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31/07/2018 True Voices: CMMicheli, DGrottelli, DManciocchi, CGiusti
Evento previsto per il 2 agosto 2018

giovedì 2 agosto ore 21:00

Quartetto di sassofoni TRUE VOICES Carlo Maria Micheli, Davide Grottelli, Daniele Manciocchi, Claudio Giusti

Chiostro della CASA DELLE CULTURE E DELLA MUSICA

Velletri - Piazza Trento e Trieste Biglietto: 12 euro

Gratuito fino a 18 anni

Ridotto ad 8 euro per soci Accademia Musicale Roma Castelli, possessori della tessera Biblio+/SBCR

Info: www.associazionecolleionci.eu www.accademiamusicaleromacastelli.eu

Associazione Culturale Colle Ionci Accademia di alto perfezionamento Musicale Roma Castelli

Con il patrocinio della Fondazione di partecipazione Arte e Cultura della Città di Velletri

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31/07/2018 Giuseppina Torregrossa incanta il pubblico di Velletri con il suo romanzo 'Il basilico di Palazzo Galletti'
Straordinaria autrice per il nuovo incontro di Velletri Libris

Nella serata dell’eclissi di luna, la scrittrice Giuseppina Torregrossa con la sua grande solarità ha letteralmente illuminato la Casa delle Culture e della Musica per il venerdì sera di “Velletri Libris”. Ospite della rassegna ideata e realizzata dalla Mondadori Bookstore Velletri, in collaborazione con FondArC, l’autrice siciliana ha presentato il suo ultimo romanzo, Il basilico di Palazzo Galletti (edito da Mondadori), conquistando il numeroso pubblico accorso nel Chiostro. La Torregrossa ha esordito lodando l’organizzazione veliterna, “densa e piena di effetti speciali”, per poi partire dal titolo per ragionare della sua opera. “Il basilico per noi donne del Sud è qualcosa che si può usare ovunque. Il libro vede la protagonista usarne in grandi quantità, ma non è solo un ingrediente, bensì un indizio poiché queste piante verdi che ornano i balconi sono utili anche alle indagini del giallo”. Il romanzo della Torregrossa, infatti, è un misterioso caso di cronaca che viene affidato ad una giovane commissaria, alle prese con una serie di fitte contraddizioni da svelare. Scenario particolare della narrazione è Palazzo Galletti, un edificio realmente presente a Palermo, storico e in stile neogotico, oggi utilizzato come sede di uffici ma un tempo tempio della malavita e dei senzatetto. Il difficile recupero, “a macchia di leopardo”, per l’usura e per il vandalismo, hanno consegnato a questo Palazzo un alone di fascino non indifferente. La vera protagonista del libro, però, è la città di Palermo stessa: “Non è uno scenario” – ha specificato l’autrice – “ma occupa la scena del mio immaginario. Non riesco a farne a meno, è una città in cui si muovono le anime dei personaggi che la vivono e la interpretano”. Sullo sfondo del plot c’è il Ferragosto, giorno in cui avviene la morte di Giulia Arcuri. Una festività vissuta, nel profondo Sud, con uno spirito dionisiaco che abbina la grossolanità alla spiritualità. Le liti con Santa Rosalia per la mancanza dell’acqua, il pentimento e le richieste di scuse porte alla santa stessa: questi costumi non sono esagerazioni o fantasie, ma parte integrante della quotidianità siciliana. La commissaria, di fronte alla morte di una ragazza, tira fuori oltre alle sue competenze investigative anche il lato umano: “Le donne sono spesso infelici” – ha detto la Torregrossa – “e come diceva la Ginzburg attingono all’enorme pozzo di infelicità. La mia protagonista non fa eccezione: ha una vita privata non appagante, un fidanzato burbero di cui non riesce a fare a meno, sente il peso di una società che al Sud è strutturata per la famiglia. Lei non è tagliata per fare dei figli, e non trova la sua strada, pur cercando di adattarsi. Il delitto è uno specchio anche per sé, poiché nelle indagini trova degli spunti per la sua vita”. Sui punti in comune tra la poliziotta e la vittima, la Torregrossa ha svelato la presenza di una sorta di proiezione dell’investigatrice sull’assassinata. Una ragazza, Giulia Arcuri, bella e dannata: colpita da giovane da una malattia genetica rara, è frenata da una intolleranza alla luce che la costringe a stare rinchiusa nel suo appartamento e indossare lunghi abiti bianchi. Nonostante ciò ha un candore e una bellezza, con i suoi capelli rosso fuoco, non indifferente. Un personaggio femminile molto analizzato anche psicologicamente, che fa da contraltare ai protagonisti maschili: un po’ bizzarri, talvolta grotteschi come Sasà, tratti da conoscenza reali della scrittrice. Particolarità de Il basilico di Palazzo Galletti è l’uso del dialetto, tanto da rendere necessario un glossario a fine libro: il siciliano “si usa tra il popolo” – ha detto la Torregrossa, in una digressione letteraria – “e lo abbiamo perso. Avevamo una letteratura dialettale nutrita fino a Pirandello, la nostra è una vera e propria lingua. Lo spartiacque è stato proprio Pirandello, che nell’invitare a distaccarsi dal dialetto per evitare una letteratura regionalizzata e confinata ha inibito un’intera generazione”. |3 Tale condizione è poi mutata con Andrea Camilleri: “Con Camilleri si è tornato a un siciliano che però è talvolta inventato, lo definirei un ‘camillerese’. Ha avuto il merito, da Maestro quale è, di portare il dialetto fuori dall’isola e nel mondo. Io amo molto la lingua palermitana, lo uso quotidianamente, e rimane per me l’espressione dell’affetto e dell’emotività. Certe cose, come le ‘ninne nanne’, non puoi non cantarle in dialetto”. Senza andare troppo in profondità nella trama del romanzo, che in quanto giallo presuppone determinate omissioni per lasciare al lettore il gusto della scoperta, la Torregrossa ha risposto ad alcune domande riguardanti la propria esperienza, umana, professionale e artistica. Con ironia e livello, la scrittrice si è soffermata sul tema migranti: “Per me l’errore di fondo è parlare di integrare il diverso. Dobbiamo accoglierlo, è come quando prendiamo marito, non si può integrare o cambiare, l’integrazione vera parte dall’accoglienza”. E sulle migrazioni ha ricordato la sua esperienza personale: “Non esagero se dico che quando a 14 anni mi dovetti trasferire a Roma, mi sentivo una terrona deportata al Nord. Roma era Nord, il primo trauma fu il raccordo. Mi colpì molto poi il verde che adornava la capitale, così diversa da Palermo che era molto più cementificata. Mi sembrava di essere a Londra. Roma, alla fine degli anni Sessanta, era una città molto chiusa, io parlavo un italiano corretto ma l’accento era forte e mi prendevano in giro, tant’è che smisi di parlare e la prima pagella fu una tragedia”. Sui suoi primi approcci alla scrittura, la Torregrossa ha raccontato di avere questa passione dall’età di cinque anni. Qualcuno si è accorto di lei, portandola al successo, ma nel frattempo la carriera medica l’ha impegnata come ginecologa. Che differenze ci sono tra questi due mondi, quello ospedaliero/sanitario e quello letterario? “Paradossalmente poche. Nel senso che in entrambi in casi entri nell’intimità della coscienza dell’interlocutore. Per me è una questione di umanità” – ha dichiarato la scrittrice – “perché la malattia oggi viene spesso associata allo stress: è vero, ma lo stress è un termine generico che indica disagio, scontentezza, cattiva qualità di vita. Bisogna far parlare il paziente oltre al sintomo, la terapia va bene ma il segreto del medico è saper entrare nella sfera più profonda se vuole dare risposte più forti. Uno scrittore fa lo stesso, analizza i personaggi nelle sue pieghe interiori. La mia professione mi ha aiutato moltissimo nella scrittura”. |2 Giuseppina Torregrossa ha dato prova di essere scrittrice vera, non solo per la cultura trapelata dalle sue parole e dallo stile che ha contraddistinto la chiacchierata, ma anche per i ‘trucchi’ che utilizza per scrivere un romanzo: una lavagna piena di post-it, una mappatura delle domande e delle risposte, quasi un metodo scientifico. A fare da bivio alla sua esperienza di vita è stata però la malattia che l’ha colpita: “Mi ha migliorato, è stata la mia grande occasione. Non per scadere nel new age, ma non ci si ammala per caso. Avevo una vita bella ma sospesa, ero fuori di me perché continuamente in fuga e mai dentro me stessa. La malattia ha rappresentato in tal senso un limite innegabile che mi ha fatto capire di dover cambiare approccio, pur continuando a lavorare ma rientrando dentro di me e rinnegando gli automatismi. Avevo fatto” – ha confessato l’autrice – “una brusca accelerata fuori di me, consumando le mie esigenze. Un medico non è detto che non possa essere paziente. Io ho sempre inteso così la mia professione, non come una missione ma come un’attività politica poiché la nostra azione ci deve rendere consapevoli di stare esercitando un potere. Da paziente, ho visto l’altro lato della medaglia”. Al termine della serata, interrotta da continui applausi spontanei, un lungo firma copie di oltre mezz’ora, un omaggio della serata e poi un degno finale per un incontro intenso e tra i più apprezzati nel colonnato ottocentesco della Casa delle Culture, insieme a Giuseppina Torregrossa, per vedere l’eclissi lunare. Una presentazione davvero indimenticabile per la soddisfazione della squadra di “Velletri Libris”, che adesso si prepara agli ultimi due appuntamenti di agosto con Paolo Genovese (mercoledì 1) e Antonio Dikele Distefano (venerdì 3), entrambi alle ore 21.00 alla Casa delle Culture.

