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08/08/2018 La finale del Festival dei Castelli Romani a Velletri
Finale 8 settembre alle 21 alla Casa delle Culture

Quest’anno il Festival dei Castelli Romani si è tenuto sul web, tramite la pagina della manifestazione. Protagonista il pubblico che ha decretato il vincitore 2018, si tratta del gruppo proveniente direttamente da Napoli Federa&Cuscini con il brano “Chi to’ fa’ fa’”. Mentre il premio testo BMS – decretato dal fondatore Vittorio Nocenzi – è stato assegnato ai Kalanera con il brano “Patria Mia” gruppo di Aprilia. I Kalanera saranno ospiti l’8 settembre presso la Casa delle Culture e della Musica di Velletri, in piazza Trento e Trieste alle 21.00. Una location magnifica del 1.100 restaurata e riportata alla sua bellezza architettonica. Ospite della serata sarà Marcondiro vincitore della scorsa edizione 2017. Il padrino Cesareo sarà presente per Premiare i vincitori e regalerà uno stage di ritmica e Improvvisazione ai primi 30 che si iscriveranno tramite l’email: guarana.live@gmail.com La radio ufficiale del festival è RADIO STUDIO 93 e la presentatrice sarà la speaker Tiziana Mammucari. L'evento è patrocinato dalla Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura Città di Velletri diretta dal Maestro Claudio Maria Micheli.

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08/08/2018 Il banner ufficiale della Campaniliana 2018
Presto ufficializzati gli ospiti e il programma dettagliato

Si svolgerà dal 20 al 28 ottobre 2018, presso la Casa delle Culture e della Musica, la "Campaniliana", rassegna di teatro e letteratura dedicata ad Achille Campanile. E' la seconda edizione, in questo 2018, che vede già un programma di massima dopo il patrocinio del Mibact e la conferma degli organizzatori (Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura Città di Velletri, Associazione Culturale Memoria '900 e Fondo Campanile).

 

Il programma di massima sarà il seguente:

Sabato 13 ottobre: Conferenza Stampa di presentazione della "Campaniliana" nella Sala degli Affreschi della Casa delle Culture.

Sabato 20 ottobre: Incontro-Convegno su Achille Campanile giornalista e critico televisivo in Auditorium della Casa delle Culture. A seguire: apertura della Mostra nella Sala degli Affreschi della Casa delle Culture

Domenica 21 ottobre: Spettacolo Teatrale "Prestazione occasionale" (vincitore I edizione Premio Nazionale Teatrale "Achille Campanile, 2017) al Teatro Artemisio-Volontè

Domenica 28 ottobre: Premiazione del vincitore della II edizione del Premio Nazionale Teatrale in Auditorium.

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05/08/2018 Intervista ad Antonio Dikele: 'Prendo appunti dalla vita. Ho poca memoria, ma scrivo come se facessi un puzzle'
Il giovane scrittore parla del suo ultimo romanzo a Velletri Libris

Considera la scrittura un potere, ma non in senso negativo, bensì come veicolo per instaurare dubbi e far riflettere le persone. A dispetto della sua giovane età, Antonio Dikele ha le idee ben chiare sui temi di attualità, sul modo di fare letteratura, oltre ad un suo personale metodo di scrittura senz’altro tecnologico ma anche utile. Ecco cosa ha dichiarato nell’intervista rilasciata a “Velletri Libris”.

Antonio Dikele Distefano, la tua scrittura nasce spesso da supporti tecnologici. Ascolti voci, canzoni, osservi e prendi appunti sul cellulare…

Ho applicato questa cosa che si chiama “prendere appunti dalla vita”, come scrissero sul “Corriere della Sera”. Ho sempre il cellulare a portata di mano, le note aperte e tutto ciò che mi capita cerco di trascrivermelo, prima di tutto perché ho poca memoria, e poi perché in passato ho perso tanti scritti. Già dall’inizio, dai primi libri, ho adottato il metodo di scrivere sul cellulare. Addirittura prima utilizzavo un iPod che aveva una applicazione per le note e tutte le cose che mi venivano in mente le scrivevo.

Hai difficoltà nel ricostruire poi, una volta venuto il momento di mettere insieme i pezzi, le sensazioni, ricordando quello che hai scritto e perché lo hai scritto in quel modo?

La mia scrittura è un puzzle, ho tante piccole frasi messe in note diverse, e quando sto per scrivere inizio a prendere i pezzi e li metto insieme. È una scrittura acerba, me ne rendo conto, ma difficilmente io mi siedo, penso una cosa e la butto giù. Mi serve un processo più lungo e di più fasi.

Non ho mai avuto la mia età è un titolo che hai appuntato in qualche modo particolare, magari guardando o ascoltando qualcosa?

Non ho mai avuto la mia età nasce, come titolo, da una mia chiacchierata con Chiara dell’Ufficio Stampa di Mondadori. Negli ultimi anni ho fatto tantissime domande, a persone che non conoscevo, perché il dialogo mi serve per cogliere, per trarre spunti. Parlandomi della sua adolescenza, questa donna mi ha citato questa frase. L’ho trovata fantastica e ho deciso che sarebbe diventata il titolo del mio prossimo libro e così è stato.

Nel romanzo tratti temi di forte attualità, e concetti come la diversità. Oggi come viene percepito il razzismo? È cambiata, secondo te, l’aria?

Io non penso sia cambiata l’aria: la differenza netta da prima ad ora sta nel fatto che prima se una persona aveva determinati pensieri discriminanti si vergognava. Adesso ho invece la percezione che si senta legittimato, anzi spinto a dire certe cose. Le persone utilizzano il pretesto del periodo storico per non nascondersi più.

Fondamentalmente, però, con questa risposta affermi che è come se fosse un’espressione esasperata di democrazia questo continuo parlare e dire il proprio pensiero?

Lo è, ma è giustificata dal periodo storico e dall’effetto placebo di media, internet, social. La gente pensa che se allora la situazione è questa si è giustificati a dire certe cose… è come il gioco del vetro spaccato quando si è in una casa distrutta.

Questo vuol dire che l’Italia non ha fatto i conti col suo passato se è così ondivaga nel pensiero comune…

Sicuramente sì, ma io penso che l’Italia non abbia mai fatto i conti con il mondo esterno. Mostra una chiusura che per un paese che sfocia sul mare dovrebbe essere impensabile. Ci si è poi dimenticati la storia.

Il dibattito sull’attualità mostra una divisione quasi manichea tra chi dice “prima gli italiani” e chi dice “l’accoglienza è la prima cosa”. Siamo un paese spaccato?

Fermo restando che non considero Salvini un razzista, ma di più, perché prima il problema erano i meridionali, che adesso sono brave persone perché ora il problema sono i migranti, nel giro di pochi anni il male diventeranno gli extracomunitari senza documenti mentre i migranti saranno brave persone… Io penso, in tutti i casi, che posso dire di amare una persona ma se poi la tratto male ho detto una stupidaggine. Anche il lato opposto del razzismo certe volte diventa di un buonismo attaccabile. Se le azioni non giustificano ciò che dici non hanno senso. |2

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04/08/2018 Duo Olimpo: Sivio Rossomando sax e Giuseppe Giulio Di Lorenzo pf alla Casa delle Culture
Proseguono le settimane musicali con FondArc, Colle Ionci e Amroc

Lunedì 6 agosto ore 21:00 concerto Duo Olimpo Silvio Rossomando, sassofono Giuseppe Giulio Di Lorenzo, pianoforte

Auditorium della CASA DELLE CULTURE E DELLA MUSICA Velletri - Piazza Trento e Trieste

Claude T. Smith - “Fantasia” per Sax Contralto e Pianoforte

Alfred Desenclos - “Prelude Cadence et Finale” per Sax Contralto e Pianoforte

Sergey Rachmaninoff - “Vocalise” arr.

Per Sax Contralto e Pianoforte.

Chick Corea - “Spain” arr.

Russell Peterson per Sax Soprano e Pianoforte

Astor Piazzolla - “Bordel 1900” arr. per Sax Soprano e Pianoforte

C.Debussy - “Arabesque n.1” arr. per Sax Contralto e Pianoforte

J. Demersseman - “Fantasia” Sax contralto e Pianoforte

Fraçois Borne - “Carmen Fantasy” per Sax Contralto e Pianoforte

 

Biglietto: 12 euro Gratuito fino a 18 anni

Ridotto ad 8 euro per soci Accademia Musicale Roma Castelli, possessori della tessera Biblio+/SBCR

Info: www.associazionecolleionci.eu www.accademiamusicaleromacastelli.eu

Conservatorio J. Tomadini di Udine

Associazione Culturale Colle Ionci

Accademia di alto perfezionamento Musicale Roma Castelli

Con il patrocinio della Fondazione di partecipazione Arte e Cultura della Città di Velletri

https://www.facebook.com/pg/settimanemusicali.eu/events/

Accademia di alto perfezionamento Musicale Roma Castelli

Con il patrocinio della Fondazione di partecipazione Arte e Cultura della Città di Velletri

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04/08/2018 Ensemble di saxofoni del Conservatorio di Udine
9 agosto alle 21

Giovedì 9 agosto ore 21:00

"Viaggio nel tempo e nei luoghi attraverso uno strumento visionario...!!”

