da questo viene il mio ringraziamento per chi ancora crede in tutto questo, per chi promuove questi eventi nonostante tutte le difficoltà soprattutto di ordine economico. Oltre al plauso, è fondamentale, lo ripeto, esserci e sostenere attivamente le attività artistiche che vengono proposte, nel caso specifico, dalla nostra Accademia Musicale Roma Castelli, che da anni si spende proprio per questo. Ne abbiamo bisogno. Come l’aria. Non possiamo morire asfissiati. E ora appuntamento alla terza puntata di questo lungometraggio ... probabilmente in primavera. Ci sarà molto altro nel frattempo, ve lo garantisco. Siamoci !

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26/11/2019 Info prezzi, prevendita e costi per "Lullaby"
Con l'organizzazione della Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura Città di Velletri

Lullaby Tragedia Aerobica

Scritto e diretto da: Erika Z. Galli e Martina Ruggeri (Industria Indipendente)

Con Marco Cavicchioli, Ermanno De Biagi, Francesca Mazza, Emanuela Villagrossi

Collaborazione artistica e movimenti di scena: Roberta Zanardo Ambiente: Luca Brinchi, Daniele Spanò

Live Sound: Bunny Dakota

Graphic Design: Simone Tso

Costumi: Yulia Kachan

Direzione Tecnica e disegno luci: Camila Chiozza

Organizzazione e comunicazione: Lorenza Accardo

Coproduzione: PAV, Romaeuropa Festival, Armunia, LAC Lugano.

Biglietti:

Platea I settore 20 euro (+2 euro di prevendita) - Ridotto 18 euro (+2 euro di prevendita)

Platea II settore 18 euro (+2 euro di prevendita) - Ridotto 15 euro (+1,50 euro di prevendita)

Galleria 15 euro (+1,50 euro di prevendita) - Ridotto 13 euro (+1,50 euro di prevendita)

Galleria per gruppi organizzati (minimo 20): 10 euro a persona + 1,50 euro di prevendita.

 

PREVENDITA:

DRINSERVICE: Via D.N. Galieti, 10 a Genzano di Roma

IL BIGLIETTO: Via Eduardo De Filippo, 99 a Velletri

ticketone.it on line

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22/11/2019 Una finestra musicale sui continenti antichi
Con il patrocinio della Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura Città di Velletri

Domenica 24 novembre 2019 ore 11:00

EUROPA MEDITERRANEA - una finestra musicale sui continenti antichi

Secondo appuntamento de LA STORIA CANTATA DAI POPOLI II ANNO - EUROPA

Corso di musica popolare per i nostri giorni a cura del maestro Daniele Mutino.

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21/11/2019 Si torna al Teatro Artemisio-Volonté domenica 1 dicembre con “Lullaby”
Con il patrocinio della Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura Città di Velletri

Primo giorno di dicembre al Teatro Artemisio-Volonté con la “tragedia aerobica” “Lullaby”. Uno spettacolo ambientato negli Stati Uniti d’Europa del 2059, dove i giovani del 2019 si godono la loro meritata vecchiaia nei centri “Lullaby”. Improvvisamente, però, qualcosa cambia e c’è un colpo di scena che farà totalmente mutare la prospettiva e il punto di vista. Nuova data in calendario per il Teatro Comunale, diretto dal Maestro Claudio Maria Micheli. Domenica 1 dicembre alle ore 18.30 si torna in sala per questo spettacolo interessante e divertente, inserito nel cartellone 2019-2020. È attiva la prevendita presso Drin Service a Genzano (Via Galieti, 10), Il Biglietto a Velletri (Via De Filippo, 99) e on line su ticketone.it.

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19/11/2019 Ivan Donchev in concerto all'Auditorium della Casa delle Culture
Con il patrocinio della Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura Città di Velletri

Sabato 23 novembre 2019 ore 18:00

IVAN DONCHEV

2° Concerto dell’integrale delle Sonate per pianoforte di L. van BEETHOVEN

E' gradita la prenotazione

Ludwig van Beethoven Sonata N. 4 in Mi bem. mag. , Op.7 (Allegro molto e con brio - Largo, con gran espressione – Allegro - Rondo: Poco allegretto e grazioso) Sonata No. 9 in Mi mag., Op.14 No.1 (Allegro – Allegretto - Rondo - Allegro comodo) Sonata No. 10 in Sol mag., Op.14 No.2 (Allegro – Andante - Scherzo: Allegro assai)

A.M.Ro.C. Associazione Mozart Italia con il patrocinio della FondARC Casa delle Culture e della Musica Piazza Trento e Trieste - Velletri Ingresso: Biglietto 12 euro Ridotto 8 euro (tessera AMRoC, tessera SBCR) Gratuito fino a 18 anni colleionci@gmail.com tel. 371 1508883

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18/11/2019 Il Teatro Artemisio-Volonté di nuovo sold out con “Non è vero ma ci credo” ed Enzo Decaro
Con l'organizzazione della Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura Città di Velletri