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26/07/2018 Evento Sax 2018 a Velletri giunge alla Sedicesima edizione
Quattro eventi di grande spessore alla Casa delle Culture

EventoSax, manifestazione che nasce nel 2003 a Velletri ad opera di Fabrizio Paoletti e Valeriano Bottini, vuole presentare tutto quello che ruota intorno al sassofono: attraverso concerti, conferenze, masterclass, nuove composizioni, presentazione di cd esplorando prevalentemente viene il sassofono classico, forse meno conosciuto. Ha visto in queste sedici edizioni la partecipazione di moltissimi artisti internazionali come il sassofonista Spagnolo Alfonso Padilla, l’Ensemble SaxoVoce del Conservatorio de Cergy-Pontoise (Parigi) diretto da Jean-Pierre Ballon, il chitarrista Alberto Plaza, il Quartetto di sassofoni Accademia, il compositore e direttore d’orchestra Eduardo Hubert, i compositori neozelandesi Michael F. Williams, David Griffiths e tanti altri.

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Da qualche anno è stato anche istituito un concorso che ha permesso ad i giovani musicisti di esibirsi sia con orchestra che in concerti con accompagnamento del pianoforte. In questa sedicesima edizione, appunto, si esibirà la sassofonista spagnola Andrea Castaño che ha vinto il concorso EventoSax dello scorso anno, e sarà accompagnata dal pianista Jose Manuel Sanchez Ramirez.

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Sempre quest’anno avremo il graditissimo ritorno del Duo Olimpo, Silvio Rossomando e Giuseppe Giulio Di Lorenzo rispettivamente sassofono e pianoforte, vincitori di innumerevoli concorsi internazionali e del prestigioso Grand Prize Virtuoso a Brusselles. Altro importantissima partecipazione sarà quest’anno quella dell’Ensemble di sassofoni del Conservatorio “J. Tomadini” di Udine diretto dal maestro Fabrizio Paoletti, che si esibirà in tre concerti. L’appuntamento per tutti è per il concerto inaugurale del 2 agosto nel Chiostro della Casa delle Culture e della Musica a Velletri, con il quartetto “True Voices” composto dai sassofonisti “castellani” Carlo Maria Micheli, Davide Grottelli, Daniele Manciocchi, Claudio Giusti.

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25/07/2018 Sergio Rizzo a Velletri Libris: indagine sul potere finanziario inquinato e sulla impreparazione della classe dirigente
Tantissime persone alla Casa delle Culture per ascoltare il vice direttore di Repubblica

Un sistema bancario poco conosciuto e che sale alla ribalta per tanti scandali, ripercorsi con grande dovizia di particolari da un’inchiesta senza precedenti: è questo il tema centrale dell’ultimo libro di Sergio Rizzo, Il pacco. Indagine sul grande imbroglio delle banche italiane, edito da Feltrinelli. Il noto giornalista, scrittore e saggista è stato ospite del martedì sera di “Velletri Libris”, rassegna ideata e realizzata dalla Mondadori Bookstore Velletri in collaborazione con la Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura Città di Velletri. Oltre duecento persone ad ascoltare, da una voce esperta ed autorevole, le dinamiche finanziarie che spesso sembrano così lontane solo perché ascoltate tramite il filtro della televisione. C’è un filo rosso, tuttavia, che lega tutti i più grandi crack, a cominciare dal Banco di Napoli, un vero impero economico soprattutto per il Sud. Rizzo ha sottolineato come il “pacco”, cioè il fallimento che grava su chi ha comprato azioni bancarie, interessi tantissime persone, come nel caso di MPS. Non si tratta di fenomeni di cronaca limitati alle banche territoriali, perché le anomalie si ripetono e quello che fa impressione, come ribadito più volte dal giornalista, è l’assoluta impreparazione dei vertici dirigenziali nel gestire i ruoli che ricoprono. |3 La responsabilità dello Stato, tuttavia, non è minore: chi ha il controllo della vigilanza non può non accorgersi di determinate situazioni, ed è questo il sintomo maggiore del degrado della classe dirigente di un Paese che non ha un ricambio a livello di formazione e che non riesce a fermare dei “rubagalline che giocano con i miliardi”. L’istituto di vigilanza non funzionante, poi, spesso vede la premiazione dei suoi organi: chi diventa ministro, chi direttore, chi sottosegretario. Una vera e propria rete di inquinamento sul potere finanziario, dunque, quella che caratterizza un’Italia poco incline al risveglio perché fondamentalmente non pienamente addentrata nei temi. Uno dei casi più eclatanti fu quello di Banca Etruria: Rizzo ha detto, senza mezzi termini, che il Ministro Boschi ha sbagliato tutto all’epoca, poiché non ha valutato il peso di quella vicenda sia in termini politici che sociali. Un’altra grande mistificazione generale di questi argomenti va imputata alla stampa, spesso grossolana nell’identificare i risparmiatori come le vittime e lo Stato come il carnefice. Non è sempre così, ha spiegato Sergio Rizzo, spiegando che la “miscela esplosiva che ha distrutto i nostri risparmi” è ben più complicata. Una serata molto particolare quella della Casa delle Culture, che grazie all’ottima dialettica dell’autore è risultata gradevole e comprensibile a tutti nonostante le tematiche tecniche. Prima della presentazione, Sergio Rizzo ha risposto ad alcune domande su temi più specifici, dall’euro all’approccio dell’opinione pubblica sulle questioni finanziarie. Ecco la breve intervista rilasciata in esclusiva per “Velletri Libris”. |2

Sergio Rizzo, fra le tante questioni bancarie una domanda sulla faccenda “euro” è inevitabile. Se ne è parlato diverse volte, ma la politica si è sempre divisa. Oggi gli euroscettici sono al governo: secondo lei uscire dall’euro è soltanto propaganda o tecnicamente c’è un margine per farlo?

È certamente propaganda, è chiaro che ci si pensa o ci si è pensato, altrimenti non si spiegano dichiarazioni come quelle di Salvini che nel 2016 in un appuntamento pubblico disse ‘Se la Lega andrà al Governo usciamo dall’euro’. Le parole hanno un senso e quella è una dichiarazione impegnativa. Evidentemente il pensiero c’è stato, poi adesso non se ne parla perché si dice che non è nel contratto di governo, ma non mi pare che la comunità finanziaria internazionale sia molto tranquilla. Almeno a giudicare dallo spread, sempre intorno ai 200 punti base.

Proprio in merito al legame Governo/Finanza, come giudica l’atteggiamento assunto dal Presidente Mattarella per il famoso caso “Savona”?

Non lo giudico. Ha fatto quello che gli consentiva di fare la Costituzione. È quello che poteva fare e non ha fatto nient’altro rispettare un titolo della Costituzione stessa per cui è il Presidente della Repubblica a nominare i Ministri su proposta, visto che firma lui il decreto di nomina. Può anche non farlo.

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Lei ha dato al suo libro un titolo molto eloquente. A suo avviso l’opinione pubblica percepisce davvero la gravità dei crack finanziari oppure se ne rende conto solo se direttamente interessata? Parole come lo spread sono intese oppure rimangono concetti astratti?

Generalmente penso che gli italiani non siano ferrati su questa materia, non è un paese che ha una cultura finanziaria diffusa. Questo lo si vede con quello che è successo con i crack bancari, tante fregature. C’è impreparazione e quando si vanno a fare investimenti rischiosi spesso si agisce senza sapere, perché ci si fida di chi vende le obbligazioni. Vedo che poi la gente, giustamente, si arrabbia, ma pretende che lo stato ridia i soldi come se fosse normale. La colpa però non è dello Stato…

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25/07/2018 Rest Ensemble con Rebecca Raimondi, Michele Marco Rossi e Alessandro Viale
Alla Casa delle Culture e della Musica sabato 28 luglio 2018

 

Sabato 28 luglio ore 21,00: REST ENSEMBLE

Rebecca Raimondi, violino Michele

Marco Rossi, violoncello

Alessandro Viale, pianoforte

CASA DELLE CULTURE E DELLA MUSICA PROGRAMMA: FRANZ SCHUBERT

Trio in mi bemolle maggiore per pianoforte "Notturno", op. 148, D. 897

RICCARDO MALIPIERO Trio per violino,violoncello e pianoforte

JOHANNES BRAHMS Trio in Si maggiore per archi e pianoforte, op. 8

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25/07/2018 Giuseppina Torregrossa presentera il suo ultimo romanzo a Velletri Libris
La grande scrittrice alla Casa delle Culture

È la scrittrice Giuseppina Torregrossa la prossima ospite di “Velletri Libris”, rassegna internazionale di letteratura ideata e realizzata dalla Mondadori Bookstore Velletri-Lariano. Sul palco del Chiostro della Casa delle Culture arriverà l’affermata autrice palermitana per presentare il suo ultimo romanzo, Il basilico di Palazzo Galletti, edito da Mondadori. Una situazione di stasi, con Letizia, la protagonista, che decide di sottrarsi al Ferragosto festaiolo per prendersi cura della casa e delle sue piante di basilico, si evolve poi in un intensissimo caso che attraversa tutto il romanzo. Giuseppina Torregrossa, che ha esordito come scrittrice nel 2007 dopo una lunga carriera da medico, ha vinto numerosi premi letterari (“Donne e Teatro” nel 2008, “Nino Martoglio” e “Baccante” nel 2015) e con Il basilico di Palazzo Galletti torna sulla scena editoriale con questo romanzo imperniato di mistero. L’appuntamento è alle ore 20.30 con l’aperitivo letterario a cura di Casale della Regina e con la degustazione dei vini selezionati dal Crea (Cantina Marco Carpineti), mentre alle 21.00 avrà inizio la presentazione.