Ensemble di sassofoni del conservatorio di Udine

Dir. Fabrizio Paoletti (Elias Faccio dirett. Nel concerto di Bach)

sax soprani: Andrea Bassi, Florin Pita

sax alti: Gianluca Caetani, Nicolò Cortesia

sax tenori:Lorenzo Grangetto, Pier Paolo De Giorgi

sax baritoni: Elias Faccio, Christian Soranzio

Auditorium della CASA DELLE CULTURE E DELLA MUSICA Velletri

Piazza Trento e Trieste

"Viaggio nel tempo e nei luoghi attraverso uno strumento visionario...!!”

G.F HAENDEL “L’arrivo della regina di Sheba”, dall’oratorio Salomon (Adatt. Fabrizio Paoletti)

J.S.BACH Concerto per 2 viol. BWV 1043

Vivace Largo ma non tanto Allegro

Sax soprani solisti Fabrizio Paoletti, Andrea Bassi

direttore Elias Faccio

G.VERDI: Overture da Traviata

Trascr. Elias Faccio

V.ZOCCATELLI Medley Rota-Morricone

V.ZOCCATELLI Trascrizione ed elaborazione di Libertango di Astor Piazzolla

F.PAOLETTI Momento cinema

N.PIOVANI La vita è bella

E.MORRICONE C'era una volta il west

H.MANCINI Pink panther theme

Biglietto: 12 euro Gratuito fino a 18 anni

Ridotto ad 8 euro per soci Accademia Musicale Roma Castelli, possessori della tessera Biblio+/SBCR

Info:

www.associazionecolleionci.eu - www.accademiamusicaleromacastelli.eu

Conservatorio J. Tomadini di Udine

Associazione Culturale Colle Ionci

Accademia di alto perfezionamento Musicale Roma Castelli

Con il patrocinio della Fondazione di partecipazione Arte e Cultura della Città di Velletri

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04/08/2018 Antonio Dikele a Velletri Libris: 'La diversita' un vantaggio che non ci viene insegnato'
Chiusura per la programmazione di agosto della rassegna Velletri Libris

Diretto, altamente comunicativo, spontaneo e genuino: così Antonio Dikele si è presentato al pubblico di “Velletri Libris”, rassegna ideata e realizzata dalla Mondadori Bookstore Velletri, per l’ultimo appuntamento di agosto. Non ho mai avuto la mia età, edito da Mondadori, ha richiamato oltre cento persone che hanno riempito in ogni angolo il meraviglioso Auditorium della Casa delle Culture, location illustre e obbligatoria visti i rovesci temporaleschi del pomeriggio. Il libro di cui l’autore ha parlato con Ezio Tamilia è la storia di Zero, un personaggio difficile da raccontare, nato in un periodo in cui Dikele non sapeva precisamente cosa scrivere. Alle prese con idee all’apparenza poco interessanti, già sentite e non originali, il giovane scrittore classe 1992 ha iniziato a lavorare su un romanzo che potesse essere attuale sempre e che sollevasse dubbi e domande tra i lettori. Girovagando a Ravenna, nei suoi luoghi d’infanzia, e parlando con gli amici di sempre, ha trovato il trate-de-union di tutte le storie giovanili ascoltate: un vissuto “in sottrazione”. Da lì il passaggio a Zero, un ragazzo timido, cresciuto in un quartiere difficile e costretto sempre a ripartire da capo. Non un’autobiografia, però, come specificato dallo stesso Dikele citando Murakami: uno scrittore come lui, che si ritiene apprendista, cerca di esternare il suo pensiero in quello che pubblica non necessariamente rifacendosi a fatti personali. “Oggi” – ha detto lo scrittore, italiano e di origini angolane – “sento di avere una sorta di potere, poiché vengo letto da tante persone. |2 Non voglio usare questa possibilità per trasmettere messaggi forzati ma per sollevare dubbi. La cosa più bella che mi hanno detto, in merito a questo libro, è arrivata da una giornalista: mi ha detto che dopo la lettura si è sentita in colpa di tutte le volte che ha discriminato una persona di colore anche solo guardandola in un certo modo”. Nonostante alcune espressione gergali, tipiche delle generazioni dei primi anni Novanta e dei nativi digitali, Dikele ha espresso concetti molto articolati, come quello del pregiudizio, che lo tocca suo malgrado da vicino: “Io penso che il pregiudizio sia giusto se poi fa nascere la curiosità. Un po’ come i bambini quando hanno paura. Nascevo e venivo considerato, pubblicamente, come uno youtuber o un fortunato che scrive. Il primo che mi ha trattato senza pregiudizi e mi ha dato consigli da pari a pari è stato Roberto Saviano. Sicuramente la scrittura è libertà di espressione, mi fa spiegare concetti anche elaborati pur non avendo titoli di studio”. Proprio sulle nuove generazioni, il giudizio di Dikele è stato netto e non tassativo: la tendenza a mostrare più che a vivere, fomentata dai social, può essere invertita con l’insegnamento della diversità. “La diversità è un vantaggio, siamo circondati da diversità” – ha dichiarato l’autore – “e anche il confronto è un vantaggio. Quando vado in discoteca e mi chiedono il nome, rispondo ‘Antonio’ e molti rimangono allibiti. Poi mi chiedono che lavoro faccio e rispondo ‘lo scrittore’, e restano ancora più allibiti. Magari però il giorno dopo incontrando un ragazzo di colore non pensano che sia per forza un immigrato o un delinquente, ma potrebbe anche fare lo scrittore e chiamarsi Antonio. Credo non si possa essere razzisti se non si è viaggiato…”. |3 Il discorso sull’attualità è passato alla politica: secondo Dikele non c’è una nuova ondata di razzismo, poiché gli italiani giudicano più la posizione che la razza. C’è un classismo diffuso, “perché se sei Obama non sei un negro di m…”, e Zero è un emarginato perché vive più livelli di diversità. Ciò che può salvarlo è il coraggio, la forza di non cadere nello spaccio ma di continuare a studiare, di intraprendere la strada più difficile. Anche sull’identità Dikele ha spiazzato con una delle sue risposte semplici ed efficaci: “Se mi sento italiano? Non so cosa significhi. I miei genitori per esempio, ben radicati in Italia, hanno una mentalità pragmatica e per loro faccio lo scrittore ma non seguono assolutamente la mia attività con attenzione. Anzi i parenti quando gli rispondo che per mestiere scrivo, ribattono: ‘Ok, ma di lavoro cosa fai?’. Questo per dire che non è una questione di nazionalità, il mondo è troppo vasto per pensare troppo alle proprie radici: se si insegnasse, ripeto, la diversità si abbatterebbero molti confini. E sui social non si leggerebbero più quelle stupidate, si tornerebbe ad usarlo come strumento e non come un fine o come un filtro per mostrare la propria fama”. |4 Applausi scroscianti per Antonio Dikele, che parlando della sua opera e delle sue idee ha regalato al pubblico di Velletri, ringraziato per l’accoglienza e per la cortesia, una serata di intensa riflessione. Per la Mondadori Bookstore Velletri una breve pausa agostana, prima della finalissima di settembre. Un ringraziamento, come sempre, ai partner Casale della Regina, Banca Popolare del Lazio, Albagiemme, Happybroker, Le Camelie del Generale, CREA, Bubu7te, PubliR, Associazione Culturale Click! per le foto e naturalmente alla Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura Città di Velletri diretta dal Maestro Micheli. Il calendario della prima settimana di settembre è ricchissimo: si comincia con Adriano Sofri (1 settembre), poi Maurizio De Giovanni e Massimo De Cataldo (3 settembre) e grande maratona finale il 9 settembre con Manlio Castagna, Fortunato Cerlino (Pasquale Savastano), Marco Giallini e Giovanni Allevi per coronare un “Velletri Libris 2018” da incorniciare.