"Sono estremamente emozionato per aver debuttato qui, in questo Teatro intitolato ad uno dei più grandi attori al mondo e che viveva a Velletri nella casa che fu di un altro grande maestro, Eduardo. So quanto ci tenessero a questo teatro e vederlo vivo, pieno di gente, caldo e accogliente mi emoziona davvero". Ha concluso così Enzo Decaro, tra gli applausi di un Teatro Artemisio-Volonté tutto esaurito, dopo gli inchini di rito la splendida serata dedicata a "Non è vero ma ci credo", l'esilarante piece teatrale di Peppino De Filippo portata in scena al debutto proprio a Velletri per la regia di Leo Muscato. Uno spettacolo che ha destato l'interesse del pubblico, divertito e attento, grazie anche alla sua trama estremamente articolata. La commedia, in tre atti, narra la storia del commendatore Gervaso, un uomo completamente vinto e ossessionato dalle superstizioni. La paura lo caratterizza in ogni suo gesto, sul lavoro, in famiglia. Sua figlia Rosina, intanto, si è innamorata di un giovane impiegato che Gervaso ritiene inadatto a lei per il suo futuro. Quando in azienda arriva Alberto Sammaria, impiegato gobbo, |2 Gervaso crede di aver risolto tutti i suoi problemi: gli affari migliorano, le cose si sistemano, e a turbare la tranquillità è proprio il nuovo arrivato che rivela al suo "capo" di essersi innamorato della figlia Rosina. Gervaso alla fine acconsente al matrimonio, ma un sogno in cui gli appaiono tutti i nipotini gobbi gli provoca un ripensamento. Così cerca di interrompere le nozze, ma scopre di essere stato raggirato e che Sammaria non è gobbo e non è altri che il "gufo menagramo" di cui si era innamorata Rosina. Gervaso dovrà quindi ammettere che la iella esiste fino a un certo punto, pur senza smentire il suo carattere superstizioso. Uno spettacolo difficile ma che fila dall'inizio alla fine, merito della bravura di un cast di assoluto livello e che rappresenta per la Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura, diretta dal Maestro Claudio Maria Micheli, un motivo di soddisfazione per aver di nuovo riempito il Teatro con uno spettacolo al suo debutto e che farà una importante e ricca tournée. Prossimo appuntamento domenica 1 dicembre, alle ore 18.30, con "Lullaby".

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15/11/2019 Duke Ellington e Billy Strayhorn
Con il patrocinio della Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura Città di Velletri

Domenica 17 novembre 2019 alle ore 11:00 Duke Ellington e Billy Strayhorn saranno all'Auditorium della Casa delle Culture e della Musica per il secondo appuntamento de Viaggio nel Jazz “Le grandi coppie del Jazz”, a cura del maestro Stefano Cataldi. L'organizzazione è a cura di: Associazione Culturale Colle Ionci, Accademia di alto perfezionamento Musicale Roma Castelli, Associazione Mozart Italia, Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura Città di Velletri.

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14/11/2019 Info prezzi, prevendita e costi per "Non è vero ma ci credo" di Enzo Decaro
Con l'organizzazione della Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura Città di Velletri

Sono questi i prezzi: platea I settore 20 euro (18 ridotto), platea II settore 18 euro (15 ridotto), galleria 15 euro (13 ridotto), gruppi di 20 in galleria 10 euro più i diritti di prevendita. Sarà possibile acquistare il biglietto anche il giorno dello spettacolo al botteghino.

Prevendita su ticketone e presso DRIN SERVICE a Genzano (Via Galieti, 10) e IL BIGLIETTO a Velletri (Via De Filippo, 99).

 

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13/11/2019 Luciano Pompilio alla Casa delle Culture e della Musica: le armonie della chitarra attraverso i secoli
Con il patrocinio della Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura Città di Velletri

Nell'ambito della rassegna "Accorto circuito", un nuovo evento all'Auditorium della Casa delle Culture per "Solo per chitarre". Sabato 16 novembre alle ore 19.00 Luciano Pompilio sarà protagonista dell'evento "Le armonie della chitarra attraverso i secoli". L'ingresso è libero.

La rassegna è organizzata da Associazione Colle Ionci, Amroc e Accademia di Alto Perfezionamento dei Castelli Romani in collaborazione con Fondarc. La stagione è realizzata con il contributo del RASI.

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12/11/2019 Alda Merini rivive a Velletri: incanto e poesia al Teatro Artemisio con "Dio arriverà all'alba"
Con l'organizzazione della Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura Città di Velletri