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24/07/2018 Teatro Artemisio-Gian Maria Volonte', si parte: ecco le date in cartellone per la stagione 2018-2019
Ecco le date della stagione teatrale 2018-2019. Abbonamenti da settembre

C’era grande fermento e attesa, dopo l’ottima programmazione della stagione teatrale 2017-2018, per conoscere la proposta culturale e i nomi che calcheranno il prestigioso palco del Teatro Artemisio-Volonté di Velletri a partire dal mese di novembre. La prima stagione, andata agli archivi con un’ottima risposta di pubblico sia in termini di abbonamenti che di tagliandi e con diversi sold out, aveva lasciato molta soddisfazione così come trapelato dalle dichiarazioni del Direttore Artistico Claudio Maria Micheli. Sulla base del duro lavoro svolto, finalmente sono ufficiali e da qualche giorno anche sui ledwall le date della stagione 2018-2019, per la quale sarà possibile sottoscrivere l’abbonamento a partire da settembre. La Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura ha dunque diramato il calendario che vedrà la prima il 13 novembre con un gradito ritorno, quello di Amanda Sandrelli, protagonista de “La locandiera”. Si prosegue il 2 dicembre con Stefano Benni e “Profius”. Terza data il 26 gennaio con “Come Cristo comanda” recitato da Enrico La Ginestra e Massimo Wertmuller. Il grande attore di cinema, televisione e teatro Emilio Solfrizzi sarà invece a Velletri il 17 febbraio con “Roger”. Sei donne per una serata in rosa il 16 marzo, “Tante facce nella memoria”, tra cui la nota attrice Carlotta Natoli e per la regia di Francesca Comencini. Ultima data in programma il 31 marzo con “Chi è di scena” di Alessandro Benvenuti. Una bella stagione, la seconda sotto la Direzione Artistica del Maestro Claudio Maria Micheli, e tanta qualità per un Teatro completamente rinato sotto la gestione della Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura. Nelle prossime settimane i dettagli sui singoli spettacoli e informazioni maggiori sulla campagna abbonamenti. Non resta che aspettare e poi godersi il sipario aperto del meraviglioso teatro veliterno.

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24/07/2018 Sergio Rizzo a Velletri Libris per presentare 'Il pacco. Indagine sul grande imbroglio delle banche italiane'
Altro ospite illustre alla Casa delle Culture e della Musica

Un’altra serata di spessore quella che andrà in scena, questa sera, nel Chiostro della Casa delle Culture e della Musica. Arriverà infatti, nell’ambito della rassegna nazionale “Velletri Libris” ideata e realizzata dalla Mondadori Bookstore Velletri in collaborazione con FondArC, il giornalista Sergio Rizzo, attuale vice-direttore di “Repubblica”. Autore del libro-inchiesta “La casta”, che ha visto ben ventidue edizioni e oltre 1 milione di copie vendute, Rizzo presenta il suo saggio “Il pacco. Indagine sul grande imbroglio delle banche italiane”, edito da Feltrinelli. Un’altra inchiesta su tutte le dinamiche bancarie di cui si sente parlare quotidianamente sui giornali e ai tg, dai conflitti d’interesse alle consulenze milionarie, tutto in barba alla trasparenza. L’eloquente titolo dell’opera lascia subito intendere quale sia il tenore della ricerca che Rizzo ha condotto sul potere finanziario italiano. L’appuntamento con l’autore è alle ore 21.00, mentre dalle 20.30 sarà possibile degustare i vini selezionati dal CREA con la Cantina Bacco di Nettuno e assaggiare le delizie prodotte dal Casale della Regina. Appuntamento alla Casa delle Culture!

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23/07/2018 Coloratissima Fiesta Flamenca alla Casa delle Culture e della Musica
Sabato 21 con Colle Ionci e Amroc

La suggestiva location del chiostro della Casa Delle Culture e della Musica di Velletri ha fatto da cornice alla coloratissima Fiesta Flamenca lo scorso sabato 21. Lo spettacolo, presentato da Francisca Berton e Caterina Lucia Costa, due capisaldi nell’ambiente del flamenco romano, ha visto protagoniste dieci giovani bailaoras che hanno regalato al pubblico entusiasta uno spettacolo vivace e festoso. La serata è stata accompagnata dalla musica dal vivo, con la chitarra di Sergio Varcasia, il cajón di Paolo Monaldi e con Claudio Merico al violino.

SERGIO VARCASIA chitarra

PAOLO MONALDI cajón e percussioni

CLAUDIO MERICO violino

FRANCISCA BERTON coreografie e bailaora solista

CATERINA LUCIA COSTA bailaora ospite

AL BAILE: Laura Bellofiore, Chiara Candidi, Valeria Castrucci, Agnese D'Errico, Sara Ferraro, Daniela Mannino Zivile Kriaciunaite e la prima ballerina della Compagnia FLAVIA LUCHENTI

Costumi di Daniela Catone

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21/07/2018 Simi e Recami per la Serata Sellerio: giallo, noir, famiglia, dubbi a Velletri Libris
Grande successo per la serata della Casa delle Culture

Un venerdì sera con una inedita doppia presentazione al Chiostro della Casa delle Culture e della Musica. Nell’ambito della rassegna internazionale di letteratura “Velletri Libris”, ideata e realizzata dalla Mondadori Bookstore Velletri-Lariano in collaborazione con la Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura, sono arrivati infatti due tra i più importanti autori contemporanei di gialli, Francesco Recami e Giampaolo Simi. Un evento, che ha visto protagonisti due scrittori Sellerio, molto interessante soprattutto per il filo conduttore della presentazione capace di snodarsi, con un filo logico continuo, in due romanzi completamente differenti per tematiche e stile. Francesco Recami e Giampaolo Simi, in perfetta armonia, hanno saputo tuttavia raccontare al meglio i punti salienti delle loro ultime fatiche letterarie, senza rinunciare ad aneddoti biografici che li vedono accomunati da un tratto, quello della toscanità, essendo nati rispettivamente a Firenze e Viareggio. Recami, con grande sagacia, ha spiegato che alla base de La clinica Riposo & Pace. Commedia nera n. 2, vi è una gran voglia di rispondere ai luoghi comuni (“Ma chi lo ha detto che le case di cura sono tutte piene di anziani che le persone non vogliono tenere a casa? E se nelle case stessero ancora peggio?”. Osservazioni a cui ha risposto Simi, dicendo che la madre è in una casa di riposo e quando sa che il figlio è in televisione se vi sono feste o cene risponde di non poterlo guardare). Simi, dal canto suo, ha enarrato i punti fondamentali che lo hanno condotto a scrivere questo romanzo: una forte indagine psicologica, un’avvincente ricerca ricca di tensione e di realismo, a contatto con un caso di cronaca tutto da scoprire. Come una famiglia, infatti, è la terribile vicenda di un padre che si trova ad indagare sul presunto misfatto di suo figlio, lacerato dal terrore di scoprire ciò che non vorrebbe e alimentato dalla speranza di smentire i sospetti. I due autori, che hanno interloquito fra loro oltre a rispondere alle domande di Ezio Tamilia, si sono soffermati su diversi temi come il mondo dei social (“Ho paura ad accedervi perché scoprirei quanta demenza aleggia anche in persone che stimo”, ha chiosato Recami) o quello del calcio, che Simi cita nella sua opera poiché il figlio del protagonista è una giovane promessa del pallone. |2Proprio Simi, fra l’altro, è parte della Nazionale Italiana Scrittori: “Ci dicono sempre che sulla carta siamo imbattibili” e che “di testa non ci supera nessuno”, ha detto scherzosamente l’autore. Nel finale, prima del firma-copie, un simpatico omaggio a Francesco Recami che ha festeggiato ieri il suo sessantaduesimo compleanno ed è stato quindi sorpreso, sul palco, con una torta e una candelina da spegnere fra gli applausi del pubblico. Una serata intensa con due autori molto espressivi e disponibili, che hanno riflettuto su temi prettamente letterari confermando la grande qualità della loro arte scrittoria. Prima della presentazione, entrambi, hanno rilasciato due brevi interviste per “Velletri Libris” in cui hanno svelato qualcosa in più dei loro romanzi. Prossimo appuntamento con la rassegna martedì alle ore 21.00 con Sergio Rizzo, che presenterà Il Pacco. Indagine sul grande imbroglio delle banche italiane, edito da Feltrinelli.

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Intervista a Francesco Recami

La clinica Riposo & Pace è una commedia nera. Come ci spiega la propensione alla scrittura di opere che hanno questo tenore?

Queste commedie nere mi vengono per un atteggiamento punk. Fondamentalmente hanno un fine un po’ offensivo: sono stufo delle melensaggini, mi piace provare a scrivere commedie che siano divertenti - perché l’obiettivo è quello - però su temi molto scuri, neri e scomodi.

Si può considerare, in base a quanto dichiara, una risposta a certa letteratura?

Esatto, è proprio così. Devo dire che se non ho una molla e se non ce l’ho con qualcuno o con qualcosa non scrivo. Non riesco a partire…

Un atteggiamento comune a molti scrittori. Ci sono maestri del Novecento che l’hanno ispirata in quest’opera?

Posso dire quelli che mi piacciono. Per esempio Federigo Tozzi, un senese che è stato riscoperto al pari di Svevo e Pirandello e che ha quella acidità di grandissimo livello letterario. Direi che per me è un modello.

Lei ha citato Tozzi: Il podere può essere oggetto di un confronto con La clinica Riposo & Pace?