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04/08/2018 Concerto dalla Spagna: Andrea Castano sax - Jose Manuel Sanchez Ramirez, pianoforte
7 agosto alle ore 21

Martedì 7 agosto ore 21:00 dalla Spagna Andrea Castaño, sassofono (vincitrice Concorso Evento Sax 2017) e Jose Manuel Sanchez Ramirez, pianoforte

Auditorium della CASA DELLE CULTURE E DELLA MUSICA

Velletri - Piazza Trento e Trieste

Alfred Desenclos - Prélude, cadence et finale, per sassofono contralto e pianoforte

Florent Schmitt - Légende, Op.66

Aleksandr Glazunov - Concerto in mi bemolle maggiore per sassofono e archi, op. 109, riduzione per sassofono e pianoforte

Biglietto: 12 euro Gratuito fino a 18 anni

Ridotto ad 8 euro per soci Accademia Musicale Roma Castelli, possessori della tessera Biblio+/SBCR

Info: www.associazionecolleionci.eu www.accademiamusicaleromacastelli.eu

Conservatorio J. Tomadini di Udine

Associazione Culturale Colle Ionci

Accademia di alto perfezionamento Musicale Roma Castelli

Con il patrocinio della Fondazione di partecipazione Arte e Cultura della Città di Velletri

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03/08/2018 Antonio Dikele Distefano a Velletri per presentare ' Non ho mai avuto la mia eta' '
Lo scrittore parla del suo ultimo libro edito da Mondadori

Ultimo appuntamento prima della pausa agostana per “Velletri Libris”, la rassegna ideata e realizzata dalla Mondadori Bookstore Velletri. Questa sera, a partire dalle ore 21.00, sarà ospite Antonio Dikele Distefano, che presenterà il suo ultimo libro Non ho mai avuto la mia età, edito da Mondadori. Dikele, giovane scrittore con origini angolane, ha giù pubblicato diversi romanzi e torna sulla scena con una storia molto forte. Il protagonista, Zero, prende a pugni la vita e dalla vita i pugni li riceve, senza però mai arrendersi di fronte alle difficoltà di ogni fase della nostra esistenza. Del resto nessuno, giorno dopo giorno, ha mai vissuto quel momento, né ha mai avuto l’età che si appresta a vivere. L’incontro, che chiuderà la programmazione estiva prima del rush finale di settembre, sarà aperto dall’aperitivo letterario con gli assaggi del Casale della Regina e i vini selezionati dal CREA. L’intrattenimento ludico sarà a cura di Bubu7te, mentre le fotografie saranno scattate dall’Associazione Culturale Click. Per la Mondadori Bookstore, ideatrice della rassegna in collaborazione con la Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura, un ultimo imperdibile evento prima delle date di settembre (Adriano Sofri il 1, Massimo De Cataldo e Maurizio De Giovanni il 3, Marco Giallini, Manlio Castagna, Fortunato Cerlino e Giovanni Allevi il 9 per la festa di chiusura). Si ringraziano, come sempre, i partner che hanno accompagnato la rassegna: Banca Popolare del Lazio, Happybroker, Albagiemme, Casale della Regina. Appuntamento alle ore 21.00 al Chiostro della Casa delle Culture.

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03/08/2018 87 copioni per il Premio Campanile: 'Entusiasti del risultato, obiettivo dare voce e spazio alla scrittura teatrale'
La Campaniliana prevista dal 20 al 28 ottobre 2018

È scaduto un mese fa il bando per partecipare, gratuitamente, al Premio Nazionale Teatrale “Achille Campanile”, edizione 2018. La rassegna dedicata all’autore romano si svolgerà a Velletri dal 20 al 28 ottobre prossimi, ma se il programma è quasi ultimato e verrà ufficializzato dopo la seconda metà di agosto, sono ben chiari i numeri del Premio: dopo i 67 copioni della prima edizione, ne arrivano ben 87 per la seconda. Un duro lavoro per la Giuria, ma anche una grande soddisfazione per il team organizzativo che vede premiati gli sforzi di divulgazione e di coinvolgimento per la scrittura teatrale. A parlare, dopo aver ritirato tutti i plichi, è la professoressa Maura Dani, referente del Premio indetto dalla Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura Città di Velletri, che in una breve intervista fa il punto della situazione.

Maura Dani, il bando per il Premio Nazionale Teatrale “Achille Campanile”, seconda edizione, è scaduto da pochi giorni e sono tanti i copioni pervenuti. Si è migliorato il risultato dello scorso anno, e non è escluso che il numero aumenti (farà fede, per l’accettazione, il timbro postale). Una vittoria per lei e per tutto il team?

Per la verità i copioni pervenuti sono ben 87, tutti rigorosamente spediti entro il termine ultimo del 30 di giugno scorso. Che dire? Siamo tutti entusiasti per aver replicato e oltrepassato il numero della precedente edizione. Un risultato che premia il lavoro di tutto il team ma, soprattutto, testimonia l'interesse che si è creato e si sta consolidando verso l'idea che ha fatto nascere la “Campaniliana” e in particolare il premio teatrale. Dare voce e spazio alla scrittura teatrale e agli autori, offrire la possibilità di rappresentare le opere, sono i principi ispiratori del Premio nel nome del grande Achille Campanile.

Iniziare è semplice, continuare più difficile: a cosa state lavorando per la seconda edizione della rassegna dedicata a Campanile?

I risultati stanno premiando il nostro lavoro, ma ci caricano anche di responsabilità per un'azione sempre più articolata e incisiva, ma è una sfida che raccogliamo volentieri. In questa edizione, oltre alla Mostra arricchita di foto, articoli e manoscritti inediti, sarà interessante seguire il convegno di apertura, dedicato ai “contatti” tra Achille Campanile e la TV, con testimonianze di importanti nomi della comunicazione e dell'ambito televisivo. Non li anticipo, o meglio non li ufficializzo perché siamo in attesa della conferma per la presenza di un “grosso” personaggio, a completare il gruppo dei relatori. Altra cosa importante, che nelle nostre intenzioni diventerà costante, è la rappresentazione dell'opera vincitrice dell'edizione precedente. Quest'anno, domenica 21 ottobre, presso il Teatro Artemisio Gian Maria Volonté, sarà rappresentata “Prestazione occasionale” di Francesco Brandi, che si è aggiudicata l'edizione 2017 del Premio. Per questo evento, tra le compagnie teatrali associate alla UILT, avremo il piacere di ospitarne una di Firenze.

Qual è il punto da cui siete ripartiti per una seconda edizione che dovrà distinguersi dalla prima e attrarre più pubblico, soprattutto fra i giovani, sempre con lo spirito di un ricordo dinamico dell’esilarante umorista che ha vissuto tra Velletri e Lariano?

Tirando un po' le somme, il punto di partenza da cui ricominciare ogni anno è proprio il rinnovato interesse che, anche grazie alla nostra azione, stanno suscitando la figura e l'opera del grande umorista, in particolare la riscoperta che ne stanno facendo i giovani. L'attenzione che abbiamo rivolto al mondo della scuola ha dato ampie risposte: a titolo di esempio vorrei ricordare il modo efficace e accattivante con cui il Laboratorio Teatrale del veliterno Liceo Scientifico “A. Landi” ha rappresentato alcune tragedie in due battute del nostro Autore: i ragazzi si sono divertiti e hanno divertito. Ciò significa che, se opportunamente presentata e recepita, la produzione di Campanile ha sempre molto da insegnare, con la sua impareggiabile ironia e raffinatezza linguistica. Da qui ogni anno ci auguriamo di poter ripartire!

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03/08/2018 Il Trio Cellacchi-Tuccinardi alla Casa delle Culture
Chiostro ancora in musica a Velletri

Mercoledì 8 agosto alle ore 21.00, nel Chiostro della Casa delle Culture, andrà in scena il concerto del Trio Cellacchi/Tuccinardi, composto da Riccardo Cellacchi (flauto), Andrea Cellacchi (fagotto) e Leone Tuccinardi (piano). Il ricco programma, in locandina, rientra nelle settimane musicali estive organizzate da Associazione Culturale Colle Ionci, Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura Città di Velletri e Accademia di Alto Perfezionamento Musicale Castelli Romani.

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02/08/2018 Nuovo pienone a Velletri Libris con Paolo Genovese: 'La verita' a volte va oltre la fantasia'
Lo scrittore e regista ha presentato il suo ultimo romanzo al Chiostro della Casa delle Culture