Uno spettacolo avvolgente e travolgente quello che la foltissima platea del Teatro Artemisio – Gian Maria Volonté ha potuto apprezzare venerdì sera. “Dio arriverà all’alba”, omaggio ad Alda Merini, scritto e diretto dal poeta Antonio Nobili, per la bravura del cast e la densità dei contenuti è arrivato dritto al cuore dei presenti. Una straordinaria Antonella Petrone nei panni della protagonista, la poetessa dei Navigli, ha letteralmente riportato in vita Alda, che nella sua semplicità e nella sua mai banale voglia di esprimersi, è tornata a parlare, o a fiorire, consentendo al pubblico di vivere qualche giorno virtuale assieme a lei. Nessuna retorica e nessuna idealizzazione, soltanto l’assoluta e vincente percezione di come vivesse la vita, l’amore, il disagio psichico, e la sua salvezza – la poesia – una delle personalità più belle e affascinanti del Novecento italiano. “Dio arriverà all’alba” è una piece teatrale che ha tantissimo da dire, perché costringe lo spettatore ad una concentrazione quasi forzata ma al contempo piacevole, rilassante, gradevole, unica. |2 E così si entra nella vita di Paolo, Anna, Arnoldo, il dottor Gandini e la bambina, tutt’altro che personaggi comprimari, anzi necessari tasselli di un mosaico che ruota a meraviglia – grazie alla sapiente e impeccabile regia – intorno alla Petrone/Merini. Raccontare una storia spesso stereotipata, mitizzata, andando ad accarezzare quella follia divenuta spesso un cliché da bar e farlo con delicatezza, preparazione, mitezza è un risultato a dir poco straordinario. Antonio Nobili e il cast di “Dio arriverà all’alba” ci sono riusciti, guadagnandosi la standing ovation del Teatro Artemisio-Volonté e scrutando, dall’alto del palco, le sincere lacrime di trasporto e commozione che solo la forza della poesia meriniana può suscitare. Già, proprio la poesia è stato il vero segreto di un copione perfetto nei tempi e nei contenuti: gli echi dei Navigli si sono sentiti più vicini che mai, le scritte sui muri sembravano quelle della stanza di ognuno di noi, Alda Merini una figura rassicurante mai scomparsa.

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11/11/2019 Enzo Decaro domenica all’Artemisio-Volonté con “Non è vero ma ci credo”
Con l'organizzazione della Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura Città di Velletri

Sarà il grande attore Enzo Decaro il prossimo protagonista in cartellone della stagione 2019-2020 del Teatro Artemisio-Volonté. Nella programmazione messa a punto dalla Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura Città di Velletri, diretta dal Maestro Claudio Maria Micheli, domenica 17 novembre alle ore 18.30 andrà in scena “Non è vero ma ci credo”, di Peppino De Filippo, con l’interpretazione dello straordinario attore di Portici. La regia è di Leo Muscato, mentre le scene sono di Luigi Ferrigno e i costumi di Chicca Ruocco. Insieme a Decaro, sul palco, Giuseppe Brunetti, Francesca Ciardiello, Luciana De Falco, Carlo Di Maio, Massimo Pagano, Gina Perna, Giorgio Pinto, Ciro Ruoppo e Fabiana Fusco. La prevendita è attiva presso “Il biglietto” (Via Eduardo de Filippo, 99 a Velletri) e Drin Service (Via Galieti, 10 a Genzano di Roma), oltre che on line su ticketone. Per il Teatro Artemisio-Volonté si prospetta un altro pienone, questi i prezzi: platea I settore 20 euro (18 ridotto), platea II settore 18 euro (15 ridotto), galleria 15 euro (13 ridotto), gruppi di 20 in galleria 10 euro più i diritti di prevendita. Sarà possibile acquistare il biglietto anche il giorno dello spettacolo al botteghino.

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08/11/2019 Una festa per Fabrizio De André. Il Teatro Artemisio si riempie per la prima serata di “Per chi ti ha toccato il corpo con la mente”
Con il patrocinio della Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura Città di Velletri