È una storia familiare molto cattiva anche Il podere, come tante commedie nere che ho scritto e altre che ce ne saranno su temi familiari. Sicuramente io non ho il respiro letterario di Tozzi, ma è uno dei pochi scrittori che mi piace in quest’ambito. Devo dire che sarà che sono vecchio invecchiato io ma è difficile che trovi un autore che mi piace dopo gli anni Sessanta…

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Intervista a Giampaolo Simi

Come una famiglia è una storia molto complessa. Ci può raccontare, in breve, la genesi di questo romanzo?

Come una famiglia è la storia della famiglia di Dario Corbo, un personaggio che molti lettori hanno incontrato ne La ragazza sbagliata, che si ritrova con un figlio alle soglie di una possibile carriera calcistica importante, una speranza del calcio italiano. Alcune società importanti stanno pensando di ingaggiarlo ma dopo una partita importante in un torneo internazionale, una serata in discoteca si conclude con una ragazzina al Pronto Soccorso con segni di violenza sessuale e fisica molto grave. Denuncia di essere stata picchiata e violentata da un ragazzo che gioca a calcio. La genesi è in queste poche parole, è una storia molto forte e importante che ho avuto voglia di scrivere perché mette una famiglia di fronte al sospetto terribile e dall’altra parte il protagonista ha dovere di difendere il figlio e proteggerlo anche da se stesso. Come una famiglia è una lunga lettera di Dario Corbo a un figlio accusato di violenza sessuale, si ricostruisce la vicenda tempo dopo e Corbo racconta cose che neanche lui sapeva…

Essendo un romanzo che parla di dubbi e interrogativi, quali sono i tratti psicologici più marcati di chi scrive questa “lunga lettera”?

Sicuramente i tratti di un padre dilaniato dal dovere di proteggere il figlio ed evitargli le cose più dure a cui può andare incontro, con pene gravi e un reato grave. Dall’altro lato c’è un uomo che si interroga sulla verità e sul fatto che se questa verità detta dal figlio sia raccontata per intero, se ci sia una verità non raccontata per paura e per difesa di qualcuno. È un labirinto di interrogativi in cui Corbo da padre e giornalista si mette, lo percorre con molta tenacia, con dolore e preoccupazione. Alla fine però ne esce…

Intimamente, Dario Corbo vacilla o non mette mai in discussione l’innocenza del figlio?

Parte con l’idea che il figlio non possa aver fatto niente del genere, perché non ha mai avuto condotte antisociali o violente. Da padre e con il raziocinio di chi ha conosciuto questo figlio, anche se lui è stato un po’ assente, ha la certezza che niente di ciò che si sospetta possa essere accaduto per mano del figlio.

Interviste e testo a cura di Rocco Della Corte

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21/07/2018 Evento Sax alla Casa delle Culture
Molte iniziative musicali a Velletri

2-10 agosto 2018 – Evento Sax – XVI edizione

In collaborazione con il conservatorio Jacopo Tomadini di Udine

Docente: Fabrizio Paoletti

2 agosto ore 21:00 concerto Quartetto True Voices Carlo Micheli, Davide Grottelli, Daniele Manciocchi, Claudio Giusti

6 agosto ore 21:00 concerto Duo Olimpo Silvio Rossomando, sassofono – Giuseppe Giulio Di Lorenzo, pianoforte

7 agosto ore 21:00 concerto dalla Spagna Andrea Castaño, sassofono (vincitrice Concorso Evento Sax 2017) Jose Manuel Sanchez Ramirez, pianoforte

8 agosto ore 21:00 concerto (a Nemi) Ensemble di sassofoni del conservatorio di Udine Dir. Fabrizio Paoletti

9 agosto ore 21:00 concerto Ensemble di sassofoni del conservatorio di Udine Dir. Fabrizio Paoletti

10 agosto ore 21:00 concerto (a Genzano) Ensemble di sassofoni del conservatorio di Udine Dir. Fabrizio Paoletti

Amroc. Colle Ionci. Fondarc Ass. Chitarristica Castelli Romani Naxos in Musica Conservatorio “J. Tomadini” di Udine Info: colleionci@gmail.com www.associazionecolleionci.eu www.accademiamusicaleromacastelli.eu tel. 371.1508883

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19/07/2018 I grandi scrittori Sellerio Francesco Recami e Giampaolo Simi per il venerdi di Velletri Libris
Alla Casa delle Culture si presentano due romanzi Sellerio con la Mondadori

Interessante proposta letteraria venerdì 20 luglio, nel Chiostro della Casa delle Culture e della Musica, per la nuova serata di “Velletri Libris”, rassegna ideata e realizzata dalla Mondadori Bookstore Velletri-Lariano. Saranno ospiti, infatti, due tra i più importanti scrittori Sellerio del momento: Francesco Recami e Giampaolo Simi. Una “Serata Sellerio” all’insegna del giallo, per approfondire e conoscere due nuovi romanzi gialli che hanno diverso svolgimento ma rappresentano due pezzi di indiscussa qualità letteraria. Ironia, critica sociale e vecchiaia i temi chiave de La clinica Riposo & Pace di Recami, mentre protezione, amore e sospetto sono gli aspetti più intriganti di Come una famiglia di Simi. Il duo, intervistato da Ezio Tamilia, darà vita ad un dibattito intrigante non solo per la discussione letteraria ma anche per l’inedita formula. La serata, come sempre, sarà anticipata dai raffinati assaggi curati da Casale della Regina e dai vini selezionati dal Crea, della cantina “Riccardo Di Palma”. L’evento, organizzato dalla Mondadori di Velletri e dai suoi titolari Guido Ciarla e Aurora De Marzi, è realizzato in collaborazione con la Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura Città di Velletri e con il supporto dei partner Casale della Regina, Banca Popolare del Lazio, Happybroker, Albagiemme, Bubu7te, CREA Velletri, Pro Loco e PubbliR. L’ingresso è naturalmente libero: un’occasione da non perdere (si inizia alle 20.30 con l’aperitivo e alle 21.00 con la presentazione) con due scrittori di grande qualità.

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18/07/2018 Laura Morante ha presentato il suo primo lavoro letterario: racconti con la nostalgia dei sogni giovanili
Pubblico presente con numeri massicci nel Chiostro della Casa delle Culture

Un Chiostro gremito di gente (quasi cinquecento persone) e una splendida serata d’estate alla Casa delle Culture e della Musica di Velletri a fare da contesto ideale all’incontro con Laura Morante, nell’ambito della rassegna internazionale di letteratura “Velletri Libris” ideata e realizzata dalla Mondadori Bookstore Velletri-Lariano. La nota attrice, al suo esordio letterario, ha presentato, dialogando con Ezio Tamilia, il suo libro Brividi immorali edito da La Nave di Teseo. Carismatica, disponibile ed empatica nei confronti del pubblico, la Morante ha subito spiegato il perché di un ingresso sulla scena editoriale con una raccolta di racconti: l’idea di un romanzo, associata ad un lavoro continuativo, l’ha inizialmente destabilizzata e ha così ripiegato su una forma più “libera” di scrittura che poi è andata via via assemblandosi in un’omogenea raccolta data alle stampe in questo 2018. Concetto chiave ricorrente in tutto il romanzo è quello di “immedesimazione”: non si può non tentare di entrare nella mente di persone lontane da noi, perché “nessun fenomeno si può citare senza un approccio contemplativo”, ha spiegato l’autrice, facendo riferimento alle note vicende di attualità che riguardano i migranti e gli sbarchi. Quanto di autobiografico ci sia, invece, nella raccolta è tutto da vedere: “in ogni vita” – ha dichiarato la scrittrice – “ci sono spunti interessanti. Sicuramente l’infanzia e l’adolescenza, con i luoghi e colori che le hanno contraddistinte, sono le fasi che più mi hanno affascinato. Più che una nostalgia del vissuto” – ha precisato in risposta alla domanda postale da Ezio Tamilia – “direi che ho una nostalgia dei sogni, quei sogni che anche Leopardi conferma essere vivi nei periodi giovanili”. Il cognome, Morante, non può che far pensare alla grande scrittrice Elsa: “Quando ho deciso di scrivere ho provato a non pensarci troppo”, ha detto l’autrice di Brividi immorali, raccontando la sua decisione di tentare l’esperienza nel mondo delle lettere dopo l’affermazione in campo cinematografico con i grandi mostri sacri (Bertolucci e Monicelli su tutti). |2

La passione primaria di Laura Morante, però, era la danza: “Per un po’ di tempo” – ha svelato l’attrice – “sono stata una danzatrice professionista. Ma non sono mai stata all’altezza dei miei sogni da ballerina”. La carriera attoriale l’ha portata a grandi successi, con pellicole di tutti i tipi. La prima considerazione in merito al cinema italiano Laura Morante ha voluto dedicarla al genere: “è più difficile far ridere che far piacere, la commedia è un’arte difficile basata sul ritmo e sull’interpretazione”. “Personalmente” – ha aggiunto – “sono sempre stata terrorizzata dal palco, dall’entrare in scena. Sono un’ex timida, mi sono ricreduta quando mi fecero notare che la timidezza è un’ammissione di egocentrismo perché si sta dando valore al solo fatto che tutti ti guardino”. Se gli attacchi di timidezza sono rari, ben precisa è invece la scelta del lavoro: “Mi concentro più sul film in generale che sui personaggi in particolare”. Scrivere, ha concluso la Morante prima di dedicarsi ad un lunghissimo firma-copie e a tante foto-ricordo, rispetto alla recitazione presuppone una creatività diversa. “Mi piacerebbe continuare a pubblicare libri”, ha chiuso l’ospite della serata, guadagnandosi i forti applausi dei tanti intervenuti. In esclusiva per “Velletri Libris”, Laura Morante ha rilasciato una breve intervista rispondendo a due domande inerenti la sua esperienza biografica e professionale.