Un altro pienone per “Velletri Libris”, che nel penultimo appuntamento di agosto registra il tutto esaurito al Chiostro della Casa delle Culture per l’incontro con il regista e scrittore Paolo Genovese. L’evento, nell’ambito della rassegna ideata e realizzata dalla Mondadori Bookstore Velletri in collaborazione con la Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura, ha visto accorrere all’ex Convento del Carmine oltre trecento persone che non hanno visto tradite le loro aspettative. Genovese, infatti, spontaneo e ironico, ha saputo catturare l’attenzione del pubblico nel parlare del suo ultimo romanzo, Il primo giorno della mia vita, edito da Einaudi. “E’ una storia che vuole rimarcare la bellezza della vita partendo dalla morte”, ha esordito il noto regista cinematografico, spiegando la genesi della trama che vede in sette giorni di tempo un angelo riconsegnare ai quattro protagonisti una seconda possibilità per apprezzare la vita, facendo rinascere in loro la voglia di ripartire. “Si inizia dalla fine” – ha detto Genovese – “e come nei film indago la parte scura, quella che meno conosciamo di noi stessi. I miei personaggi, in questo caso, lanciano una sfida al mondo che sembra andare in fiamme. Il punto da cui sono partito è la ricerca di un antidoto contro le cose terribili, ma prima ho dovuto individuare le cose terribili, i mali da ribaltare. Così è nata la vicenda personale dei quattro protagonisti”. |2 Il primo giorno della mia vita, infatti, è la storia di solitudini che si incontrano: una poliziotta che ha subito il lutto più atroce, quello della morte di una figlia, talmente innaturale e rifiutato da non riuscire a trovare una definizione nel vocabolario italiano; una ginnasta che finisce su una sedia a rotelle, atterrita da problemi psicologici e schiacciata dalle aspettative in una sindrome da eterna seconda; un bambino diabetico costretto, per motivi di marketing, ad assumere insulina e ingrassare per fare da testimonial in una pubblicità nonostante sia messo alla berlina dai bulli; un life-coach che dice a tutti quanto sia bella la vita ma è in realtà malato di quel malessere che colpisce il 65% degli italiani, la depressione. Quattro storie molto difficili, in cui subentrano dinamiche di competizione, di relazione interpersonale, di mali invisibili. “Il romanzo” – ha raccontato l’autore – “è un manuale di sopravvivenza, cerca strade per risalire la china, con un uomo/angelo che cerca di ribaltare la prospettiva e far vedere le cose da un altro punto di vista”. Nel libro di Genovese emerge anche una forte spiritualità, diversa dalla connotazione religiosa, poiché il percorso originale immaginato dallo scrittore prevede una “giustificazione della vita con la vita stessa”. Particolare il motivo dell’ambientazione, ovvero New York: non la pretesa di un racconto internazionale, semplicemente l’intenzione di dare alla storia uno scenario dove tutto può succedere. “Il primo giorno della mia vita è una storia di assoluta speranza, rispetto ad altri miei film o romanzi qui indago le persone e cerco di farle riconoscere nelle sensazioni che provano i protagonisti. La verità” – ha aggiunto Genovese – “delle volte va oltre la fantasia”. |3 La cosa peggiore che possa accadere ad un essere umano, infatti, è la perdita del dolore: quando ci si abitua al male, si perdono i timori, spesso non è un bene ma anzi un danno. Inevitabile, nel dibattito con Ezio Tamilia, non aprire – visto il successo e il blasone dell’ospite – un capitolo sul cinema. Prima di tutto le differenze con la scrittura, ben individuate da Genovese: “Scrivere è più difficile perché un film ti mette a disposizione attori, interpreti, scene incorniciate e amplificate dalla musica. Con la carta c’è solo una penna, bisogna fare in modo che il lettore immagini tutto. Inoltre il regista è un lavoro dove tutti chiedono, e oggi il pubblico è più ostico perché la crisi del cinema è anche nelle sale vuote: il successo bisogna meritarselo, rispetto ad un periodo dove si andava a vedere i film a prescindere”. |4 Menzionando i “veliterni” Gassman e Tognazzi, con un pizzico di ironia Genovese ha risposto a chi gli fa notare che utilizza spesso gli stessi attori: “Gassman e Tognazzi facevano venticinque film l’anno… io non uso gli stessi attori per forza, mi trovo bene, sono bravi, è difficile oggi trovare un’intesa. C’è una paura generale delle idee originali, pensate che i film di successo degli ultimi anni, compresi i miei, non erano previsti dalle produzioni. Gli attori che ricorrono sono quelli migliori sulla piazza, anche se tanti talenti non emergono e questo è un male”. Rispetto alla letteratura, però, il cinema presuppone la costruzione di un personaggio che con la scrittura si autodefinisce. Paolo Genovese, interrotto spesso dagli applausi dei tantissimi presenti, ha concluso la sua presentazione ringraziando l’organizzazione e dedicandosi poi al firma-copie e alla foto di rito. Un’altra splendida serata per aprire al meglio agosto, prima dell’ultimo appuntamento prima della pausa venerdì 3 alle ore 21.00 con Antonio Dikele Distefano. Un appuntamento imperdibile per un libro importante ed un altro autore prestigioso che conclude, per adesso, il calendario ideato dalla Mondadori Bookstore Velletri in attesa della ricca mini-rassegna che si aprirà a settembre.

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31/07/2018 Paolo Genovese presenta il suo ultimo romanzo alla Casa delle Culture con Velletri Libris
Evento previsto per il 1 agosto 2018

Mercoledì 1 agosto sarà Paolo Genovese, regista e scrittore, a calcare il palco del Chiostro della Casa delle Culture e della Musica. Nell’ambito della rassegna internazionale di letteratura “Velletri Libris”, ideata e realizzata dalla Mondadori Bookstore Velletri-Lariano, il noto volto della cultura italiana presenterà il suo ultimo romanzo intitolato Il primo giorno della mia vita, edito da Einaudi. Una storia intensa, con un uomo, due donne e un giovane alle prese con dilemmi esistenziali paradossalmente risolti da una misteriosa presenza che fornisce loro un’assurda quanto affascinante opportunità: guardare il mondo senza di loro, osservandosi da fuori, e riscoprendosi. L’ultimo giorno della nuova vita, così, lascia posta ad un nuovo primo giorno che però avrà tutto un altro sapore. Paolo Genovese ha già pubblicato con Mondadori Tutta colpa di Freud oltre a firmare la regia di vari film che hanno ricevuto prestigiosi riconoscimenti. L’appuntamento è per le ore 21.00 alla Casa delle Culture. Prima della presentazione, aperitivo letterario con i vini dell’Azienda Agricola Le Quattro Vasche selezionati dal CREA e degustazione a cura del Casale della Regina. Come sempre si ringraziano i partner Casale della Regina, Banca Popolare del Lazio, Happybroker e Albagiemme oltre alla Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura Città di Velletri partner dell’evento. Una serata indimenticabile e assolutamente da non perdere quella di mercoledì!

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31/07/2018 True Voices: CMMicheli, DGrottelli, DManciocchi, CGiusti
Evento previsto per il 2 agosto 2018

giovedì 2 agosto ore 21:00

Quartetto di sassofoni TRUE VOICES Carlo Maria Micheli, Davide Grottelli, Daniele Manciocchi, Claudio Giusti

Chiostro della CASA DELLE CULTURE E DELLA MUSICA

Velletri - Piazza Trento e Trieste Biglietto: 12 euro

Gratuito fino a 18 anni

Ridotto ad 8 euro per soci Accademia Musicale Roma Castelli, possessori della tessera Biblio+/SBCR

Info: www.associazionecolleionci.eu www.accademiamusicaleromacastelli.eu

Associazione Culturale Colle Ionci Accademia di alto perfezionamento Musicale Roma Castelli

Con il patrocinio della Fondazione di partecipazione Arte e Cultura della Città di Velletri

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31/07/2018 Giuseppina Torregrossa incanta il pubblico di Velletri con il suo romanzo 'Il basilico di Palazzo Galletti'
Straordinaria autrice per il nuovo incontro di Velletri Libris