In un Teatro Artemisio gremito, la scorsa domenica 3 novembre si è tenuto a Velletri il primo dei tre eventi previsti per la manifestazione “Per chi ti ha toccato il corpo con la mente”, progetto che intende coinvolgere cantautori, musicisti, specialisti e studenti del territorio castellano in un percorso poliedrico all’interno della poetica di Fabrizio De André. Quella veliterna è stata la prima di un trittico di serate pensate come sedimentazione di un progetto di lunga durata, sostenuto dal Consorzio SBCR (Sistema Bibliotecario Castelli Romani), che ha ricevuto anche il riconoscimento della Fondazione Fabrizio De André Onlus e il supporto dei tre comuni di Velletri, Lanuvio e Albano Laziale. L’ispirazione che innerva il progetto, intitolato dalla traduzione deandreiana di un verso del brano di Cohen, è stata spiegata a inizio serata da Daniela Di Renzo, motore e ideatrice dell’iniziativa insieme a Giulia Briziarelli, la quale ha richiamato l’attenzione su un’immagine celebre di Fabrizio De André, ritratto mentre è circondato da pile di libri e immerso in quel processo creativo che non esiste senza aver compulsato le opere di chi ci ha preceduto. Così la manifestazione “Per chi ti ha toccato il corpo con la mente” intende farsi portatrice del lascito attivo di Faber, non ridotto a icona ma a materia viva, passando dallo snodo della sua poetica per rendere visibile quanto il pensiero che viaggia nelle sue parole e nella sua musica incida oggi sulla crescita personale dei cantautori e sulla maturazione del loro linguaggio. A Daniela Di Renzo, che ha portato i saluti dell’Assessore di Albano Alessandra Zeppieri, si sono uniti per i saluti istituzionali Giacomo Tortorici, Direttore del Consorzio SBCR – capofila del progetto –, l’Assessore alla Cultura di Velletri Romina Trenta e Alessandro De Santis, Assessore alla Cultura di Lanuvio, i quali hanno sottolineato da diverse prospettive, convergenti però in una visione comune, l’importanza di questa iniziativa per creare una rete nell’area dei Castelli Romani, sempre più vicina a essere pensata come un’unica città, e il ruolo specifico di De André nella nostra cultura, tanto da renderne indispensabile il recupero nella costruzione di una grammatica personale. Il sipario del Teatro Artemisio si è aperto con un assolo sulle note di “Sidun” di Michele Ascolese, storico chitarrista di De André dal disco “Le Nuvole” all’ultimo “Anime salve”, accompagnato dall’attrice Benedetta Badaracco che ha letto la traduzione italiana del testo in lingua ligure. Il bouzoki suonato da Ascolese ha accompagnato l’ingresso sul palco della formazione di musicisti e cantautori composta da Emiliano Begni (Direttore Musicale), Giulia Briziarelli, Andrea Caovini, Daniela Di Renzo (Direttore Artistico) e Alessio Ingravalle che ha eseguito la “Canzone dell’amore perduto” e “Creuza de mä’”. All’avvio musicale è seguita la presentazione del libro “La mia prima volta con De André. 515 Storie” (Ibis, 2019) curato da Daniela Bonanni e Gipo Anfosso. Con Daniela Bonanni hanno dialogato il giornalista Fausto Pellegrini – vice caporedattore del coordinamento on-line di Rainews –, e Paolo Zefferi, giornalista di Rainews esperto di musica internazionale, facendo emergere l’innovazione di questo libro che, raccogliendo democraticamente in ordine alfabetico molte testimonianze sul primo incontro con De André soprattutto da persone comuni, non ha tradito la memoria di Faber e anzi ne ha dimostrato la forza di penetrazione in ogni fascia generazionale. Terminata la proiezione dell’approfondimento “Bocca di rosa. La storia e l’attualità”, curato da Paolo Zefferi e realizzato per Rainews, la voce di Benedetta Badaracco ha trasportato il pubblico nel linguaggio semplice di De André, semplice come quello di una fiaba, attraverso la lettura del racconto de “Il suonatore Jones” tratto dal libro “Ogni tre stelle: fiabe di ieri e di oggi”. In quesa atmosfera si è calato il concerto che, con un sapiente gioco di luci e di arrangiamenti, ha alternato l’esecuzione di brani dell’opera di De André a pezzi del repertorio di ciascuno dei cantautori, facendo fluire le diverse componenti in unico discorso continuato. A questa concatenazione, dove la produzione di De André si è saldata all’esperienza degli artisti contemporanei, ha dato il via Giulia Briziarelli, cantando “Fiume Sand Creek” e la sua “Viaggio per mare” e lasciando poi il testimone a “Il giudice” eseguito da Andrea Caovini insieme al proprio brano “Una storia come questa”. “Amico fragile” è stata invece la canzone scelta da Daniela Di Renzo, insieme al brano da lei scritto “Da vicino nessuno è normale”, seguita da “Prinçesa” cantata da Alessio Ingravalle che ha poi presentato al pubblico la sua “Vino rosso”. Emiliano Begni ha chiuso il circolo con “Ho visto Nina volare”, brano che ha introdotto all’ingresso del coro FondarCanto dei ragazzi della città di Velletri, tra le attività promosse dalla Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura di Velletri, diretta da Claudio Maria Micheli, che ha patrocinato l’evento. I ragazzi, diretti da Graziano Cedroni e dal mezzosoprano Valentina Pennacchini, hanno cantato insieme ai cantautori “Ottocento”, dando una prova di bravura in un brano non facile. Per il finale dell’evento si sono aggregati al gruppo i bambini dell’I. C. “Velletri Nord” che, grazie al lavoro svolto in classe dalle due coppie di maestre formate da Laura Barzetti e Anna Olivieri e da Antonietta Lucchetti e da Lida Prosperi, hanno accompagnato gli artisti e il coro durante l’esecuzione del brano “Il pescatore”, mentre in sottofondo è stato proiettato un video con le illustrazioni realizzate degli alunni e ispirate al celebre brano di De André. Questa la coinvolgente sinergia che si è manifestata nella tappa veliterna di “Per chi ti ha toccato il corpo con la mente”, primo di tre incontri che – come ha precisato Michele Ascolese – non commemorano ma celebrano Fabrizio De André in una festa che proseguirà negli eventi previsti il 15 dicembre a Lanuvio, ore 18, presso il Teatro Comunale “Don Bosco” e l’11 gennaio 2020, alle ore 19, nella Sala Nobile di Palazzo Savelli ad Albano Laziale.