Che effetto fa questo esordio letterario, e che differenza c’è tra primo libro e il primo film? È di fatto un nuovo esordio artistico…

È il quarto esordio artistico in realtà, poiché ho esordito come ballerina, attrice, regista e poi adesso con il libro. Io sono cresciuta nei libri, nella mia famiglia che viveva in provincia erano molto più presenti i libri che i film. La letteratura era il sogno di tutti noi e tutti più o meno scriviamo, in famiglia, chi di nascosto e chi no. L’idea dell’esordio, come succede spesso, mi era stata proposta varie volte ma non l’avevo mai voluta prendere in considerazione. Poi Elisabetta Sgarbi (direttrice editoriale della casa editrice La Nave di Teseo che ha pubblicato il volume, ndr) è stata determinata e con il rapporto di affetto che ci lega, visto che ho lavorato con lei, ci conosciamo e ci vogliamo bene, è riuscita a convincermi. Per vincere le mie resistenze si è presentata già con il contratto compilato… |3

Un libro come un film è un’esposizione, artistica, al giudizio del pubblico. Qual è il commento che le è rimasto più impresso, in positivo o anche in negativo, in merito a questa prima pubblicazione?

Al momento sicuramente sono rimasta colpita dall’articolo pubblicato sul Corriere della Sera che recensiva il mio libro, e invece riguardo ai commenti un amico, che per altro è scrittore, mi ha detto una frase che mi ha fatto un certo effetto: dopo avermi letta, ha detto che i miei racconti sembrano scritti da un elfo...

Una bellissima serata impreziosita anche dalla grande gentilezza dell’autrice, che ha dedicato il suo tempo a tutti i fans firmando autografi e scattando foto. Un tutto esaurito che conferma la qualità e l’intuizione di “Velletri Libris”, ideata e realizzata dalla Mondadori Bookstore, e con l’ausilio dei partner Banca Popolare del Lazio, Casale della Regina, Happybroker, Albagiemme, CREA Velletri, Pro Loco, Bubu7te, PubbliR, Click per le splendide fotografie e la collaborazione con la FondArC. Prossimo appuntamento venerdì con una serata interessante e ben due scrittori: Francesco Recami e Giampaolo Simi, un duetto tutto da ascoltare e scoprire (ore 21.00 al Chiostro).

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18/07/2018 Katia Ricciarelli ospite d'onore a Velletri
Alcuni scatti della grande musicista in Auditorium

Era l'ospite più attesa e non si è sottratta di certo alle foto-ricordo Katia Ricciarelli. Presente a Velletri lunedì 16 e martedì 17 luglio per le "Settimane Musicali 2018", la nota attrice e musicista ha apprezzato molto la location della Casa delle Culture e tenuto le sue lezioni nella vasta programmazione musicale estiva. Al termine foto ricordo per giornate indimenticabili che i presenti hanno vissuto, a contatto con una grande artista.

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Foto 1: Masterclass di Katia Ricciarelli il 16 e 17 luglio presso la Casa delle Culture e della Musica in occasione delle Settimane Musicali - XVI ediz., organizzate dall'Ass. Colle Ionci, AMRoC, FondArc, in collaborazione con Naxos in Musica

Foto 2: Da sinistra: Gianluigi Daniele, Giuseppe Gullotta, Katia Ricciarelli, Martina Dukovsk, Corrado Valvo, Valeriano Bottini, Shangrong Jiang Foto di Marco Martini

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17/07/2018 Concorso Internazionale Premio Castelli Romani
18 luglio alle 21

Si svolgerà mercoledì 18 luglio, alle ore 21.00, il concerto finale della II edizione del Premio Internazionale Castelli Romani. Nella splendida cornice dell'Auditorium della Casa delle Culture e della Musica, con il patrocinio della Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura diretta dal Maestro Claudio Maria Micheli, Giuseppe Gullotta, Yang Yan, Chiara Mogini, Shangrong Jang, Fabrizio Ventri daranno vita ad un concerto indimenticabile. L'evento è organizzato, come sempre, dall'Associazione Culturale Colle Ionci e dall'Accademia di Alto Perfezionamento Musicale dei Castelli Romani diretta da Valeriano Bottini.

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17/07/2018 Festa Flamenca nel sabato della Casa delle Culture
Sabato 21 luglio ore 21

Francisca Berton & Caterina Lucia Costa presentano "Fiesta Flamenca". Dieci giovani bailaoras di flamenco offriranno al pubblico uno spettacolo vivace e festoso con le coreografie di Francisca Berton, coreografa e solista della Compagnia. Lo spettacolo sarà accompagnato dalla musica dal vivo, con la chitarra di Sergio Varcasia, il cajón di Paolo Monaldi e con Claudio Merico al violino. Caterina Lucia Costa è la bailaora ospite che danzerà uno dei "palos" (stili) più emblematici e ritmicamente complessi del flamenco: la seguiriya. "Palos" austeri come il martinete si alterneranno a "bailes" allegri come la Guajira e la Cantiña, per poi terminare por Sevillanas, ballo tradizionale protagonista della "Feria de Sevilla" e delle feste in genere.

SERGIO VARCASIA chitarra

PAOLO MONALDI cajón e percussioni

CLAUDIO MERICO violino

FRANCISCA BERTON coreografie e bailaora solista

CATERINA LUCIA COSTA bailaora ospite

AL BAILE: Laura Bellofiore, Chiara Candidi, Valeria Castrucci, Agnese D'Errico, Sara Ferraro, Daniela Mannino Zivile Kriaciunaite e la prima ballerina della Compagnia

FLAVIA LUCHENTI

Costumi di Daniela Catone

Biglietti: 12 € ( intero), 10 € ( ridotto x gruppi), 8 € (bambini)

Per informazioni, prenotazioni e riduzioni: info@algecirasflamenco.com algecirasflamenco@gmail.com CASA DELLE CULTURE E DELLA MUSICA Piazza Trento e Trieste - VELLETRI Sabato 21 Luglio 2018 ore 21:00

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16/07/2018 Katia Ricciarelli alla Casa delle Culture per le settimane musicali 2018
16 e 17 luglio con la grande musicista a Velletri

E' Katia Ricciarelli l'ospite d'onore della "Settimana Musicale" in corso alla Casa delle Culture e della Musica. Lunedì e martedì la grande musicista è infatti protagonista a Velletri per l'evento organizzato da Associazione Colle Ionci, Accademia di Alto Perfezionamento dei Castelli Romani e Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura Città di Velletri. Un'artista che non ha bisogno di presentazioni nel campo della musica.

Katia Ricciarelli ha studiato al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, debuttando a Mantova nel 1969 con La bohème e apparendo l'anno successivo al Regio di Parma ne Il trovatore. E' salita alla ribalta nel 1971 dopo aver vinto il "Concorso Internazionale Voci Verdiane" della RAI eseguendo un'aria da Il corsaro. Si è esibita nei maggiori teatri del mondo: Lyric Opera di Chicago (1972), Teatro alla Scala (1973), Royal Opera House di Londra (1974), Metropolitan Opera (1975), spaziando tra le opere di Puccini, Verdi, Rossini, Donizetti e altri, e raggiungendo livelli di particolare eccellenza nella seconda metà degli anni '70 (Anna Bolena, Parma 1977; Tancredi, New York 1978). Negli anni ottanta, iniziò una collaborazione decennale col Rossini Opera Festival di Pesaro cogliendo successi notevoli nel repertorio belcantista: Rossini principalmente (Semiramide, Elena ne La donna del lago, Bianca in Bianca e Falliero a fianco di Marilyn Horne, Ninetta ne La gazza ladra, Madama Cortese nella storica prima ripresa assoluta de Il viaggio a Reims sotto la direzione di Abbado), ma anche Donizetti (si ricorda soprattutto Lucrezia Borgia a Bologna nel 1984). Sempre egli anni ottanta iniziò a manifestarsi un certo declino vocale, causa di alcuni insuccessi, soprattutto in ruoli troppo spinti per le sue caratteristiche vocali. Nel 1983 cantò Aida alla Royal Opera House di Londra, forte dell'incisione di due anni prima e dell'irrobustimento della voce, ma fu fischiata a causa della difficoltà negli acuti estremi; tre anni dopo debuttò in modo non felice a Trieste con Norma. Inoltre è nota la performance alla Scala del maggio 1989 in Luisa Miller, quando fu aspramente contestata; alla fine dell'opera uscì sul palcoscenico infuriata, inveendo contro gli spettatori. Nel 1994, per i venticinque anni di carriera, è stata insignita del titolo di Kammersängerin a Vienna e di Grande Ufficiale della Repubblica Italiana. Nel 1999 in occasione del 30º anniversario di carriera ha debuttato in Fedora. Negli anni 2000 ha sfoltito la carriera operistica, limitando la sua attività al Politeama Greco di Lecce, di cui è stata direttrice artistica e dove ha debuttato in nuove opere: Werther (2001), Le convenienze ed inconvenienze teatrali (2002), Rinaldo (2003). Ha ricoperto la carica di direttore artistico dello Sferisterio di Macerata dal 2003 al 2005. Nello stesso periodo ha affiancato all'attività musicale la nuova carriera di attrice, inizialmente in film TV e fiction, successivamente in film d'autore ricoprendo anche ruoli da protagonista, come ne La seconda notte di nozze di Pupi Avati, la cui interpretazione le è valso il Nastro d'Argento. Si è dedicata inoltre al musical, interpretando Caruso (2002) e Gloriosa (2008). Dotata di una voce di timbro etereo, morbida e luminosa, di una spiccata musicalità e di senso del fraseggio, è celebre per i filati, le smorzature e i pianissimi, ma la mancanza di un'autentica tecnica virtuosistica e la mai completa padronanza tecnica del registro acuto a voce piena hanno destato alcune riserve, oltre ad aver causato un declino vocale relativamente precoce.