Nella serata dell’eclissi di luna, la scrittrice Giuseppina Torregrossa con la sua grande solarità ha letteralmente illuminato la Casa delle Culture e della Musica per il venerdì sera di “Velletri Libris”. Ospite della rassegna ideata e realizzata dalla Mondadori Bookstore Velletri, in collaborazione con FondArC, l’autrice siciliana ha presentato il suo ultimo romanzo, Il basilico di Palazzo Galletti (edito da Mondadori), conquistando il numeroso pubblico accorso nel Chiostro. La Torregrossa ha esordito lodando l’organizzazione veliterna, “densa e piena di effetti speciali”, per poi partire dal titolo per ragionare della sua opera. “Il basilico per noi donne del Sud è qualcosa che si può usare ovunque. Il libro vede la protagonista usarne in grandi quantità, ma non è solo un ingrediente, bensì un indizio poiché queste piante verdi che ornano i balconi sono utili anche alle indagini del giallo”. Il romanzo della Torregrossa, infatti, è un misterioso caso di cronaca che viene affidato ad una giovane commissaria, alle prese con una serie di fitte contraddizioni da svelare. Scenario particolare della narrazione è Palazzo Galletti, un edificio realmente presente a Palermo, storico e in stile neogotico, oggi utilizzato come sede di uffici ma un tempo tempio della malavita e dei senzatetto. Il difficile recupero, “a macchia di leopardo”, per l’usura e per il vandalismo, hanno consegnato a questo Palazzo un alone di fascino non indifferente. La vera protagonista del libro, però, è la città di Palermo stessa: “Non è uno scenario” – ha specificato l’autrice – “ma occupa la scena del mio immaginario. Non riesco a farne a meno, è una città in cui si muovono le anime dei personaggi che la vivono e la interpretano”. Sullo sfondo del plot c’è il Ferragosto, giorno in cui avviene la morte di Giulia Arcuri. Una festività vissuta, nel profondo Sud, con uno spirito dionisiaco che abbina la grossolanità alla spiritualità. Le liti con Santa Rosalia per la mancanza dell’acqua, il pentimento e le richieste di scuse porte alla santa stessa: questi costumi non sono esagerazioni o fantasie, ma parte integrante della quotidianità siciliana. La commissaria, di fronte alla morte di una ragazza, tira fuori oltre alle sue competenze investigative anche il lato umano: “Le donne sono spesso infelici” – ha detto la Torregrossa – “e come diceva la Ginzburg attingono all’enorme pozzo di infelicità. La mia protagonista non fa eccezione: ha una vita privata non appagante, un fidanzato burbero di cui non riesce a fare a meno, sente il peso di una società che al Sud è strutturata per la famiglia. Lei non è tagliata per fare dei figli, e non trova la sua strada, pur cercando di adattarsi. Il delitto è uno specchio anche per sé, poiché nelle indagini trova degli spunti per la sua vita”. Sui punti in comune tra la poliziotta e la vittima, la Torregrossa ha svelato la presenza di una sorta di proiezione dell’investigatrice sull’assassinata. Una ragazza, Giulia Arcuri, bella e dannata: colpita da giovane da una malattia genetica rara, è frenata da una intolleranza alla luce che la costringe a stare rinchiusa nel suo appartamento e indossare lunghi abiti bianchi. Nonostante ciò ha un candore e una bellezza, con i suoi capelli rosso fuoco, non indifferente. Un personaggio femminile molto analizzato anche psicologicamente, che fa da contraltare ai protagonisti maschili: un po’ bizzarri, talvolta grotteschi come Sasà, tratti da conoscenza reali della scrittrice. Particolarità de Il basilico di Palazzo Galletti è l’uso del dialetto, tanto da rendere necessario un glossario a fine libro: il siciliano “si usa tra il popolo” – ha detto la Torregrossa, in una digressione letteraria – “e lo abbiamo perso. Avevamo una letteratura dialettale nutrita fino a Pirandello, la nostra è una vera e propria lingua. Lo spartiacque è stato proprio Pirandello, che nell’invitare a distaccarsi dal dialetto per evitare una letteratura regionalizzata e confinata ha inibito un’intera generazione”. |3 Tale condizione è poi mutata con Andrea Camilleri: “Con Camilleri si è tornato a un siciliano che però è talvolta inventato, lo definirei un ‘camillerese’. Ha avuto il merito, da Maestro quale è, di portare il dialetto fuori dall’isola e nel mondo. Io amo molto la lingua palermitana, lo uso quotidianamente, e rimane per me l’espressione dell’affetto e dell’emotività. Certe cose, come le ‘ninne nanne’, non puoi non cantarle in dialetto”. Senza andare troppo in profondità nella trama del romanzo, che in quanto giallo presuppone determinate omissioni per lasciare al lettore il gusto della scoperta, la Torregrossa ha risposto ad alcune domande riguardanti la propria esperienza, umana, professionale e artistica. Con ironia e livello, la scrittrice si è soffermata sul tema migranti: “Per me l’errore di fondo è parlare di integrare il diverso. Dobbiamo accoglierlo, è come quando prendiamo marito, non si può integrare o cambiare, l’integrazione vera parte dall’accoglienza”. E sulle migrazioni ha ricordato la sua esperienza personale: “Non esagero se dico che quando a 14 anni mi dovetti trasferire a Roma, mi sentivo una terrona deportata al Nord. Roma era Nord, il primo trauma fu il raccordo. Mi colpì molto poi il verde che adornava la capitale, così diversa da Palermo che era molto più cementificata. Mi sembrava di essere a Londra. Roma, alla fine degli anni Sessanta, era una città molto chiusa, io parlavo un italiano corretto ma l’accento era forte e mi prendevano in giro, tant’è che smisi di parlare e la prima pagella fu una tragedia”. Sui suoi primi approcci alla scrittura, la Torregrossa ha raccontato di avere questa passione dall’età di cinque anni. Qualcuno si è accorto di lei, portandola al successo, ma nel frattempo la carriera medica l’ha impegnata come ginecologa. Che differenze ci sono tra questi due mondi, quello ospedaliero/sanitario e quello letterario? “Paradossalmente poche. Nel senso che in entrambi in casi entri nell’intimità della coscienza dell’interlocutore. Per me è una questione di umanità” – ha dichiarato la scrittrice – “perché la malattia oggi viene spesso associata allo stress: è vero, ma lo stress è un termine generico che indica disagio, scontentezza, cattiva qualità di vita. Bisogna far parlare il paziente oltre al sintomo, la terapia va bene ma il segreto del medico è saper entrare nella sfera più profonda se vuole dare risposte più forti. Uno scrittore fa lo stesso, analizza i personaggi nelle sue pieghe interiori. La mia professione mi ha aiutato moltissimo nella scrittura”. |2 Giuseppina Torregrossa ha dato prova di essere scrittrice vera, non solo per la cultura trapelata dalle sue parole e dallo stile che ha contraddistinto la chiacchierata, ma anche per i ‘trucchi’ che utilizza per scrivere un romanzo: una lavagna piena di post-it, una mappatura delle domande e delle risposte, quasi un metodo scientifico. A fare da bivio alla sua esperienza di vita è stata però la malattia che l’ha colpita: “Mi ha migliorato, è stata la mia grande occasione. Non per scadere nel new age, ma non ci si ammala per caso. Avevo una vita bella ma sospesa, ero fuori di me perché continuamente in fuga e mai dentro me stessa. La malattia ha rappresentato in tal senso un limite innegabile che mi ha fatto capire di dover cambiare approccio, pur continuando a lavorare ma rientrando dentro di me e rinnegando gli automatismi. Avevo fatto” – ha confessato l’autrice – “una brusca accelerata fuori di me, consumando le mie esigenze. Un medico non è detto che non possa essere paziente. Io ho sempre inteso così la mia professione, non come una missione ma come un’attività politica poiché la nostra azione ci deve rendere consapevoli di stare esercitando un potere. Da paziente, ho visto l’altro lato della medaglia”. Al termine della serata, interrotta da continui applausi spontanei, un lungo firma copie di oltre mezz’ora, un omaggio della serata e poi un degno finale per un incontro intenso e tra i più apprezzati nel colonnato ottocentesco della Casa delle Culture, insieme a Giuseppina Torregrossa, per vedere l’eclissi lunare. Una presentazione davvero indimenticabile per la soddisfazione della squadra di “Velletri Libris”, che adesso si prepara agli ultimi due appuntamenti di agosto con Paolo Genovese (mercoledì 1) e Antonio Dikele Distefano (venerdì 3), entrambi alle ore 21.00 alla Casa delle Culture.

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26/07/2018 Evento Sax 2018 a Velletri giunge alla Sedicesima edizione
Quattro eventi di grande spessore alla Casa delle Culture

EventoSax, manifestazione che nasce nel 2003 a Velletri ad opera di Fabrizio Paoletti e Valeriano Bottini, vuole presentare tutto quello che ruota intorno al sassofono: attraverso concerti, conferenze, masterclass, nuove composizioni, presentazione di cd esplorando prevalentemente viene il sassofono classico, forse meno conosciuto. Ha visto in queste sedici edizioni la partecipazione di moltissimi artisti internazionali come il sassofonista Spagnolo Alfonso Padilla, l’Ensemble SaxoVoce del Conservatorio de Cergy-Pontoise (Parigi) diretto da Jean-Pierre Ballon, il chitarrista Alberto Plaza, il Quartetto di sassofoni Accademia, il compositore e direttore d’orchestra Eduardo Hubert, i compositori neozelandesi Michael F. Williams, David Griffiths e tanti altri.

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Da qualche anno è stato anche istituito un concorso che ha permesso ad i giovani musicisti di esibirsi sia con orchestra che in concerti con accompagnamento del pianoforte. In questa sedicesima edizione, appunto, si esibirà la sassofonista spagnola Andrea Castaño che ha vinto il concorso EventoSax dello scorso anno, e sarà accompagnata dal pianista Jose Manuel Sanchez Ramirez.

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Sempre quest’anno avremo il graditissimo ritorno del Duo Olimpo, Silvio Rossomando e Giuseppe Giulio Di Lorenzo rispettivamente sassofono e pianoforte, vincitori di innumerevoli concorsi internazionali e del prestigioso Grand Prize Virtuoso a Brusselles. Altro importantissima partecipazione sarà quest’anno quella dell’Ensemble di sassofoni del Conservatorio “J. Tomadini” di Udine diretto dal maestro Fabrizio Paoletti, che si esibirà in tre concerti. L’appuntamento per tutti è per il concerto inaugurale del 2 agosto nel Chiostro della Casa delle Culture e della Musica a Velletri, con il quartetto “True Voices” composto dai sassofonisti “castellani” Carlo Maria Micheli, Davide Grottelli, Daniele Manciocchi, Claudio Giusti.

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25/07/2018 Rest Ensemble con Rebecca Raimondi, Michele Marco Rossi e Alessandro Viale
Alla Casa delle Culture e della Musica sabato 28 luglio 2018

 

Sabato 28 luglio ore 21,00: REST ENSEMBLE

Rebecca Raimondi, violino Michele

Marco Rossi, violoncello

Alessandro Viale, pianoforte

CASA DELLE CULTURE E DELLA MUSICA PROGRAMMA: FRANZ SCHUBERT

Trio in mi bemolle maggiore per pianoforte "Notturno", op. 148, D. 897

RICCARDO MALIPIERO Trio per violino,violoncello e pianoforte

JOHANNES BRAHMS Trio in Si maggiore per archi e pianoforte, op. 8

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25/07/2018 Giuseppina Torregrossa presentera il suo ultimo romanzo a Velletri Libris
La grande scrittrice alla Casa delle Culture

È la scrittrice Giuseppina Torregrossa la prossima ospite di “Velletri Libris”, rassegna internazionale di letteratura ideata e realizzata dalla Mondadori Bookstore Velletri-Lariano. Sul palco del Chiostro della Casa delle Culture arriverà l’affermata autrice palermitana per presentare il suo ultimo romanzo, Il basilico di Palazzo Galletti, edito da Mondadori. Una situazione di stasi, con Letizia, la protagonista, che decide di sottrarsi al Ferragosto festaiolo per prendersi cura della casa e delle sue piante di basilico, si evolve poi in un intensissimo caso che attraversa tutto il romanzo. Giuseppina Torregrossa, che ha esordito come scrittrice nel 2007 dopo una lunga carriera da medico, ha vinto numerosi premi letterari (“Donne e Teatro” nel 2008, “Nino Martoglio” e “Baccante” nel 2015) e con Il basilico di Palazzo Galletti torna sulla scena editoriale con questo romanzo imperniato di mistero. L’appuntamento è alle ore 20.30 con l’aperitivo letterario a cura di Casale della Regina e con la degustazione dei vini selezionati dal Crea (Cantina Marco Carpineti), mentre alle 21.00 avrà inizio la presentazione.