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07/11/2019 I vandali non risparmiano neanche l'Artemisio-Volonté: deturpata la nuova insegna del Teatro Comunale
Comunicazione da parte della Fondazione

Qualcuno si è divertito a deturpare l'insegna del Teatro Artemisio-Gian Maria Volonté. Dopo tanta attesa la cittadinanza aveva potuto finalmente godere di una nuova insegna illuminata, riportante la denominazione del Teatro Comunale, e una bacheca luminosa con tutta la programmazione 2019-2020. Il tutto realizzato tramite un bando e in totale trasparenza. Queste due installazioni sono state posizionate sia in via Edmondo Fondi che nella piazzetta antistante il Teatro. Proprio quella di via Fondi è stata deturpata dai vandali, che si sono divertiti a staccare la lettera "T" e la lettera "O" giocandoci allegramente e riposizionando la "O" più in alto sull'installazione verticale. Un episodio deplorevole e da condannare. La Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura si è già attivata per ripristinare l'insegna, posizionandola in orizzontale sul muro frontale, ma gesti come questo fanno davvero pensare a quanta poca attenzione ci sia da parte di certi individui per il bene pubblico. Ecco nelle immagini che alleghiamo le foto del prima e del dopo. I commenti sono superflui...

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06/11/2019 Dieci anni senza la poetessa dei Navigli. Al Teatro Artemisio-Volonté “Dio arriverà all’alba”
Uno splendido spettacolo con Antonella Petrone

Dieci lunghi anni senza la poetessa dei Navigli, che con la sua sfrontata saggezza ha comunicato al mondo intero la necessità di amare l’arte e di circondarsene, perché la bellezza è il vero antidoto alla tristezza. A pochi giorni dall’anniversario della morte (era il 1° novembre 2009) il Teatro Artemisio-Volonté, diretto dal Maestro Claudio Maria Micheli, ospiterà lo spettacolo “Dio arriverà all’alba”, dedicato proprio ad Alda Merini. Con Antonella Petrone, Valerio Villa, Davide Fasano, Sara Morassut, Sharon Orlandini e Alberto Albertino lo spettacolo scritto e diretto da Antonio Nobili farà tappa a Velletri nel suo tour nazionale che sta riscontrando successo di pubblico e di critica in tutta Italia. L’evento, previsto per venerdì 8 novembre alle ore 21.00, avrà anche una finestra per le scuole con la matinée alle ore 10. La prevendita è sempre possibile su ticketone, a “Il biglietto” (Velletri) e Drin Service (Genzano).

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05/11/2019 Con “Tu mia” torna la danza contemporanea al Teatro Artemisio-Volonté di Velletri
Secondo appuntamento con la danza contemporanea

Domenica 10 novembre alle ore 18.00 torna la danza contemporanea al Teatro Artemisio-Gian Maria Volonté. Nell’ambito della rassegna “Paesaggi del corpo”, organizzata dalla Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura diretta dal Maestro Claudio Maria Micheli, avrà luogo lo spettacolo “Tu mia” prodotto da Atacama con il contributo del Mibact e della Regione Lazio. Concept, coreografia e regia sono a cura di Patrizia Cavola e Ivan Truol, che interpreteranno anche lo spettacolo. Le musiche originali sono di Epsilon Indi, con il tenore Roberto Manuel Zangari. I costumi saranno curati da Medea Labate, mentre il disegno luci è di Danila Blasi. La prevendita è operativa presso “IL biglietto” in via De Filippo, 99 e i prezzi sono i seguenti: 10 euro per la platea (ridotto 8), 7 euro per la galleria (ridotto 5).

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04/11/2019 La musica eterna e infinita del Banco del Mutuo Soccorso ha ammaliato il Teatro Artemisio-Volonté

Teatro Artemisio-Volonté gremito in ogni ordine di posto per ascoltare il concerto del Banco del Mutuo Soccorso. Un ritorno in grande stile: dai grandi successi alla "Transiberiana", due ore intense di musica di altissimo livello. Era questa la scommessa della Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura Città di Velletri, diretta dal Maestro Claudio Maria Micheli e con il Sindaco Orlando Pocci in prima fila, ai quali è andato il ringraziamento del leader Vittorio Nocenzi. Un nuovo disco che vede tornare in pista la storica formazione che ha fatto sognare intere generazioni dagli anni Settanta in poi, e un concerto ricco, forte, intriso di emozioni e di suggestioni favorite dalla consueta capacità di tutti i componenti di diventare un'unica entità sul palco con l'obiettivo di arrivare "in soccorso", appunto, del pubblico regalando la ricchezza dell'emozione. Non sono mancati i momenti di narrazione, con Vittorio Nocenzi che ha ribadito ancora una volta il suo legame con Velletri, definita la sua seconda città natale. "Stelle sulla luna", "Metamorfosi", |2 "Cento mani cento occhi", "La conquista della posizione eretta", "Transiberiana", "L'evoluzione", "Moby Dick", "Canto di primavera" e altri: la bellezza contenuta in queste melodie dal sapore eterno e poetico è stata riconosciuta anche oltre la Manica, se è vero che una delle più importanti riviste musicali inglesi definisce il Banco una band con un repertorio da ascoltare anche se non si conosce l'italiano. E sul palco, tra gli scroscianti applausi di un Teatro venuto giù a testimonianza della voglia di buona musica, a Velletri e in Italia, non potevano mancare |3 Francesco Di Giacomo e Rodolfo Maltese: la loro presenza assenza è stata più forte che mai, perchè due pietre miliari della musica italiana non muoiono mai, al massimo se ne vanno fisicamente. Un concerto dunque che ha arricchito chi è stato presente (Teatro sold out in platea e galleria già dalle settimane precedenti) e ha avviato - attirando l'attenzione del TG3 - il tour nazionale di "Transiberiana". Qualcuno dice che il Banco è tornato, noi siamo certi e convinti che non ci ha mai lasciato. Basta ascoltare l'attualità, la freschezza e la modernità contemporanea di "R.I.P.", titolo paradossale ma evocativo, per rendersene conto.