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16/07/2018 Concerto lirico con Xianglei Fang, Li Jing, Shangrong Jiang, Corrado Valvo
Settimane Musicali con tantissime iniziative in programma per luglio 2018

Settimane Musicali 2018 che proseguono, con l'organizzazione di Associazione Colle Ionci, Accademia di Alto Perfezionamento Musicale Castelli Romani e Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura Città di Velletri. Giovedì 19 luglio, alle ore 21.00, avrà luogo un concerto lirico con il soprano Xianglei Fang, il soprano Li Jing, il baritono Shangrong Jiang e al pianoforte Corrado Valvo. L'iniziativa è inserita nell'ambito delle lezioni, masterclass e concerti della ricca programmazione musicale estiva della Casa delle Culture e della Musica di Velletri.

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16/07/2018 Masterclass con Renato Bruson alla Casa delle Culture
Sabato 28 luglio alle 21

Sabato 28 luglio, alle ore 21.00, presso la Casa delle Culture e della Musica nell'ambito delle "Settimane Musicali" 2018 organizzate da Associazione Colle Ionci, Accademia di Alto Perfezionamento Castelli Romani e Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura, avrà luogo un concerto lirico con Renato Bruson, musicista di fama internazionale. Appuntamento all'ex Convento del Carmine veliterno per una serata indimenticabile

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15/07/2018 Teatro Artemisio, si riparte: intervista al Direttore Claudio Micheli sulla stagione 2018-2019
Sono state svelate le date della seconda stagione dopo un ottimo rilancio del Teatro

Il Teatro Artemisio-Volontè riparte ed è pronto a vivere una nuova intensa stagione, ricca di artisti e spettacoli di qualità con nomi importanti del panorama nazionale. Se c'è attesa per la seconda stagione dello storico palco veliterno, il Direttore Artistico della Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura Claudio Micheli ha voluto, in una breve intervista, fare un riepilogo del primo anno di lavoro in ambito teatrale e svelare quella che sarà la programmazione in cartellone per il 2018-2019. Tre domande a cui il Maestro ha risposto in maniera completa e articolata, come suo costume, dando delle indicazioni precise anche sulla 'rotta' da seguire per continuare l'opera di rilancio dello splendido Teatro di via Edmondo Fondi.

M° Claudio Micheli, si è conclusa nel 2017-2018 una stagione teatrale che ha visto arrivare al Teatro Artemisio nomi di spessore. Un bilancio in termini di qualità e di gradimento e come giudica, fra abbonati e tagliandi singoli, la risposta della città alla proposta culturale dello storico teatro veliterno?

La stagione teatrale del Teatro Artemisio Gian Maria Volonté terminata da poco ha rappresentato per la Fondazione, ma anche per tutta la cittadinanza ed in particolar modo per coloro che hanno frequentato con assiduità e positiva curiosità il teatro comunale, una scommessa vinta in tutti i sensi. Il gradimento per la programmazione è stato molto alto ed i titoli messi in cartellone, recitati da personaggi di fama nazionale, hanno dato forza e credibilità al nostro teatro, finalmente alla pari di altre realtà più blasonate. Il numero dei partecipanti tra abbonati e singoli biglietti staccati ha prodotto anche alcuni sold out, con Lello Arena e Anna Galiena su tutti, di cui siamo veramente soddisfatti e, senza falsa modestia, ci prendiamo anche un po’ di merito. La mia idea era quella di invitare nella nostra città artisti di categoria superiore ed invertire la rotta togliendo quell’alone di teatro di paese senza ambizione alcuna, permettendo così al nostro pubblico di usufruire di queste rappresentazioni senza andare per forza a Roma, a Latina o altrove pagando biglietti molto più alti con il viaggio e annessi e connessi vari. Ci siamo riusciti.

Allestire una stagione teatrale o concertistica non è semplice, eppure lei ha svelato sui social qualche nome per il 2018-2019: può darci qualche anticipazione?

L’allestimento di una programmazione teatrale, musicale o di altre discipline, mirata e di qualità è un compito che solo professionisti e gente del settore riesce a fare con criteri di conoscenza e scelte vincenti, senza nulla togliere a chi di dovere è deputato a farlo per la propria cittadinanza. Ho sempre pensato che la collaborazione tra Enti e professionisti sia la carta vincente in ogni settore. Lo stesso criterio lo stiamo affrontando giornalmente in Fondazione dove, oltre all’aiuto offerto dal CdA e dall’Amministratore, il Direttore Artistico si confronta continuamente con professionisti e associazioni che possano concorrere a far raggiungere i risultati, anche i più difficili e complessi, in breve tempo e con certezza dell’esito finale. I molteplici eventi messi in campo dalla Fondazione in questo anno e mezzo ne sono testimoni. La Casa delle Culture e della Musica in questi giorni sta raggiungendo il massimo di presenze che può contenere grazie ai concerti, alle master class internazionali, alla seconda edizione di Velletri Libris con sold out tutte le sere, si avrà poi in settembre il Festival dei Castelli Romani e in ottobre la "Campaniliana" che dopo il successo della prima edizione ha ricevuto in questi giorni il patrocinio del Mibact - Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Il Teatro Artemisio come forse saprete in questi mesi estivi è chiuso per affrontare dei lavori interni che apporteranno alcune migliorie per renderlo più ospitale e funzionale anche sotto l’aspetto tecnico. Sarà riaperto al pubblico quanto prima e produrrà una stagione di tutto rispetto come quella appena terminata. Posso solo dire che ospiterà personaggi come Stefano Benni, Amanda Sandrelli, Michele La Ginestra, Massimo Wertmüller, Emilio Solfrizzi, Alessandro Benvenuti, il gruppo di attrici Mia Benedetta, Crescenza Guarnieri, Bianca Nappi, Carlotta Natoli, Simonetta Solder e Chiara Tomarelli tutte dirette dalla regista Francesca Comencini nell’opera “Tante facce nella Memoria”, sei storie di donne partigiane e non che nel '44 vissero l'eccidio delle Fosse Ardeatine, molto toccante. Naturalmente aspettiamo tutti i nostri abbonati della scorsa stagione ed anche i nuovi ricordando che entro i primi giorni di Settembre partirà la campagna abbonamenti.

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Oltre alla programmazione, in che modo la Fondazione e il Comune in sinergia stanno lavorando per rendere più accogliente il Teatro Artemisio-Volonté?

Come già accennato quando le forze si uniscono, senza sprecare risorse e guardando tutti allo stesso risultato, le cose si possono fare e anche bene. Ad esempio l’Amministrazione Comunale sta provvedendo al rifacimento del palcoscenico ed alla correzione di alcuni difetti dell’impianto di aerazione e su questo argomento voglio ringraziare i dottori Sollami, Bilei, Appolloni, Guastella che con la loro professionalità e dedizione al caso stanno facendo in modo di risolvere queste criticità in breve tempo. La Fondazione d’altro canto sta acquistando materiale audio/video/luci per integrare quello esistente rimodulando gli impianti già in essere, oltre ad una linea completa di comunicazione tra regia, palco e biglietteria che permetterà agli addetti ai lavori di poter svolgere il proprio compito in condizioni più professionali. Tengo a ribadire anche in questa occasione che la Fondazione Arte e Cultura ha sempre voluto collaborare con l’Amministrazione Comunale, conscia del fatto che per raggiungere risultati vincenti e reali bisogna saper lavorare insieme e con criteri di serietà da ambo le parti, quella strettamente di supporto logistico da parte del Comune e quella più specifica di saper mettere in campo eventi culturali ed artistici con competenza e professionalità da parte della Fondazione. Se si pensa, solo per fare un esempio, al costo che può avere una stagione teatrale come quella sopra esposta, considerando gli incassi che può permettersi il nostro teatro con 422 posti a disposizione e con prezzi dei biglietti relativamente popolari - nulla in confronto a quelli della capitale per vedere lo stesso spettacolo - è evidente che si deve andare alla ricerca di contributi ministeriali o regionali che possano aiutare a realizzare una stagione di questo livello. Ci sono e allora perché non accedervi? E’ per questo motivo che lo scorso anno, dopo mio suggerimento, il Comune ha aderito per un anno all’ATCL – Associazione Teatrale tra i Comuni del Lazio - senza impegno oneroso da parte dell’Amministrazione tranne una minima quota di iscrizione, consentendo al Teatro Artemisio di usufruire di fondi dedicati a queste attività che il Mibact, tramite ATCL, mette a disposizione dei teatri così da poter realizzare, per quel che ci riguarda, una stagione importante e godibile. Questa secondo me è una operazione vincente, poter attingere unendo le forze a quelle scarse ma preziose risorse che in questo momento il nostro paese Italia mette a disposizione della cultura e dell’arte in generale. Si può fare se si è uniti e concentrati su un obiettivo comune. Confido molto nella persona del nostro nuovo Sindaco e della sua Giunta affinché questa collaborazione tra i due Enti, come in un recente passato, possa continuare a dare ottimi risultati.