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25/07/2018 Sergio Rizzo a Velletri Libris: indagine sul potere finanziario inquinato e sulla impreparazione della classe dirigente
Tantissime persone alla Casa delle Culture per ascoltare il vice direttore di Repubblica

Un sistema bancario poco conosciuto e che sale alla ribalta per tanti scandali, ripercorsi con grande dovizia di particolari da un’inchiesta senza precedenti: è questo il tema centrale dell’ultimo libro di Sergio Rizzo, Il pacco. Indagine sul grande imbroglio delle banche italiane, edito da Feltrinelli. Il noto giornalista, scrittore e saggista è stato ospite del martedì sera di “Velletri Libris”, rassegna ideata e realizzata dalla Mondadori Bookstore Velletri in collaborazione con la Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura Città di Velletri. Oltre duecento persone ad ascoltare, da una voce esperta ed autorevole, le dinamiche finanziarie che spesso sembrano così lontane solo perché ascoltate tramite il filtro della televisione. C’è un filo rosso, tuttavia, che lega tutti i più grandi crack, a cominciare dal Banco di Napoli, un vero impero economico soprattutto per il Sud. Rizzo ha sottolineato come il “pacco”, cioè il fallimento che grava su chi ha comprato azioni bancarie, interessi tantissime persone, come nel caso di MPS. Non si tratta di fenomeni di cronaca limitati alle banche territoriali, perché le anomalie si ripetono e quello che fa impressione, come ribadito più volte dal giornalista, è l’assoluta impreparazione dei vertici dirigenziali nel gestire i ruoli che ricoprono. |3 La responsabilità dello Stato, tuttavia, non è minore: chi ha il controllo della vigilanza non può non accorgersi di determinate situazioni, ed è questo il sintomo maggiore del degrado della classe dirigente di un Paese che non ha un ricambio a livello di formazione e che non riesce a fermare dei “rubagalline che giocano con i miliardi”. L’istituto di vigilanza non funzionante, poi, spesso vede la premiazione dei suoi organi: chi diventa ministro, chi direttore, chi sottosegretario. Una vera e propria rete di inquinamento sul potere finanziario, dunque, quella che caratterizza un’Italia poco incline al risveglio perché fondamentalmente non pienamente addentrata nei temi. Uno dei casi più eclatanti fu quello di Banca Etruria: Rizzo ha detto, senza mezzi termini, che il Ministro Boschi ha sbagliato tutto all’epoca, poiché non ha valutato il peso di quella vicenda sia in termini politici che sociali. Un’altra grande mistificazione generale di questi argomenti va imputata alla stampa, spesso grossolana nell’identificare i risparmiatori come le vittime e lo Stato come il carnefice. Non è sempre così, ha spiegato Sergio Rizzo, spiegando che la “miscela esplosiva che ha distrutto i nostri risparmi” è ben più complicata. Una serata molto particolare quella della Casa delle Culture, che grazie all’ottima dialettica dell’autore è risultata gradevole e comprensibile a tutti nonostante le tematiche tecniche. Prima della presentazione, Sergio Rizzo ha risposto ad alcune domande su temi più specifici, dall’euro all’approccio dell’opinione pubblica sulle questioni finanziarie. Ecco la breve intervista rilasciata in esclusiva per “Velletri Libris”. |2

Sergio Rizzo, fra le tante questioni bancarie una domanda sulla faccenda “euro” è inevitabile. Se ne è parlato diverse volte, ma la politica si è sempre divisa. Oggi gli euroscettici sono al governo: secondo lei uscire dall’euro è soltanto propaganda o tecnicamente c’è un margine per farlo?

È certamente propaganda, è chiaro che ci si pensa o ci si è pensato, altrimenti non si spiegano dichiarazioni come quelle di Salvini che nel 2016 in un appuntamento pubblico disse ‘Se la Lega andrà al Governo usciamo dall’euro’. Le parole hanno un senso e quella è una dichiarazione impegnativa. Evidentemente il pensiero c’è stato, poi adesso non se ne parla perché si dice che non è nel contratto di governo, ma non mi pare che la comunità finanziaria internazionale sia molto tranquilla. Almeno a giudicare dallo spread, sempre intorno ai 200 punti base.

Proprio in merito al legame Governo/Finanza, come giudica l’atteggiamento assunto dal Presidente Mattarella per il famoso caso “Savona”?

Non lo giudico. Ha fatto quello che gli consentiva di fare la Costituzione. È quello che poteva fare e non ha fatto nient’altro rispettare un titolo della Costituzione stessa per cui è il Presidente della Repubblica a nominare i Ministri su proposta, visto che firma lui il decreto di nomina. Può anche non farlo.

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Lei ha dato al suo libro un titolo molto eloquente. A suo avviso l’opinione pubblica percepisce davvero la gravità dei crack finanziari oppure se ne rende conto solo se direttamente interessata? Parole come lo spread sono intese oppure rimangono concetti astratti?

Generalmente penso che gli italiani non siano ferrati su questa materia, non è un paese che ha una cultura finanziaria diffusa. Questo lo si vede con quello che è successo con i crack bancari, tante fregature. C’è impreparazione e quando si vanno a fare investimenti rischiosi spesso si agisce senza sapere, perché ci si fida di chi vende le obbligazioni. Vedo che poi la gente, giustamente, si arrabbia, ma pretende che lo stato ridia i soldi come se fosse normale. La colpa però non è dello Stato…

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24/07/2018 Sergio Rizzo a Velletri Libris per presentare 'Il pacco. Indagine sul grande imbroglio delle banche italiane'
Altro ospite illustre alla Casa delle Culture e della Musica

Un’altra serata di spessore quella che andrà in scena, questa sera, nel Chiostro della Casa delle Culture e della Musica. Arriverà infatti, nell’ambito della rassegna nazionale “Velletri Libris” ideata e realizzata dalla Mondadori Bookstore Velletri in collaborazione con FondArC, il giornalista Sergio Rizzo, attuale vice-direttore di “Repubblica”. Autore del libro-inchiesta “La casta”, che ha visto ben ventidue edizioni e oltre 1 milione di copie vendute, Rizzo presenta il suo saggio “Il pacco. Indagine sul grande imbroglio delle banche italiane”, edito da Feltrinelli. Un’altra inchiesta su tutte le dinamiche bancarie di cui si sente parlare quotidianamente sui giornali e ai tg, dai conflitti d’interesse alle consulenze milionarie, tutto in barba alla trasparenza. L’eloquente titolo dell’opera lascia subito intendere quale sia il tenore della ricerca che Rizzo ha condotto sul potere finanziario italiano. L’appuntamento con l’autore è alle ore 21.00, mentre dalle 20.30 sarà possibile degustare i vini selezionati dal CREA con la Cantina Bacco di Nettuno e assaggiare le delizie prodotte dal Casale della Regina. Appuntamento alla Casa delle Culture!

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24/07/2018 Teatro Artemisio-Gian Maria Volonte', si parte: ecco le date in cartellone per la stagione 2018-2019
Ecco le date della stagione teatrale 2018-2019. Abbonamenti da settembre

C’era grande fermento e attesa, dopo l’ottima programmazione della stagione teatrale 2017-2018, per conoscere la proposta culturale e i nomi che calcheranno il prestigioso palco del Teatro Artemisio-Volonté di Velletri a partire dal mese di novembre. La prima stagione, andata agli archivi con un’ottima risposta di pubblico sia in termini di abbonamenti che di tagliandi e con diversi sold out, aveva lasciato molta soddisfazione così come trapelato dalle dichiarazioni del Direttore Artistico Claudio Maria Micheli. Sulla base del duro lavoro svolto, finalmente sono ufficiali e da qualche giorno anche sui ledwall le date della stagione 2018-2019, per la quale sarà possibile sottoscrivere l’abbonamento a partire da settembre. La Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura ha dunque diramato il calendario che vedrà la prima il 13 novembre con un gradito ritorno, quello di Amanda Sandrelli, protagonista de “La locandiera”. Si prosegue il 2 dicembre con Stefano Benni e “Profius”. Terza data il 26 gennaio con “Come Cristo comanda” recitato da Enrico La Ginestra e Massimo Wertmuller. Il grande attore di cinema, televisione e teatro Emilio Solfrizzi sarà invece a Velletri il 17 febbraio con “Roger”. Sei donne per una serata in rosa il 16 marzo, “Tante facce nella memoria”, tra cui la nota attrice Carlotta Natoli e per la regia di Francesca Comencini. Ultima data in programma il 31 marzo con “Chi è di scena” di Alessandro Benvenuti. Una bella stagione, la seconda sotto la Direzione Artistica del Maestro Claudio Maria Micheli, e tanta qualità per un Teatro completamente rinato sotto la gestione della Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura. Nelle prossime settimane i dettagli sui singoli spettacoli e informazioni maggiori sulla campagna abbonamenti. Non resta che aspettare e poi godersi il sipario aperto del meraviglioso teatro veliterno.