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31/10/2019 FondarCanto: una bella realtà ricca di appuntamenti in calendario
Il coro organizzato dalla Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura per i bambini

Tra le attività della Fondazione continua la meravigliosa esperienza del FondarCanto Coro dei ragazzi della Città di Velletri alla sua terza annualità rivolto ai ragazzi tra i 7 e i 13 anni. Il coro è guidato dall’Associazione Gens Nova di Velletri vincitrice di un bando pubblico, le cui lezioni sono tenute tra gli altri dai maestri Graziano Cedroni e dal mezzosoprano Valentina Pennacchini. I ragazzi svolgono attività didattica con lo studio del canto, del canto corale e si esibiscono già da due anni con notevole successo.. tra le altre performance il 21 dicembre parteciperanno al concerto Velletri for Christmas presso il Teatro Artemisio e in aprile allo spettacolo La buona Novella sempre in Teatro con le musiche dell’omonimo album di Fabrizio De André.

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30/10/2019 Intervista all’Assessore alla Cultura Romina Trenta sul progetto “Per chi ti ha toccato il corpo con la mente”
Con il patrocinio della Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura Città di Velletri

Mancano pochi giorni all’inaugurazione il 3 novembre dell’iniziativa «Per chi ti ha toccato il corpo con la mente». La poetica di Fabrizio De André. L’Assessore alla Cultura di Velletri Romina Trenta, ha rilasciato una breve intervista sul progetto scandito in tre serate per ricordare Fabrizio De André, che partirà dal palco del Teatro Artemisio “Gian Maria Volonté”, ore 18. Nel ventesimo anno dalla scomparsa avvenuta l’11 gennaio 1999, tre comuni dei Castelli Romani, Velletri, Lanuvio e Albano Laziale, si preparano a celebrare l’artista genovese con tre eventi a ingresso gratuito dedicati a scandagliare il lascito culturale di Fabrizio De André. Prima città a essere coinvolta nel progetto «Per chi ti ha toccato il corpo con la mente», il cui capofila è il Consorzio SBCR (Sistema Bibliotecario Castelli Romani) e che è stato patrocinato dalla Fondazione Fabrizio De Andrè ricevendo il sostegno di tre comuni castellani ospitanti, sarà Velletri, sede della data inaugurale prevista per domenica 3 novembre, ore 18. Sul palco del Teatro Artemisio “Gian Maria Volontè” sarà presente un ensemble a più voci, formato da cantautori, musicisti, scrittori, giornalisti, che guiderà a un’esplorazione a tutto tondo della poetica di Fabrizio De André. A fondersi con gli interventi degli ospiti saranno le voci della formazione rappresentata da Emiliano Begni – alla direzione musicale –, Giulia Briziarelli, Andrea Caovini, Daniela Di Renzo – Direttore Artistico – e Alessio Ingravalle che eseguiranno brani dell’opera del cantautore genovese e pezzi del loro repertorio e che saranno affiancati per la data veliterna da Michele Ascolese, storico chitarrista di Faber. Di questa importante manifestazione, a qualche giorno dall’esordio, ne ha parlato in un’intervista l’Assessore di Velletri Romina Trenta sottolineando l’importanza dell’idea di rete che trama l’intero progetto.

Da Velletri prende avvio «Per chi ti ha toccato il corpo con la mente». La poetica di Fabrizio De André. Cosa le trasmette questo progetto?

Il 3 novembre, presso il Teatro Artemisio “Gian Maria Volonté” alle ore 18.00, apriamo una tre giorni di iniziative che ci permetteranno di conoscere meglio il grande artista Fabrizio De André. Il titolo dell’evento culturale Per chi ti ha toccato il corpo con la mente, è estremamente significativo, perché attraverso la musica, l’arte e l’intelletto si arriverà alle emozioni delle persone. È un progetto molto importante per il territorio in cui ci saranno tre serate, tre concerti, tre omaggi, preceduti da interventi sulla poetica del cantautore genovese che guideranno il pubblico all’ascolto dei brani.

Come giudica questa iniziativa, specie per Velletri e per il territorio dei Castelli?