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14/07/2018 La Casa delle Culture ospita la grande attrice Laura Morante al suo esordio letterario con Brividi Immorali
Attrice di successo, ora si cimenta nella scrittura con il suo primo libro

Laura Morante, attrice di grande bravura e di conclamato successo, ha esordito proprio quest’anno nel mondo della letteratura con una raccolta di racconti edita da La Nave di Teseo. Brividi immorali. Racconti e interludi è una full immersion in storie di famiglie, coppie, amici. Bugie, verità e tradimenti, ricordi e nostalgie di un tempo che non cancella le ferite, problemi morali ed etici che hanno come filo conduttore il concetto del ‘brivido’, inteso come sensazione spontanea, incontrollabile e quindi, perché no, anche immorale. Dopo tante esperienze che l’hanno vista protagonista, Laura Morante con il suo esordio letterario impreziosisce la programmazione di “Velletri Libris” che martedì 17 luglio alle ore 21.00 accoglierà la scrittrice per ascoltare dalla sua voce le emozioni dei primi passi con il mondo della scrittura. La serata, organizzata dalla Mondadori Bookstore Velletri-Lariano, sarà anticipata da degustazioni di vini a cura della Cantina Cinque Scudi e da assaggi raffinati preparati con cura e minuzia dal Casale della Regina. Durante la serata sarà disponibile intrattenimento ludico per bambini a cura di Bubu7te, mentre l’allestimento del Chiostro con la pianta tipica di Velletri è a cura de “Le Camelie del Generale”.

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14/07/2018 Paolo Hendel, risate ed entusiasmo: 'Scrivo per il bisogno fisiologico di ridere di quello che ho intorno'
Grande partecipazione per la serata di Velletri Libris

Irriverente, spontaneo, ironico e travolgente. Paolo Hendel, di fronte all’ennesimo tutto esaurito della Casa delle Culture e della Musica, ha presentato il suo ultimo libro nell’ambito della rassegna “Velletri Libris”, ideata e realizzata dalla Mondadori Bookstore Velletri con la collaborazione della FondArC. Il noto comico e attore ha parlato del romanzo La giovinezza è sopravvalutata, edito da Rizzoli, dando vita con la propria spigliata simpatia ad un vero e proprio show. Il libro abbina una parte artistica e creativa, dovuta anche alla formazione di Hendel (dottore in lettere), a quella scientifica curata insieme alla geriatra Maria Chiara Cavallini che fornendo delle schede reali di alcuni pazienti ha dato lo spunto ad Hendel per lavorare su questa temuta e irrimediabile fase della vita che è la terza età. Un periodo che, secondo l’autore, è tutt’altro che da vivere negativamente: “L’unica soluzione per non arrivarci è morire prima, ma non mi sembra una grossa idea”, ha chiosato suscitando le risate delle oltre duecentocinquanta persone presenti nel Chiostro. Dal “manifesto per una vecchiaia felice” alle situazioni di tutti i giorni è un battito di ciglia per lo spensierato Hendel: “Avete fatto caso che dopo i cinquanta anni a cena si parla di un sacco di argomenti che conciliano l’appetito, come gastroscopie, colonscopie, malattie. Per gli uomini, in particolare, la prostata è l’argomento base. Io pensavo fosse un ingrediente da utilizzare in cucina, ma dopo aver girato tanti urologi ho capito che è un problema”. La paura delle malattie è una delle costanti per gli uomini e per le donne che superano il mezzo secolo. Il flagello è il web, che spesso con enciclopedie mediche e contenuti poco affidabili contribuisce a confondere: “Il dottor Google è il più interpellato. Lo ascoltano tutti. Ma possibile? Sì, possibile. Se pensiamo che c’è gente che crede alle scie chimiche oppure alle storie sui vaccini perché lo dice anche Povia. A me Povia è simpatico, ma è un cantante…”. Il passaggio alle questioni di attualità è stato quasi automatico. Prima su tutte, l’immigrazione: “Leggo dei dati ISTAT che dicono di una diminuzione degli sbarchi, poi sento Salvini e parla di invasione. Secondo me c’è qualcosa che non torna. Di sicuro, però, ci sono due posizioni: una radicale che dice di buttarli tutti a mare e una più gentile che dice ‘aiutiamoli a casa loro’. Che poi sarebbe come dire ad uno che fa l’autostop in tangenziale” – ha sottolineato Hendel, scherzando ma facendo passare un messaggio serissimo – “che lo si aiuta, gli si dà un passaggio, però con la sua macchina”. Il marcato accento toscano dell’autore ha accompagnato la serata, trascorsa fra una battuta e una risata. Riguardo al motivo che lo ha indotto a scrivere un libro divertente e serio al contempo, Hendel ha dichiarato: “Sentivo un bisogno fisiologico di ridere delle cose che ci circondano”. Dante, Beatrice, Leopardi, Plinio, Properzio: tanti i personaggi e i poeti che si ritrovano nelle pagine de La giovinezza è sopravvalutata, spesso utili a far capire come molte situazioni siano identiche all’antichità ad oggi. “Certo che Properzio doveva essere un gran rompiscatole” – ha spiegato Hendel – “seppur un grande poeta. I suoi versi sono belli, ma appena si lascia con Cinzia comincia a dire che è una bellezza che sfiorisce. Non deve averla presa proprio bene… le dice persino che la vecchiaia non potrà mai nasconderla”. La terza età, asse portante del libro di Hendel, è ormai una fase che in Italia riguarda una larga fetta di popolazione. Non deve mai coincidere, però, con la rassegnazione. “Ho conosciuto molti grandi maestri di vita” – ha svelato lo scrittore toscano – “e ho capito che l’indignazione è una molla per il cambiamento a ogni età. Non si possono accettare tutte le ‘bischerate’, bisogna invecchiare bene. Il mio amico Monicelli diceva ‘La vita è un balocco’ e aggiungeva che il cinema è il balocco dei balocchi. Mi ha insegnato tanto, così come Bruno Lauzi che con la sua forza ha reso leggera la malattia di Parkinson, dicendo che grazie a quel male aveva imparato a suonare le maracas e aveva smesso di bere perché era più quello che versava che ciò che beveva”. Tra i ‘vecchi’ che hanno insegnato molto ad Hendel naturalmente figura suo padre, il cui ritratto è emerso dalla lettura di uno dei testi a lui dedicati, dove l’ironia della vita si unisce al dubbio, sentimento prezioso da coltivare, con la consapevolezza che alla fine della giostra “si è giovani una volta sola, ma si può essere immaturi per sempre”. In quest’ottica gli anziani non sono quelli che si inacidiscono o che incattiviscono, anzi possono ammorbidirsi, possono vivere a trecentosessanta gradi e far fruttare le loro esperienze diventando una risorsa. La chiusura della serata è stata esilarante, come tutta la durata della presentazione: una carrellata di battute infinite ha regalato risate e applausi. “Mi dicono che gli anziani fanno meno incidenti. Lo credo: usano meno il cellulare. E poi sono nostalgici al volante: usano quelle cose antiche come la freccia quando girano…”. Ezio Tamilia, come sempre moderatore dell’incontro, ha voluto stimolare ulteriormente l’estro comico di Hendel chiedendogli il perché dell’ingresso nel mondo dello spettacolo a 30 anni, della laurea a 44 e del matrimonio a 54 anni: “Se lo avessi saputo, questa domanda sulle mie scelte avventate l’avrei usata per scrivere qualcosa di più nel libro…”. “Ma è notorio” – ha poi aggiunto – “che per una cosa buona che faccio cento ne sbaglio, quindi sono lento in tutto. Io salgo sul palco con la voglia di ridere ma non so sempre bene quello che devo dire”. Una carrellata di epitaffi veri e presunti, alcuni dedicati a personaggi della televisione e della politica contemporanea, ha chiuso una serata leggera, fra ilarità e riflessione. Un altro grande successo per la rassegna “Velletri Libris”, ideata e prodotta dalla Mondadori di Velletri, che adesso prosegue nel doppio appuntamento della settimana con Laura Morante (martedì 17 alle 21,00) e la Serata Sellerio con due ospiti d’eccezione (Francesco Recami e Paolo Simi, venerdì alle ore 21,00).

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11/07/2018 Paolo Hendel, segreti e consigli per vivere la seconda giovinezza nella terza età
Nuova serata con Velletri Libris

Venerdì 13 luglio, a partire dalle ore 21.00, sarà ospite di “Velletri Libris”, la rassegna ideata e realizzata da Mondadori Bookstore Velletri in collaborazione con la Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura, l’attore e volto televisivo Paolo Hendel. Il comico fiorentino presenterà, con un vero e proprio show, sul palco del Chiostro dell’ex Convento del Carmine il libro La giovinezza è sopravvalutata. Il manifesto per una vecchiaia felice, edito da Rizzoli. Un romanzo fatto di ricordi, battute, reminiscenze scolastiche e pensieri talvolta positivi e talvolta negativi che però completano un quadro variegato, quello delle emozioni della vita umana che si appresta al suo incedere inesorabile. La vecchiaia, però, è tutt’altro che un capolinea: Hendel lascia aperto un ampio spiraglio dispensando i consigli sulla terza età, scrivendo quello che proprio nel titolo si propone di essere un manifesto per una vecchiaia felice. L’attore e scrittore sarà intervistato da Ezio Tamilia raccontando la vecchiaia con il sorriso sulle labbra, affrontando una fase della nostra esistenza con umorismo, serenità e spensieratezza, in una serata composta da gag comiche, battute, riflessioni esilaranti. Prima della presentazione, alle 20.30, degustazione enogastronomiche con i raffinati assaggi a cura del Casale della Regina e con i vini della Cantina Pietra Pinta. Durante la serata area bimbi con intrattenimento insieme alle animatrici di Bubu7te, mentre come sempre la Casa delle Culture è impreziosita dagli allestimenti del fiore di Velletri ideati da “Le Camelie del generale” di Enrico Scianca. Appuntamento al Chiostro alle 20.30, per un’altra serata di cultura e di emozioni targata “Velletri Libris”.