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23/07/2018 Coloratissima Fiesta Flamenca alla Casa delle Culture e della Musica
Sabato 21 con Colle Ionci e Amroc

La suggestiva location del chiostro della Casa Delle Culture e della Musica di Velletri ha fatto da cornice alla coloratissima Fiesta Flamenca lo scorso sabato 21. Lo spettacolo, presentato da Francisca Berton e Caterina Lucia Costa, due capisaldi nell’ambiente del flamenco romano, ha visto protagoniste dieci giovani bailaoras che hanno regalato al pubblico entusiasta uno spettacolo vivace e festoso. La serata è stata accompagnata dalla musica dal vivo, con la chitarra di Sergio Varcasia, il cajón di Paolo Monaldi e con Claudio Merico al violino.

SERGIO VARCASIA chitarra

PAOLO MONALDI cajón e percussioni

CLAUDIO MERICO violino

FRANCISCA BERTON coreografie e bailaora solista

CATERINA LUCIA COSTA bailaora ospite

AL BAILE: Laura Bellofiore, Chiara Candidi, Valeria Castrucci, Agnese D'Errico, Sara Ferraro, Daniela Mannino Zivile Kriaciunaite e la prima ballerina della Compagnia FLAVIA LUCHENTI

Costumi di Daniela Catone

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21/07/2018 Simi e Recami per la Serata Sellerio: giallo, noir, famiglia, dubbi a Velletri Libris
Grande successo per la serata della Casa delle Culture

Un venerdì sera con una inedita doppia presentazione al Chiostro della Casa delle Culture e della Musica. Nell’ambito della rassegna internazionale di letteratura “Velletri Libris”, ideata e realizzata dalla Mondadori Bookstore Velletri-Lariano in collaborazione con la Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura, sono arrivati infatti due tra i più importanti autori contemporanei di gialli, Francesco Recami e Giampaolo Simi. Un evento, che ha visto protagonisti due scrittori Sellerio, molto interessante soprattutto per il filo conduttore della presentazione capace di snodarsi, con un filo logico continuo, in due romanzi completamente differenti per tematiche e stile. Francesco Recami e Giampaolo Simi, in perfetta armonia, hanno saputo tuttavia raccontare al meglio i punti salienti delle loro ultime fatiche letterarie, senza rinunciare ad aneddoti biografici che li vedono accomunati da un tratto, quello della toscanità, essendo nati rispettivamente a Firenze e Viareggio. Recami, con grande sagacia, ha spiegato che alla base de La clinica Riposo & Pace. Commedia nera n. 2, vi è una gran voglia di rispondere ai luoghi comuni (“Ma chi lo ha detto che le case di cura sono tutte piene di anziani che le persone non vogliono tenere a casa? E se nelle case stessero ancora peggio?”. Osservazioni a cui ha risposto Simi, dicendo che la madre è in una casa di riposo e quando sa che il figlio è in televisione se vi sono feste o cene risponde di non poterlo guardare). Simi, dal canto suo, ha enarrato i punti fondamentali che lo hanno condotto a scrivere questo romanzo: una forte indagine psicologica, un’avvincente ricerca ricca di tensione e di realismo, a contatto con un caso di cronaca tutto da scoprire. Come una famiglia, infatti, è la terribile vicenda di un padre che si trova ad indagare sul presunto misfatto di suo figlio, lacerato dal terrore di scoprire ciò che non vorrebbe e alimentato dalla speranza di smentire i sospetti. I due autori, che hanno interloquito fra loro oltre a rispondere alle domande di Ezio Tamilia, si sono soffermati su diversi temi come il mondo dei social (“Ho paura ad accedervi perché scoprirei quanta demenza aleggia anche in persone che stimo”, ha chiosato Recami) o quello del calcio, che Simi cita nella sua opera poiché il figlio del protagonista è una giovane promessa del pallone. |2Proprio Simi, fra l’altro, è parte della Nazionale Italiana Scrittori: “Ci dicono sempre che sulla carta siamo imbattibili” e che “di testa non ci supera nessuno”, ha detto scherzosamente l’autore. Nel finale, prima del firma-copie, un simpatico omaggio a Francesco Recami che ha festeggiato ieri il suo sessantaduesimo compleanno ed è stato quindi sorpreso, sul palco, con una torta e una candelina da spegnere fra gli applausi del pubblico. Una serata intensa con due autori molto espressivi e disponibili, che hanno riflettuto su temi prettamente letterari confermando la grande qualità della loro arte scrittoria. Prima della presentazione, entrambi, hanno rilasciato due brevi interviste per “Velletri Libris” in cui hanno svelato qualcosa in più dei loro romanzi. Prossimo appuntamento con la rassegna martedì alle ore 21.00 con Sergio Rizzo, che presenterà Il Pacco. Indagine sul grande imbroglio delle banche italiane, edito da Feltrinelli.

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Intervista a Francesco Recami

La clinica Riposo & Pace è una commedia nera. Come ci spiega la propensione alla scrittura di opere che hanno questo tenore?

Queste commedie nere mi vengono per un atteggiamento punk. Fondamentalmente hanno un fine un po’ offensivo: sono stufo delle melensaggini, mi piace provare a scrivere commedie che siano divertenti - perché l’obiettivo è quello - però su temi molto scuri, neri e scomodi.

Si può considerare, in base a quanto dichiara, una risposta a certa letteratura?

Esatto, è proprio così. Devo dire che se non ho una molla e se non ce l’ho con qualcuno o con qualcosa non scrivo. Non riesco a partire…

Un atteggiamento comune a molti scrittori. Ci sono maestri del Novecento che l’hanno ispirata in quest’opera?

Posso dire quelli che mi piacciono. Per esempio Federigo Tozzi, un senese che è stato riscoperto al pari di Svevo e Pirandello e che ha quella acidità di grandissimo livello letterario. Direi che per me è un modello.

Lei ha citato Tozzi: Il podere può essere oggetto di un confronto con La clinica Riposo & Pace?

È una storia familiare molto cattiva anche Il podere, come tante commedie nere che ho scritto e altre che ce ne saranno su temi familiari. Sicuramente io non ho il respiro letterario di Tozzi, ma è uno dei pochi scrittori che mi piace in quest’ambito. Devo dire che sarà che sono vecchio invecchiato io ma è difficile che trovi un autore che mi piace dopo gli anni Sessanta…

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Intervista a Giampaolo Simi

Come una famiglia è una storia molto complessa. Ci può raccontare, in breve, la genesi di questo romanzo?

Come una famiglia è la storia della famiglia di Dario Corbo, un personaggio che molti lettori hanno incontrato ne La ragazza sbagliata, che si ritrova con un figlio alle soglie di una possibile carriera calcistica importante, una speranza del calcio italiano. Alcune società importanti stanno pensando di ingaggiarlo ma dopo una partita importante in un torneo internazionale, una serata in discoteca si conclude con una ragazzina al Pronto Soccorso con segni di violenza sessuale e fisica molto grave. Denuncia di essere stata picchiata e violentata da un ragazzo che gioca a calcio. La genesi è in queste poche parole, è una storia molto forte e importante che ho avuto voglia di scrivere perché mette una famiglia di fronte al sospetto terribile e dall’altra parte il protagonista ha dovere di difendere il figlio e proteggerlo anche da se stesso. Come una famiglia è una lunga lettera di Dario Corbo a un figlio accusato di violenza sessuale, si ricostruisce la vicenda tempo dopo e Corbo racconta cose che neanche lui sapeva…

Essendo un romanzo che parla di dubbi e interrogativi, quali sono i tratti psicologici più marcati di chi scrive questa “lunga lettera”?

Sicuramente i tratti di un padre dilaniato dal dovere di proteggere il figlio ed evitargli le cose più dure a cui può andare incontro, con pene gravi e un reato grave. Dall’altro lato c’è un uomo che si interroga sulla verità e sul fatto che se questa verità detta dal figlio sia raccontata per intero, se ci sia una verità non raccontata per paura e per difesa di qualcuno. È un labirinto di interrogativi in cui Corbo da padre e giornalista si mette, lo percorre con molta tenacia, con dolore e preoccupazione. Alla fine però ne esce…

Intimamente, Dario Corbo vacilla o non mette mai in discussione l’innocenza del figlio?

Parte con l’idea che il figlio non possa aver fatto niente del genere, perché non ha mai avuto condotte antisociali o violente. Da padre e con il raziocinio di chi ha conosciuto questo figlio, anche se lui è stato un po’ assente, ha la certezza che niente di ciò che si sospetta possa essere accaduto per mano del figlio.