Sono molto soddisfatta! Il programma è molto bello e molto articolato e sono estremamente lieta di aver contribuito alla sua realizzazione sia perché, in coincidenza con il ventesimo anniversario dalla scomparsa di De André, renderemo omaggio al grande artista genovese, autore tra i più amati ancora oggi dal grande pubblico con degli eventi importanti; sia perché questo progetto ci vede in rete con altri Comuni limitrofi. Infatti oltre alla data a Velletri il 3 novembre ne è prevista una a Lanuvio il 15 dicembre (Teatro Comunale “Don Bosco”) e una ad Albano Laziale l’11 gennaio (Sala Nobile di Palazzo Savelli) e ci vede in rete anche con il Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani che è il capofila del progetto stesso. Io credo molto nella rete e nella collaborazione e ritengo che il territorio dei Castelli Romani per posizione, morfologia del territorio, tradizioni ecc. abbia le caratteristiche giuste per poter operare insieme in diversi ambiti, e la cultura è uno di questi, offrendo una alternativa validissima alla realtà della capitale. Un esperimento, quello della collaborazione che stiamo già cavalcando e dei quali vado molto fiera. Abbiamo infatti candidato tutti insieme l’area dei Castelli Romani al bando promosso dalla Regione Lazio “Città della cultura 2020”.

Cosa rimane di vivo della poetica di De André, a venti anni dalla sua scomparsa, e cosa prenderà vita a Velletri il 3 novembre?

Saranno giorni che vedranno coinvolti cantautori, musicisti, giornalisti, scrittori, scuole e biblioteche del territorio con una vera e proprio mescolanza di maestrie che ci consentiranno di immergerci completamente nella poetica di De Andrè permettendoci di conoscere meglio l’artista, la sua storia, la sua importanza e a mio modo di vedere anche la contemporaneità del pensiero, delle sue opere, delle sue poesie, della sua musica e degli arrangiamenti. Un poeta immortale nel tempo che ci ha regalato un patrimonio inestimabile di emozioni che in questi tre giorni avremo modo di rivivere e di trasmettere anche alle nuove generazioni che molto spesso ritrovano le canzoni di De André nelle antologie scolastiche di letteratura del Novecento, accanto ai componimenti di grandi autori come Pascoli, Ungaretti e Montale. Per questo il mio ringraziamento va al Sistema Bibliotecario per aver messo in rete noi comuni, a Daniela di Renzo per averlo pensato questo progetto e ai tanti artisti che ne saranno i principali interpreti. 

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29/10/2019 Solo per chitarre 2019: due eventi alla Casa delle Culture e della Musica
Con il patrocinio della Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura Città di Velletri

Primo concerto

Domenica 3 novembre ore 19:00

Duo Pace Poli Cappelli (musiche di Castelnuovo-Tedesco e Mario Gangi)

Sergio Lavia e Dilene Ferraz

Musiche di Sergio Lavia

Secondo concerto

Sabato 16 novembre, ore 19:00

Luciano Pompilio Musiche di Barrios, Bach, Sor

SOLO PER CHITARRA 2019

Rassegna chitarristica realizzata con il contributo di R.A.S.I. www.reteartistispettacolo.it

All’interno della rassegna “Accorto circuito” - Concerti di musica da camera

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28/10/2019 Il Banco apre il tour a Velletri, intervista a Vittorio Nocenzi: “La ‘Transiberiana’ un percorso ricco e intenso”
Concerto venerdì 1° novembre alle ore 21

Venerdì 1 novembre al Teatro Artemisio-Volonté, diretto dal Maestro Claudio Maria Micheli, il Banco del Mutuo Soccorso terrà la data zero del nuovo tour per presentare il disco “Transiberiana”. Un evento fortemente voluto dalla Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura ma assai sentito anche da Vittorio Nocenzi, storico leader della formazione, che in questa intervista ha raccontato la genesi del nuovo album e alcuni dettagli di quello che il pubblico (evento già sold out) ascolterà.

Vittorio Nocenzi, in vista del concerto di Velletri che Banco del Mutuo Soccorso vedremo sul palco del Teatro Artemisio-Volonté?

Chi verrà ai concerti del BMS in questa tournée teatrale che inizia come data zero da Velletri troverà una formazione molto collaudata, fatta da persone perbene che umanamente hanno una priorità: la relazione interpersonale, presupposto fondamentale per suonare bene insieme e fare buona musica. Una band sul palco deve diventare una sola cosa, deve trasferire e trasmettere emozioni. Non è soltanto un fatto tecnico di qualità esecutiva ma un fatto emotivo, di percezione del luogo e dello spazio, degli interlocutori e dell’idea che hai di te stesso come band. Sono un uomo fortunato perché la nuova formazione ha dentro persone che amano la storia del Banco, la rispettano, la hanno fatta propria con umiltà e determinazione.

“Transiberiana” è un album molto atteso. Quali novità contiene e quali, invece, le cose che saranno in linea con la tradizione del BMS?