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10/07/2018 Campaniliana, gli auguri del Ministro Bonisoli: la rassegna dedicata a Campanile sarà patrocinata dal Mibact
Il Mibact concede il Patrocinio alla rassegna di Velletri

La “Campaniliana 2018” si arricchisce di un nuovo prestigioso e onorevole riconoscimento. È di pochi minuti fa la notizia che il MIBACT, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, nella persona del Ministro Alberto Bonisoli, ha concesso con una nota indirizzata al presidente della Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura il proprio patrocinio alla seconda edizione della rassegna nazionale di teatro e letteratura dedicata ad Achille Campanile. Un giusto e sperato riconoscimento, visti i numeri dell’anno scorso, tra l’altro migliorati dal totale dei copioni pervenuti per il Premio Nazionale Teatrale 2018: sono infatti per ora ben ottantaquattro i testi inediti di genere umoristico spediti da tutta Italia alla Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura, promotrice del Premio. Non è escluso che la cifra possa aumentare, per l’accettazione di tutti i plichi in concorso farà fede il timbro postale vista la scadenza del bando fissata per il 30 giugno appena trascorso. Nella nota del Ministero si legge che il Ministro “ha concesso il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per l’iniziativa “Campaniliana”. Nel formulare i migliori auguri per il successo dell’evento” – si legge nella missiva – “inviamo i migliori saluti”. Un riconoscimento formale molto importante per la “Campaniliana”, che adesso è investita di una grande responsabilità: quella di non deludere le aspettative e di mantenere il passo dello scorso anno, innalzando la qualità delle proposte culturali della settimana dedicata al genio di Campanile. In tal senso, il programma che è all’attenzione del Comitato Scientifico-Organizzativo si preannuncia molto interessante: forum didattici per gli studenti appassionati di teatro, una Mostra fotografica e documentaria a tema sul giornalismo e la critica televisiva, un convegno tematico con ospiti d’eccezione (ancora da svelare) che approfondirà dal punto di vista accademico, divulgativo e biografico il periodo della maturità dello scrittore romano. In attesa dunque delle prossime notizie, l’estate si apre con il riconoscimento del patrocinio del Mibact: un traguardo prestigioso ma meritato per una rassegna ambiziosa che Fondazione, Associazione Memoria ‘900 e Fondo Campanile hanno avuto la capacità di portare ad alti livelli nel 2017 alla sua primissima edizione.

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10/07/2018 Manifestazione di interesse per il reperimento di alberghi, bed and breakfast, agriturismi, ristoranti per làospitalità di artisti e personale impegnato negli eventi organizzati dalla Fondazione
Al fine di agevolare gli artisti ed il personale impegnato negli spettacoli la Fondazione intende stipulare delle convenzioni con strutture ricettive

IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO DELLA FONDAZIONE EMANA la seguente manifestazione di interesse per il reperimento di alberghi – bed and breakfast – agriturismi – ristoranti per l’ospitalità di artisti e personale impegnato negli eventi organizzati dalla Fondazione.

1.PREMESSA

1. La Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura Città di Velletri produrrà ed ospiterà eventi e spettacoli che impegneranno artisti e personale non residente nella città. Al fine di agevolare gli artisti ed il personale impegnato negli spettacoli la Fondazione intende stipulare delle convenzioni con strutture ricettive (ALBERGHI – BED and BREAKFAST – AGRITURISMI) e di ristorazione (RISTORANTI – PIZZERIE).

2. La convenzione che verrà stipulata non comporta alcun impegno per la Fondazione che si riserva il diritto di non dar corso alla stessa.

3. La scelta della struttura ricettiva e di ristorazione è affidata all’utilizzatore finale che potrà anche scegliere un esercizio non convenzionato.

4. Qualora la scelta della struttura ricettiva e di ristorazione sia affidata alla Fondazione questa avverrà a rotazione sulla base di un elenco che verrà predisposto dal Direttore Amministrativo con riferimento alla data di ricezione delle domande, tenuto conto del contratto stipulato con l’artista e le indicazioni fornite dal Direttore Artistico.

5. Resta salva la facoltà del Direttore Artistico di individuare la struttura sulla base di criteri differenti da quelli indicati nel punto 4 del presente articolo, in casi particolari ed eccezionali.

6. La struttura dovrà essere in grado di ospitare persone disabili e di soddisfare esigenze alimentari particolari (intolleranze, allergie, regimi alimentari particolari)

2. OGGETTO DELLA CONVENZIONE

La convenzione ha per oggetto: STRUTTURE RICETTIVE: il pernottamento in camera singola o doppia con bagno interno e servizio di prima colazione RISTORAZIONE: un pasto completo composto da antipasto, primo piatto, secondo piatto e contorno, dolce o frutta, acqua, vino e caffè con la possibilità di avere almeno due scelte per ciascuna portata.

3. DURATA DELLA CONVENZIONE E UBICAZIONE DELLA STRUTTURA

1. La convenzione avrà la durata di un anno dalla sottoscrizione.

2. Le strutture non potranno distare più di 10 (dieci) chilometri dalla città di Velletri. (partendo da Piazza del Comune)

4. PREZZO

Gli esercenti che vorranno aderire alla convenzione dovranno applicare le seguenti tariffe:

STRUTTURA ALBERGHIERE:

Hotel TRE Stelle €. 50 camera singola con colazione;

Hotel TRE Stelle €. 75,00 camera doppia con colazione;

Hotel DUE Stelle €. 40,00 camera singola;

Hotel DUE Stelle €. 60 camera doppia;

Bed and Breakfast €. 50,00 camera doppia;

Agriturismo €. 45,00 camera doppia.

RISTORAZIONE:

RISTORANTE: pranzo o cena a base di pesce €. 40,00; pranzo o cena a base di carne €. 30,00; pranzo o cena vegetariani o vegani €. 30,00; TRATTORIA pranzo o cena a base di pesce €. 30,00; pranzo o cena a base di carne €. 20,00; pranzo o cena vegetariani o vegani €. 20,00;

5. REQUISITI RICHIESTI

1. Possono rispondere al presente avviso, facendo pervenire manifestazione di interesse secondo le modalità di seguito specificate, gli imprenditori individuali o collettivi in possesso dei requisiti di cui al successivo articolo

2. I requisiti devono essere posseduti alla data di presentazione della domanda.

6. MANIFESTAZIONE DI INTERESSE

1. Gli imprenditori dovranno manifestare l’interesse a sottoscrivere la convenzione alle condizioni contenute nell’art. 4 mediante domanda debitamente sottoscritta dal rappresentante legale che dovrà indicare:

a) di essere iscritto al Regione delle Imprese per l’attività oggetto della presente bando;

b) dichiarazione sostitutiva del certificato del casellario giudiziale e carichi pendenti;

c) dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà per i seguenti soggetti: titolare e/o direttore tecnico (nel caso di impresa individuale); socie e/o direttore tecnico (nel caso di società in nome collettivo); soci accomandatari e/o direttore tecnico (in caso di società in accomandita semplice); amministratori muniti di poteri di rappresentanza e/o direttori tecnici (in caso di società di capitali);

d) dichiarazione di essere in possesso dei requisiti morali e pertanto di non incorrere in alcuna delle cause ostative (previste dalla normativa in materia);

e) di non rientrare in nessuna delle situazioni ostative di cui all’art. 86 del D.L.vo 50/16;

f) di essere in regola con le norme che disciplinano il diritto al lavoro dei disabili ai sensi dell’art. 17 della L. 68/99;

g) di essere in regola con i contributi assicurativi e fiscali nei confronti di INPS ed INAIL;

h) l’indicazione delle sedi INPS e INAIL dove si effettuano i versamenti contributivi/assicurativi e dei numeri di posizione assicurativa e previdenziale;

i) di non essere destinatario di provvedimenti giudiziari che applicano le sanzioni amministrative di cui all’art. 9 del D.L.vo 231/01 e che all’impresa non sono state irrogate sanzioni o misure cautelari di cui al medesimo D.L.vo che impediscano di contrarre con la Fondazione;

l) di rispettare al momento di presentazione dell’istanza di partecipazione alla convenzione e per tutta la durata dell’eventuale contratto, i CCNL del settore, gli accordi sindacali integrativi e tutti gli adempimenti di legge nei confronti dei lavoratori dipendenti, nonché gli obblighi previsti dal D.L.vo 81/08 per la sicurezza e salute nei luoghi di lavoro garantendo, nell’esecuzione delle prestazioni contrattuali, il pieno rispetto di tutte le norme in vigore al momento dell’esecuzione del servizio, assumendo a proprio carico eventuali oneri derivanti dall’osservazione delle predette prescrizioni, senza possibilità di avanzare pretese di compensi, ad alcun titolo, nei confronti della Fondazione;

m) di acconsentire al trattamento dei dati personali, ai sensi del Regolamento Europeo 679/2016, per le esigenze legate alla partecipazione alla manifestazione di interesse e alla eventuale stipula del contratto;

n) la dichiarazione di poter ospitare persone con disabilità;

o) la dichiarazione di poter soddisfare esigenze alimentari particolari;

p) la dichiarazione che la distanza dalla città di Velletri di non più di 10 chilometri;

q) la dichiarazione di accettazione delle condizioni di cui agli art. 2 e 4 della presentazione manifestazione di interesse.

2. Le dichiarazioni di cui alla manifestazione di interesse sono rese ai sensi degli artt. 46 e 47 del DPR 445/00;

3. Alla manifestazione di interesse dovranno essere allegati a pena di esclusione:

- fotocopia del documento di identità del rappresentante legale in corso di validità;

- visura camerale attestante la capacità del sottoscrittore a contrarre.

4. Le manifestazioni di interesse dovranno essere inviate alla PEC della Fondazione al seguente indirizzo: FONDARC@PEC.IT.

5. La convenzione verrà stipulata con tutti coloro che presenteranno la manifestazione di interesse nei termini indicati e che sono in possesso dei requisiti di cui al presente articolo.

Il direttore amministrativo della Fondazione

(dott.ssa Paola Gaibisso)

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