Interviste e testo a cura di Rocco Della Corte

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21/07/2018 Evento Sax alla Casa delle Culture
Molte iniziative musicali a Velletri

2-10 agosto 2018 – Evento Sax – XVI edizione

In collaborazione con il conservatorio Jacopo Tomadini di Udine

Docente: Fabrizio Paoletti

2 agosto ore 21:00 concerto Quartetto True Voices Carlo Micheli, Davide Grottelli, Daniele Manciocchi, Claudio Giusti

6 agosto ore 21:00 concerto Duo Olimpo Silvio Rossomando, sassofono – Giuseppe Giulio Di Lorenzo, pianoforte

7 agosto ore 21:00 concerto dalla Spagna Andrea Castaño, sassofono (vincitrice Concorso Evento Sax 2017) Jose Manuel Sanchez Ramirez, pianoforte

8 agosto ore 21:00 concerto (a Nemi) Ensemble di sassofoni del conservatorio di Udine Dir. Fabrizio Paoletti

9 agosto ore 21:00 concerto Ensemble di sassofoni del conservatorio di Udine Dir. Fabrizio Paoletti

10 agosto ore 21:00 concerto (a Genzano) Ensemble di sassofoni del conservatorio di Udine Dir. Fabrizio Paoletti

Amroc. Colle Ionci. Fondarc Ass. Chitarristica Castelli Romani Naxos in Musica Conservatorio “J. Tomadini” di Udine Info: colleionci@gmail.com www.associazionecolleionci.eu www.accademiamusicaleromacastelli.eu tel. 371.1508883

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19/07/2018 I grandi scrittori Sellerio Francesco Recami e Giampaolo Simi per il venerdi di Velletri Libris
Alla Casa delle Culture si presentano due romanzi Sellerio con la Mondadori

Interessante proposta letteraria venerdì 20 luglio, nel Chiostro della Casa delle Culture e della Musica, per la nuova serata di “Velletri Libris”, rassegna ideata e realizzata dalla Mondadori Bookstore Velletri-Lariano. Saranno ospiti, infatti, due tra i più importanti scrittori Sellerio del momento: Francesco Recami e Giampaolo Simi. Una “Serata Sellerio” all’insegna del giallo, per approfondire e conoscere due nuovi romanzi gialli che hanno diverso svolgimento ma rappresentano due pezzi di indiscussa qualità letteraria. Ironia, critica sociale e vecchiaia i temi chiave de La clinica Riposo & Pace di Recami, mentre protezione, amore e sospetto sono gli aspetti più intriganti di Come una famiglia di Simi. Il duo, intervistato da Ezio Tamilia, darà vita ad un dibattito intrigante non solo per la discussione letteraria ma anche per l’inedita formula. La serata, come sempre, sarà anticipata dai raffinati assaggi curati da Casale della Regina e dai vini selezionati dal Crea, della cantina “Riccardo Di Palma”. L’evento, organizzato dalla Mondadori di Velletri e dai suoi titolari Guido Ciarla e Aurora De Marzi, è realizzato in collaborazione con la Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura Città di Velletri e con il supporto dei partner Casale della Regina, Banca Popolare del Lazio, Happybroker, Albagiemme, Bubu7te, CREA Velletri, Pro Loco e PubbliR. L’ingresso è naturalmente libero: un’occasione da non perdere (si inizia alle 20.30 con l’aperitivo e alle 21.00 con la presentazione) con due scrittori di grande qualità.

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18/07/2018 Laura Morante ha presentato il suo primo lavoro letterario: racconti con la nostalgia dei sogni giovanili
Pubblico presente con numeri massicci nel Chiostro della Casa delle Culture

Un Chiostro gremito di gente (quasi cinquecento persone) e una splendida serata d’estate alla Casa delle Culture e della Musica di Velletri a fare da contesto ideale all’incontro con Laura Morante, nell’ambito della rassegna internazionale di letteratura “Velletri Libris” ideata e realizzata dalla Mondadori Bookstore Velletri-Lariano. La nota attrice, al suo esordio letterario, ha presentato, dialogando con Ezio Tamilia, il suo libro Brividi immorali edito da La Nave di Teseo. Carismatica, disponibile ed empatica nei confronti del pubblico, la Morante ha subito spiegato il perché di un ingresso sulla scena editoriale con una raccolta di racconti: l’idea di un romanzo, associata ad un lavoro continuativo, l’ha inizialmente destabilizzata e ha così ripiegato su una forma più “libera” di scrittura che poi è andata via via assemblandosi in un’omogenea raccolta data alle stampe in questo 2018. Concetto chiave ricorrente in tutto il romanzo è quello di “immedesimazione”: non si può non tentare di entrare nella mente di persone lontane da noi, perché “nessun fenomeno si può citare senza un approccio contemplativo”, ha spiegato l’autrice, facendo riferimento alle note vicende di attualità che riguardano i migranti e gli sbarchi. Quanto di autobiografico ci sia, invece, nella raccolta è tutto da vedere: “in ogni vita” – ha dichiarato la scrittrice – “ci sono spunti interessanti. Sicuramente l’infanzia e l’adolescenza, con i luoghi e colori che le hanno contraddistinte, sono le fasi che più mi hanno affascinato. Più che una nostalgia del vissuto” – ha precisato in risposta alla domanda postale da Ezio Tamilia – “direi che ho una nostalgia dei sogni, quei sogni che anche Leopardi conferma essere vivi nei periodi giovanili”. Il cognome, Morante, non può che far pensare alla grande scrittrice Elsa: “Quando ho deciso di scrivere ho provato a non pensarci troppo”, ha detto l’autrice di Brividi immorali, raccontando la sua decisione di tentare l’esperienza nel mondo delle lettere dopo l’affermazione in campo cinematografico con i grandi mostri sacri (Bertolucci e Monicelli su tutti). |2

La passione primaria di Laura Morante, però, era la danza: “Per un po’ di tempo” – ha svelato l’attrice – “sono stata una danzatrice professionista. Ma non sono mai stata all’altezza dei miei sogni da ballerina”. La carriera attoriale l’ha portata a grandi successi, con pellicole di tutti i tipi. La prima considerazione in merito al cinema italiano Laura Morante ha voluto dedicarla al genere: “è più difficile far ridere che far piacere, la commedia è un’arte difficile basata sul ritmo e sull’interpretazione”. “Personalmente” – ha aggiunto – “sono sempre stata terrorizzata dal palco, dall’entrare in scena. Sono un’ex timida, mi sono ricreduta quando mi fecero notare che la timidezza è un’ammissione di egocentrismo perché si sta dando valore al solo fatto che tutti ti guardino”. Se gli attacchi di timidezza sono rari, ben precisa è invece la scelta del lavoro: “Mi concentro più sul film in generale che sui personaggi in particolare”. Scrivere, ha concluso la Morante prima di dedicarsi ad un lunghissimo firma-copie e a tante foto-ricordo, rispetto alla recitazione presuppone una creatività diversa. “Mi piacerebbe continuare a pubblicare libri”, ha chiuso l’ospite della serata, guadagnandosi i forti applausi dei tanti intervenuti. In esclusiva per “Velletri Libris”, Laura Morante ha rilasciato una breve intervista rispondendo a due domande inerenti la sua esperienza biografica e professionale.

Che effetto fa questo esordio letterario, e che differenza c’è tra primo libro e il primo film? È di fatto un nuovo esordio artistico…

È il quarto esordio artistico in realtà, poiché ho esordito come ballerina, attrice, regista e poi adesso con il libro. Io sono cresciuta nei libri, nella mia famiglia che viveva in provincia erano molto più presenti i libri che i film. La letteratura era il sogno di tutti noi e tutti più o meno scriviamo, in famiglia, chi di nascosto e chi no. L’idea dell’esordio, come succede spesso, mi era stata proposta varie volte ma non l’avevo mai voluta prendere in considerazione. Poi Elisabetta Sgarbi (direttrice editoriale della casa editrice La Nave di Teseo che ha pubblicato il volume, ndr) è stata determinata e con il rapporto di affetto che ci lega, visto che ho lavorato con lei, ci conosciamo e ci vogliamo bene, è riuscita a convincermi. Per vincere le mie resistenze si è presentata già con il contratto compilato… |3

Un libro come un film è un’esposizione, artistica, al giudizio del pubblico. Qual è il commento che le è rimasto più impresso, in positivo o anche in negativo, in merito a questa prima pubblicazione?

Al momento sicuramente sono rimasta colpita dall’articolo pubblicato sul Corriere della Sera che recensiva il mio libro, e invece riguardo ai commenti un amico, che per altro è scrittore, mi ha detto una frase che mi ha fatto un certo effetto: dopo avermi letta, ha detto che i miei racconti sembrano scritti da un elfo...

Una bellissima serata impreziosita anche dalla grande gentilezza dell’autrice, che ha dedicato il suo tempo a tutti i fans firmando autografi e scattando foto. Un tutto esaurito che conferma la qualità e l’intuizione di “Velletri Libris”, ideata e realizzata dalla Mondadori Bookstore, e con l’ausilio dei partner Banca Popolare del Lazio, Casale della Regina, Happybroker, Albagiemme, CREA Velletri, Pro Loco, Bubu7te, PubbliR, Click per le splendide fotografie e la collaborazione con la FondArC. Prossimo appuntamento venerdì con una serata interessante e ben due scrittori: Francesco Recami e Giampaolo Simi, un duetto tutto da ascoltare e scoprire (ore 21.00 al Chiostro).

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