La gente ascolterà il repertorio storico del Banco, non mancheranno i brani storici, e naturalmente ci sono tutti gli inediti. “Transiberiana” è stato un percorso ricco, intenso, perché ho voluto sperimentare una serie di approcci che non avevo mai utilizzato con questa determinazione. Volevo che fosse un disco vero. Per ‘vero’ intendo che non dovevamo cadere nella trappola di fare il verso a noi stessi. Il progressive è un manifesto di libertà espressiva, di contaminazione, come programma artistico. Doveva esserci dentro quella musica che appartiene a un genere, la musica buona. Ci sono solo la musica buona e quella cattiva, come diceva Duke Ellington, e io sottoscrivo. L’abito non fa il monaco, è il sarto che dà qualità al vestito… un disco vero non doveva fare l’occhietto allo stile del Banco, deve essere emozionato, ispirato, altrimenti non arriva come deve arrivare e così è stato per un anno e cinque mesi di lavorazione.

Il titolo è molto evocativo e rimanda a un viaggio lunghissimo in treno…

Era chiaro che dovevamo dare un segnale forte al nostro pubblico, la risposta è il raccontare la storia con metafore come matrioske poetiche. Con mio figlio Michelangelo e Paolo Logli abbiamo fatto un brainstorming soltanto sul titolo, ne sono venuti fuori tanti bellissimi che saranno spunto per prossimi lavori. Ma “Transiberiana” suona subito forte, giusta, suggestiva, stimolante e metaforica. È il viaggio più lungo, 9300 km, che un essere umano possa fare al mondo e rappresenta bene il viaggio della vita umana. Dopo una carriera così lunga e 5500 concerti era anche giusto concepire un’opera autobiografica, in parte, ed è stato amore a prima vista con la suggestione del viaggio transiberiano.

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Come si è organizzato un lavoro di questa portata e come lo avete interpretato, viste le premesse?

Prima di scrivere la musica abbiamo scritto lo storyboard, gli episodi, diciamo che ho fatto i capricci come un giovanotto che si innamora la prima volta. Ha funzionato tutto però, sono stato fortunato nell’aver scelto directory inflessibili. Ci sarà una partenza, non epica, con la banda musicale, molto umana, come in fondo chi si appresta a fare un viaggio così lungo come la vita. Ci si aspettano sorprese, meraviglia, stupore, difficoltà, panorami, paesaggi inusuali, freddo, anche qualche rischio. È un viaggio che nel momento in cui si sta per intraprendere dà molte emozioni e quindi ho scritto quel tema in do minore che racconta con un suono metafisico lo stato d’animo, ricco di sfaccettature. C’è una concessione all’onomatopeica, essendoci il treno. Mi sembrava bello rappresentare con i suoni la location dell’interno del vagone in movimento, in un gioco evocativo. L’ascoltatore fa il viaggio con noi.

Qualche anticipazione su immagini particolari e passi di testi a cui tieni in modo specifico?

Il primo brano si divide in tre movimenti. Ho immaginato subito uno spettacolo nuovo, che si apre davanti agli occhi dei viaggiatori. Si vedono i cavalli selvaggi che corrono sulla tundra, deserta, sfidando il cavallo di acciaio che è il treno. Sono rimasto colpito dall’emozione che ti dà un cavallo in carne ed ossa che ti sfreccia accanto, una forza della natura che va in braccio al vento. I viaggiatori vedendo questo spettacolo in uno spazio sterminato e bianco fanno scattare in testa agli spettatori che stanno dall’altra parte del vetro, nel vagone, emozioni e riflessioni. Come capita quando si prende il treno da Velletri a Roma, prima si sente il rumore, poi ci colpisce qualcosa fuori dal finestrino e la mente osserva e si immedesima. Infine irrompono le riflessioni, non è solo il racconto del viaggio ma lo sguardo alla contemporaneità. La “Transiberiana” contiene la metafora del viaggio che contiene a sua volta quella della vita, e raccontandola ti guardi anche intorno e vedi il nulla del ciarpame che ci assedia, la mortificazione della dimensione spirituale di fronte al consumismo materialista e miope, tutte queste cose non potevano non starci in un disco vero...

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In attesa di ascoltare il concerto, un tuo pensiero e un tuo saluto in anteprima per il pubblico di Velletri…

Tenere un concerto a Velletri, debbo confessarlo, per me è sempre un’emozione speciale. È una città alla quale mi sento profondamente legato, è un po’ la seconda patria natale, ho fatto cinque anni di liceo in via Paolina a Velletri e ho tantissimi amici. Inoltre i primi passi della band sono stati sia a Marino che a Velletri perché la prima formazione vedeva me, mio fratello e i fratelli Falco di Ariccia che vivevano a Velletri e il batterista Franco Pontecorvi, veliterno anche lui. C’è un legame profondo, identitario, e ogni volta che ho suonato a Velletri ho sentito un forte feedback di calore umano che mi ha sempre commosso da parte della gente. Dopo tanti anni di concerti resto uno che forse eccede al romanticismo…ma non credo che sia un difetto!

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